“Ostetrica di Casa”, Giuditta e Barbara portano anche a Sona un servizio prezioso per le neo mamme

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Qualche settimana fa, navigando su Facebook, la mia attenzione viene catturata da un post che recitava più o meno così “Sei da poco diventata mamma? Forse potresti aver bisogno di aiuto! Ora puoi usufruire del nuovo e gratuito servizio ostetrico di assistenza domiciliare, a supporto del benessere dei neonati e delle mamme”.

Nonostante io non rientri nel target del pubblico a cui è rivolto, mi soffermo a leggere incuriosita, andando a cliccare sul link che mi porta alla pagina Facebook di “Ostetrica di Casa”: scopro così chi sono Giuditta e Barbara (nella foto), le due ostetriche protagoniste del servizio in questione.

Dopo aver visitato il loro bellissimo sito internet (che vi consiglio di visitare alla pagina www.ostetricadicasa.it), decido di contattarle, per farmi spiegare direttamente da loro cosa sia “Ostetrica di Casa”, e anche di questa bella iniziativa in collaborazione con la Cooperativa L’Infanzia e il Comune di Sona.

Barbara e Giuditta, intanto quali sono le circostanze che hanno portato a conoscervi?
Giuditta: Io e Barbara sono ormai più di quattro anni che ci conosciamo. Entrambe abbiamo conseguito la laurea in ostetricia a Verona e fra le altre cose abbiamo frequentato nel 2018 un corso di perfezionamento sulla gestione della gravidanza a basso rischio in autonomia, da parte dell’ostetrica. Proprio in quell’anno, a seguito del master, ha iniziato a prendere forma e si è poi concretizzata, l’idea di “Ostetrica di Casa”.

Raccontatemi della vostra attività.
Giuditta: L’obiettivo principale che ci proponiamo è quello di accompagnare il nuovo nucleo familiare, la coppia, e la mamma in particolare, sia durante la gravidanza ma soprattutto dopo il parto, perché è in questo delicato momento che abbiamo sentito maggiormente il vuoto assistenziale, o almeno questa è stata la nostra sensazione. Di solito il servizio che viene offerto alle neo mamme, dopo il parto, è di tipo puramente ambulatoriale: noi abbiamo voluto differenziarci proprio offrendo il servizio a domicilio, andando quindi incontro alla donna, cercando di rispettare i suoi orari e quelli del bambino, che sappiamo essere tutt’altro che regolari, nelle prime settimane di vita. Vorremmo davvero cercare di entrare nelle case delle neo mamme rispettando le loro abitudini, dando loro consigli e supporto magari sul loro divano, sul loro letto, in modo che sia un momento intimo, fra le mura della propria casa, senza la freddezza dell’ambulatorio con orari rigidi da rispettare. Inoltre, accanto a questo aspetto, volevamo offrire tutta la nostra professionalità. I consigli della mamma o dell’amica vanno bene, ma a volte corrono il rischio di generare nella donna più confusione o senso di inadeguatezza: noi ci proponiamo di farci accanto ai genitori senza istruirli, ma accompagnandoli nelle circostanze quotidiane nelle quali la nuova famiglia viene a trovarsi.

Quali sono, secondo la vostra esperienza, le difficoltà maggiori che una neo mamma si trova ad affrontare nel periodo del post parto?
Barbara: Direi l’ansia, derivata dal fatto che molto spesso queste donne si trovano essenzialmente sole nell’affrontare la gestione di un neonato. Non a caso, infatti, la maggioranza delle donne descrive come più traumatico il post parto, che non il parto in sé. Faccio anche una premessa: la donna nel passato si trovava di fatto quasi sempre inserita in famiglie numerose dove era accudita, protetta dalle altre donne della famiglia. Molto spesso arrivavano consapevoli o quantomeno preparate su quello che le aspettava, su cosa significava allevare un figlio. Oggi invece le famiglie sono nuclei sempre più piccoli, dove le mamme sono anche spesso molto giovani e questo ha in parte contribuito a far perdere la spontaneità, la naturalezza nel pensare al proprio bambino in maniera semplice. L’allattamento stesso è ormai considerato come superfluo: noi ci proponiamo di accompagnare la donna anche in questo passaggio, delicatissimo, che rappresenta una scelta di salute fisica ed emotiva che coinvolge tutto il nucleo familiare, non solo la mamma e il neonato. Purtroppo anche le stesse realtà ospedaliere, non valorizzano l’allattamento come meriterebbe; ricordo che la donna, a 48 ore dal parto, viene letteralmente rispedita a casa assieme al suo bambino, proiettata in una realtà del tutto nuova. Comunque devo dire, con una certa sorpresa, che abbiamo anche tante richieste di madri alle prese col secondo figlio: magari l’esperienza col primo arrivato non è stata ottimale e quindi si affidano a noi per cercare di colmare le mancanze della precedente esperienza. Inoltre ogni bambino ha la propria storia e non è detto che quello che è andato bene con il primo, vada bene anche con il secondo.

Oltre all’assistenza domiciliare, “Ostetrica di casa” offre altre attività rivolte alle mamme e alle donne in generale?
Giuditta: Certo, proponiamo di accompagnare la donna anche durante tutto il percorso della gravidanza, con attività di gruppo e individuali per la preparazione al parto; curiamo poi tutto quello che riguarda il puerperio, offrendo vari servizi e attività. Altro aspetto che trattiamo e a cui teniamo molto è la riabilitazione e la cura del pavimento pelvico, struttura importantissima per la donna e che spesso non ha la considerazione che meriterebbe. Abbiamo poi una parte dedicata alle ragazze in età pre-adolescenziale, con incontri informativi per accogliere e spiegare in maniera semplice i cambiamenti del corpo, che spesso a quell’età sono fonte di imbarazzo. A questo proposito, in passato abbiamo avviato un’attività di collaborazione con le scuole di Palazzolo e Valeggio che ha riscosso molto successo; abbiamo organizzato degli incontri rivolti a classi di quinta elementare, prima condividendo gli argomenti trattati con insegnanti e genitori, in cui si affrontava il cambiamento del corpo femminile, spiegati con un linguaggio appropriato ma allo stesso tempo giocoso.

In particolare come è nata la vostra collaborazione con la “Cooperativa L’infanzia” ed il Comune di Sona?
Barbara: Abbiamo fatto inizialmente la proposta di una collaborazione ad Elena Cordioli, presidente della cooperativa, che ha accolto con entusiasmo. Contemporaneamente, la cooperativa ha concorso ad un bando vincendolo, e ricevendo così fondi da poter investire nella fascia 0-3 anni. Poi, complice la situazione attuale, alcuni progetti che inizialmente erano stati pensati in un modo, hanno subito delle modifiche a favore quindi del servizio domiciliare da noi offerto. In questo particolare momento storico, le donne si sono trovate ad avere accessi molto limitati agli ambulatori. A Villafranca, per esempio, quello delle ostetriche è stato sospeso causa Covid, l’ospedale di Bussolengo in questo senso non esiste più e i distretti in generale hanno ridotto molto gli orari rivolti a questi servizi. L’attività devo dire che sta avendo un buon successo; il servizio viene comunicato ai genitori, al momento dell’iscrizione all’anagrafe del nuovo nato, e poi se hanno piacere ci contattano, concordando un primo appuntamento. Il servizio dovrebbe continuare qui a Sona almeno fino ad ottobre di quest’anno: ci teniamo molto perché crediamo che piantare un seme in una famiglia che ha un neonato, crei fiducia e sia un seme ben riposto. Ci piacerebbe che, in generale, le amministrazioni comunali investissero risorse in progetti come questi, rendendoli gratuiti, e magari con l’obiettivo di consolidarli. La sensibilità delle amministrazioni gioca un ruolo fondamentale per sviluppare servizi come questi, e non è scontata o uguale dappertutto.

Ripensando al mio percorso di giovane mamma, ormai tanti anni fa, mi ritrovo perfettamente nei dubbi, nei timori che allora avevo, con quelli delle mamme di oggi, che in fondo sono sempre gli stessi. Barbara e Giuditta probabilmente non vi risolveranno la vita, ma certamente vi sapranno fornire strumenti utili e soprattutto professionali che saranno di grande aiuto per affrontare le insicurezze che una neo-mamma si trova a dover affrontare.