“Odori in val di Sona, ecco come stanno le cose”, interviene il sindaco Mazzi

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la lettera di una signora residente in val di Sona che si lamenta per i forti odori che rendono difficile in alcuni momenti la respirazione nella zona. Quella lettera ha generato un grosso dibattito, anche su facebook. Abbiamo ricevuto su questo tema, e su quanto lamentato dalla signora, una nota del Sindaco di Sona, che pubblichiamo.

Gentile signora Montini, 

ho avuto modo di leggere le sue dichiarazioni pubblicate sul sito de “Il Baco da Seta” nei giorni scorsi. Capisco le sue preoccupazioni  ma leggo molte imprecisioni ed affermazioni non corrette: mi permetto quindi di rispondere per conto dell’Amministrazione e dell’ufficio ecologia di Sona del Comune, segnalandole quanto è stato fatto. Lo stabilimento ex Nordibutimi (oggi affitto di ramo d’azienda di Matco), è stato chiuso per due mesi (maggio e giugno 2013) e non per un anno (come lei scrive). La prima segnalazione di ‘esalazioni’, arrivata al sottoscritto, è del 31 luglio 2013 da parte del signor Verdolin, non a settembre come lei evidenzia. A quella mail viene risposto immediatamente, proprio per la massima attenzione che come Amministrazione poniamo a questo problema. Una serie di mail tra le parti e, superati i periodi vacanzieri prima del sottoscritto e poi della controparte, ci siamo incontrati alla fine di agosto.

Alla riunione presenziano, oltre al signor Verdolin, anche l’avvocato Castellini, legale nel 2008 del Comitato Cielo e Terra. Le parti si confrontano e vengono condivisi alcuni obiettivi ed informazioni che non erano ancora arrivate agli stessi cittadini coinvolti (affitto ramo d’azienda, gestione di una sola linea produttiva, ecc.). Le parti si lasciano con la volontà collaborativa, seppur come Sindaco in quell’incontro sottolineo che è mio dovere gestire due problematiche opposte: salute e sicurezza da una parte, posti di lavoro dall’altra.

Nei mesi successivi il sottoscritto visita due volte lo stabilimento, la prima con l’Assessore all’ecologia Dalla Valentina e la seconda con il Maresciallo dei Carabinieri Bosetti ed il Comandante della Polizia locale Mori. Riscontriamo già allora la piena disponibilità della proprietà, nelle figure del dottor Pasetto e dott. Capone, che, pur in una situazione di definire se continuare nel progetto di acquisizione aziendale oppure no, offrono fin da subito la massima collaborazione.

Da settembre a gennaio 2014 vengono registrate presso gli uffici del Comune alcune segnalazioni di esalazioni. Gli uffici si attivano per confrontarsi anche con Arpav, Asl e Provincia, dai quali viene evidenziato che i valori rilevati sono nella norma. Nell’autunno il sottoscritto incontra anche il Sindaco di Ronco all’Adige, Moreno Boninsegna, Comune dove è sito la Pluvitec, la stessa che ora controlla la Nordbitumi. Obiettivo il confronto, capire chi è Pluvitec, confrontarsi nei “problemi di odori”. 

Nel gennaio 2014, precisamente il 28 e 29, viene di nuovo segnalata al sottoscritto la presenza di odori acri, ‘di olio e combustibile bruciato’: vengono fatti gli opportuni controlli per evidenziare quanto descritto nella mail e la risposta, della proprietà stessa, segnala che il giorno 29 gennaio la produzione è ferma per un controllo del Commissario giudiziale. Anche in questo caso sono coinvolte più persone, con una serie di scambi via email. Nei mesi di febbraio, marzo e aprile aumentano le segnalazioni, che vengono sempre registrate al nostro interno: do ordine alla Polizia di muoversi appena arrivata la segnalazione per verificare, con proprio ‘naso’, la presenza dell’odore ed eventuale tipologia (ove possibile distinguerla). Molti sono i cittadini che chiedono di incontrarmi per quanto sta accadendo e uno ad uno, a distanza di pochi giorni dalla richiesta, li incontro tutti.

Al sesto incontro, quando riscontro che le problematiche sono le stesse, invito i presenti a favorire una concertazione dei cittadini, a far sorgere un comitato che possa essere portavoce di questa situazione. Do piena collaborazione e viene decisa una data di incontro. La data viene poi posticipata dal gruppo di cittadini stessi che, raggiunti telefonicamente, mi segnalano di non aver ancora definito un gruppo rappresentativo ma che si sarebbero fatti sentire al più presto, ringraziando per la collaborazione. 

Si decide di intervenire telefonicamente direttamente con la proprietà che risponde dando visibilità delle ore lavorate e della turnazione presente in fabbrica: loro stessi affermano che alcune segnalazioni non corrispondono con le date ed ora, riscontrando che venivano segnalati odori nei momenti in cui la fabbrica era chiusa. 

Si convoca in Comune a Sona, per due volte, Arpav, Asl, Provincia e la proprietà e si da a loro notizia dettagliata di tutte le segnalazioni. I tecnici degli enti preposti affermano in entrambe le situazioni che i dati rilevati sono al di sotto dei limiti e che sono stati fatti dei controlli. La proprietà da risposte decise alle evidenziazioni fatte emergere da sindaco e tecnici e arriva a chiedere che il Sindaco si faccia promotore di un comitato di liberi cittadini che possano entrare direttamente in fabbrica e parlare direttamente con la proprietà. 

Vengono portate al tavolo anche le segnalazioni di alcuni residenti, che affermano che vi sia uso di formaldeide e di odoranti alla vaniglia: in entrambi i casi la risposta è assolutamente negativa. Viene fatto presente, sempre al tavolo, che l’area di segnalazione si è molto allargata, arrivando a Lugagnano e a Palazzolo: in questo caso viene concordato di poter accedere ai dati dell’anemometro presente alla bocca della canna fumaria per poter confrontare direzione del vento e segnalazioni. 

La proprietà conferma che ci siano delle emissioni nella norma, facendo parte del processo produttivo, ma si evidenzia anche che “il sentore di gomma bruciata” o le segnalazioni con macchine spente, arrivate anche a loro in fabbrica, siano a questo punto oggetto di emissioni altrui, di altre unità produttive. 

Gentile signora, leggo ora questa sua lettera e mi dispiace che non sia al corrente di quanto fatto: mi dispiace perché, come ho avuto modo di dire a chi ho incontrato in ufficio, probabilmente non c’è comunicazione, sinergia e condivisione di chi, tra i residenti della zona Valle, sta agendo per portare alle istituzioni un messaggio unico e deciso e permettere quindi alle stesse di rispondere in modo chiaro. Le do fin d’ora la mia totale disponibilità per un incontro, mi contatti pure in Comune, e le chiedo già da subito se le va di assumere la regia per creare un gruppo unico di discussione con l’Amministrazione. 

Affermare che Matco fa del ‘lavoro sporco’ nella valle di Sona, dai dati in nostro possesso, non è corretto: forse lei conosce degli elementi che non sono in nostro possesso e quindi le chiedo di condividerli con le istituzioni poste a controllo. La proprietà ha sempre affermato a noi che Pluvitec e Matco ‘sono di due realtà completamente diverse, ognuna con una propria storia, una propria identità, due aziende concorrenti sul mercato, che sfruttano solo delle sinergie per poter sopravvivere nel periodo di crisi economica che stanno attraversando’. 

Riporto quanto viene affermato dal dott. Pasetto: ‘Ciò che accade nello stabilimento è alla portata diretta dei dipendenti (che sono cittadini di Sona e dei Comuni limitrofi), della cittadinanza e delle autorità preposte. L’azienda è disponibile in qualunque momento a spiegare la propria posizione, il ciclo produttivo (…) a chiunque abbia voglia di partecipare scevro da ogni giudizio precostituito. Si può sicuramente migliorare, ma solo se ci verrà data l’opportunità di farlo’. 

Come primo cittadino ho chiesto la collaborazione di tutti e ho ottenuto la possibilità di creare un ‘Comitato ecologico’ esterno, non di parte, che sia riconosciuto dall’intera comunità e che dia delle risposte ai dubbi dei cittadini; questo potrebbe essere un primo passo per cominciare a far cambiare il clima che si è creato. 

Mi scuso se ho colto l’occasione della sua lettera per dare maggior visibilità a quanto fatto: le chiedo a questo punto di aiutarmi nel progetto del Comitato ecologico, obiettivo che voglio favorire in questa problematica ambientale, come quella di Ca di Capri, e come quella più grave, di cui nessuno parla, della Sun Oil. Da troppo tempo questi sono problemi che caratterizzano Sona: vanno risolti, definitivamente! 

Un cordiale saluto.

Gianluigi Mazzi
Sindaco di Sona

La Redazione
Il Baco da Seta nasce nel 2000. Nel 2007 sbarca on line con il sito allnews