“Ora la vicenda va chiusa definitivamente”, Sindaco e Comitato sulla discarica Cà di Capri dopo la sentenza del TAR

La sentenza il 22 maggio con la quale i giudici della sezione terza del Tribunale Amministrativo Regionale hanno accolto i due ricorsi sulla discarica Cà di Capri di Lugagnano, proposti il primo da Legambiente e alcuni cittadini di Lugagnano ed il secondo dal Comune di Sona, ha segnato un nuovo punto fisso in questa annosa e complessa vicenda.

I giudici amministrativi hanno dichiarato nulla la Delibera della Giunta regionale 1148/2016 con la quale la Regione aveva provveduto alla riapprovazione del giudizio favorevole di compatibilità ambientale e ad autorizzare nuovamente la riapertura della discarica di Lugagnano.

Dopo la sentenza proviamo a raccogliere i primi commenti a caldo su questo nuovo importante sviluppo.

Il Sindaco Gianluigi Mazzi.

Mi sono mosso lo stesso giorno della sentenza – spiega il Sindaco Gianluigi Mazzi – ed ho convocato le parti. A brevissimo ci sarà una riunione in Comune che vedrà al tavolo, oltre che noi Amministratori, anche il Comitato dei Cittadini e la proprietà di Rotamfer, accompagnati dai reciproci legali.

Con questa sentenza abbiamo la conferma che l’attuale progetto non può andare avanti. Allo stesso tempo siamo tutti consapevoli che la discarica va completata e messa in sicurezza. Non possiamo lasciarla così, ed è un problema che va risolto quanto prima, non più rimandato. Come Sindaco – prosegue Mazzi – ho l’obbligo di arrivare ad una conclusione, che possa soddisfare, o quasi, tutti gli attori coinvolti: con Cà di Capri dobbiamo parlare di salute e sicurezza, ma allo stesso tempo dobbiamo parlare di costi e oneri, per quanto riguarda la situazione di oggi ma anche quella futura.

In passato si è provveduto a bloccare situazioni problematiche collegate all’ambiente senza però dare una conclusione definitiva al problema: vedasi la situazione di Sun Oil che rimane ‘una bomba ad orologeria’ con costi e conseguenze completamente a carico dei cittadini. Questo non è il modo con cui si risolvono le situazioni difficili e complicate.

In queste settimane comunque tra le parti ci sono stati colloqui che hanno fatto capire che un punto di accordo lo si può trovare, soprattutto se si ritorna ai riferimenti del progetto del 2006: la stessa Regione Veneto, che ho incontrato in forma preventiva, mi ha trasmesso la volontà di addivenire ad una soluzione, purché sia rispettosa di alcune prescrizioni e vincoli.

Con il Comitato dei Cittadini di Lugagnano – spiega ancora il Sindaco di Sona – c’è ora piena sinergia e dialogo; siamo tutte persone intelligenti ed abbiamo capito che non serve più fare guerre di nessun tipo. Abbiamo perciò aperto un dialogo importante anche con la proprietà e i tecnici di Rotamfer che si sono resi disponibili ad affrontare alcune richieste. Ora c’è fretta; abbiamo bisogno di arrivare quanto prima ad un progetto conclusivo e soprattutto alla messa in sicurezza, per sempre.

Anche Lucio Santinato, uno dei firmatari del ricorso e rappresentante del Comitato dei Cittadini, traccia un quadro della situazione.

Lucio Santinato, portavoce del Comitato dei Cittadini di Lugagnano.

La sentenza ha motivato l’impossibilità di ri-approvare dei provvedimenti già annullati e, quindi, inesistenti. Questo – spiega Santinato – implica un ulteriore riconoscimento alla straordinaria vittoria conseguita due anni fa in quanto questa sentenza non fa che confermare quanto già deciso sia dal Tar con sentenza 1049/14 che dal Consiglio di Stato con sentenza 1564/15. Ora si tratterà di capire come dovrà essere risolta la questione della chiusura dell’impianto perché, è evidente, così la discarica non può stare: dev’essere messa in sicurezza, completata chiusa definitivamente ed in maniera controllata.

Un sincero ringraziamento va ai legali Scappini e Giacomazzi, che da anni con sagacia e saggezza gestiscono, a titolo praticamente gratuito,  una questione assai complessa.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.