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L’elezione al Soglio di Pietro di Papa Francesco ha ovviamente emozionato molto anche la comunità del Comune di Sona. Per capire meglio questo passaggio storico abbiamo chiesto di regalarci un ritratto del nuovo Pontefice ad un missionario di Lugagnano, Padre Giovanni Bendinelli, che da moltissimi anni opera in sud America e che attualmente svolge la sua missione proprio in Argentina.

Carissimi lettori del Baco da Seta,

prima di tutto un saluto cordiale e sincero a tutti voi. Che il Signore Risorto vi riempia della sua Grazia. Sono contento di poter condividere la allegria degli argentini per la nomina del Papa Francesco. Non potete immaginare la commozione visibile negli occhi degli argentini, l’euforia quando, dopo la nomina, spontaneamente ci siamo trovati mille e mille persone festeggiando, cantando, saltando nel centro di Buenos Aires attorno all’Obelisco fino alle tre del mattino.

L’elezione di Bergoglio ci ha preso tutti di sorpresa. Nessuno pensava che fosse possibile la nomina di un latinoamericano. L’apoteosi è stata la Messa di ringraziamento nella Cattedrale di Buenos Aires e contemporaneamente in tutte le Cattedrali dell’Argentina. Giá vi sarete resi conto che questo Papa, per molti aspetti, è totalmente differente dai precedenti. La sua semplicitá, la cordialitá e la volontá di cambiamento aprono una finestra alla speranza nella Chiesa e nel mondo. Cerco di presentare alcune caratteristiche del nuovo Papa come si manifestava qui da Vescovo. Bergoglio: uomo che parla con i gesti e con i fatti. Quando si pregava per il sucessore di Pietro, il nostro desiderio era che fosse un pastore, piú che teologo. In realtá la Chiesa ha troppi documenti, la preoccupazione maggiore è la difesa delle veritá di fede e dei dogmi. Quello che manca è lasciarsi guidare dallo spirito del Vangelo. Bergoglio vive il Vangelo, per questo ha scelto il nome di Francesco. Lo incarna nella semplicità della sua vita, senza ricercatezze, nell’affabilità con tutti e nell’austerità.

Davanti a lui tutti si sentono bene. Spesso diceva: “La vicinanza alle sofferenze e al dolore della gente mi ha aiutato a capire meglio il Gesù del Vangelo”. Era presente in occasione di disgrazie e incidenti abbracciando i familiari, visitando i feriti negli ospedali; era presente nei conflitti sociali: dando la mano a ogni operaio, interessandosi personalmente della loro problematiche. In alcune circostanze improvvisava nel cantiere o nella strada la celebrazione della Messa.

Quando si trovava a Buenos Aires, già alle 4 del mattino scendeva alla Plaza de Mayo (il cuore della città, di fronte alla Cattedrale). Comprava il giornale, si fermava a chiaccherare con i Cartoneros (coloro che durante la notte vanno a raccogliere carta, cartoni, vetri e, molte volte, si tolgono la fame mangiando quello che trovano nelle immondizie). Lì, incontrava e salutava le prostitute che, terminato il loro mestiere, tornavano a casa. É difficile crederlo se non si vede: salutava tutti e tutte chiamandoli con il proprio nome. Ma il suo luogo preferito era visitare e trascorrere ore e ore con i poveri delle villas miseria. Camminare per i viottoli sporcandosi con la terra e il fango, entrare nelle loro baracche, abbracciare i bambini non certo profumati, consolare gli ammalati, participare delle loro feste. Tutto questo era per lui una gioia inmensa. É stato Bergoglio a far ritornare la presenza di sacerdoti nelle villas miseria. Durante la dittatura militare, dopo la scomparsa e l’uccisione di alcuni di loro, prudentemente erano stati ritirati. Lui personalmente accompagnava i sacerdoti dedicati a questa pastorale.

Vi racconto un particolare. Il 19 di marzo, giorno della presa di possesso come sucessore di Pietro, durante la Messa in Piazza San Pietro, in prossimità dell’altare principale: c’era un uomo con il grembiule bianco (è l’uniforme che usano i maestri durante le ore di classe). Da ragazzo quel signore puliva i vetri delle macchine ai semafori. Bergoglio lo aveva incontrato in una delle sue camminate per la cittá, lo ha tolto dalla strada, lo ha fatto studiare e adesso era maestro nella villa dove sempre ha vissuto. C’era anche un signore vestito da cartonero. In uno di quelli incontri mattinali, Bergoglio lo aveva conosciuto. Sono diventati amici. Frequentava la sua baracca e la sua famiglia. In questo dialogo familiare è sorta l’idea di organizzare quella povera gente in cooperativa per vendere meglio quanto raccolgono di notte. Anche lui, rappresentando i cartoneros di Buenos Aires, era lí vicino al suo amico Papa.

Per ultimo, vicino a loro, c’era anche una signora vestita modestamente: era stata recuperata da Bergoglio dalla schiavitù della prostituzione. Lei racconta come è stato il suo primo incontro con lui. Una mattina fredda e oscura d’inverno, un signore si avvicina e gli chiede il nome. Lei timorosa risponde. Il signore inmediatamente le dice: “Vuoi uscire da questa situazione? Io ti voglio aiutare”. Ancor piú sorpresa e dubbiosa, gli dice: ”Ma tu, chi sei?”. Lui risponde: “Sono Bergoglio, il Vescovo di Buenos Aires”. Lei si mise a piangere e lo abbracció. Poi aggiunse: “Tutti i giorni pregavo Dio che mi facesse uscire da questo inferno”. Dopo tanti anni da questo primo incontro, anche lei, nel più assoluto anonimato, si trovava nella piazza San Pietro, per onorare e abbracciare nuovamente il “suo vescovo diventato Papa”. Giuseppe “ex–limpia vidrio”, Marco “el cartonero” e Matilde “la ex–prostituta”, in prima fila, festeggiando nel cuore del mondo l’amico e il padre comune che ha cambiato la loro vita. Il Papa Bergoglio ha riservato per loro l’abbraccio piú prolungato e caloroso.

Veramente i poveri e i sofferenti li porta nel cuore. Anche se non sono mancate calunnie circa la sua complicitá con la Dittatura Militare (per niente fondate e dimostrate false dalle parole degli stessi protagonisti), è invece saputo che, come Superiore dei Gesuiti in Argentina, ha salvato molte vite umane. Nel quarto piano della casa di formazione destinata ai Novizi, nascondeva i perseguitati politici che ricorrevano a lui. Un episodio per capire fino a che punto è arrivato: ad un perseguitato ha dato la sua sottana, l’ha vestito da prete e gli ha dato i suoi documenti personali. Un rischio enorme se pensiamo che tutte le strade, specialmente quelle che portavano all’aeroporto, erano blindate da militari armati fino ai denti per paura dei terroristi.

Bergoglio: uomo paterno, però forte e deciso. Tiene formazione jesuítica, quindi austero come il suo fondatore: San Ignacio de Loyola. L’ansia di vivere il Vangelo e la fortezza interiore e spirituale che possiede, assicurano una renovazione profunda nella Chiesa. Darà nuovo impulso alla speranza. Uomo di dialogo e di ascolto, certamente aprirà nuove strade per l’incontro con i cristiani e con tutte le religión.

Speriamo sia capace anche di cacciare i ladri dal tempio, leggi: Vaticano, IOR,…, che si sono nascosti lì dentro per fare i loro interessi. Presentare una Chiesa capace di ringiovanirsi, decisa a camminare verso orizzonti nuovi. Bergoglio è convinto di tutto questo. Il ritorno al Vangelo darà allo Spirito Santo la possibilità di una nuova Pentecoste.

Che il Signore benedica e accompagni ognuno di voi e le vostre famiglie. Un abbraccio.

Padre Giovanni Bendinelli