Obiettivo Cinema: “Ted 2”, di Seth MacFarlane. Poca sostanza, tutto già visto

Trama e Recensione

Ted, l’orsacchiotto parlante più amato, trasgressivo e volgare d’America, ritorna, e questa volta è lui il protagonista. Sposato con Tami-Lyn, Ted desidera un figlio per risollevare le sorti del suo infelice matrimonio.

Non essendo fisiologicamente dotato in quanto peluche, opta con la moglie per l’inseminazione artificiale, e la scelta del donatore ricadrà sull’amico di vita: John. Durante la compilazione di tutti i documenti necessari, però, il governo blocca il procedimento burocratico iniziato da Ted, dato che non ha mai legiferato sul suo status giuridico; Ted viene quindi considerato come un “bene di proprietà”, senza un lavoro, senza un matrimonio, senza diritti civili. Ted intraprende così una battaglia giuridica contro il governo, affiancato dall’amico inseparabile John e dalla giovane avvocato Samantha Jackson – una Amanda Seyfried efficace, ma ancora lontana dall’interpretazione di Mila Kunis del primo episodio.

Ted 2Dopo il deludente Un milione di modi di morire nel West il regista MacFarlane torna dietro la macchina da presa per un secondo episodio che non riesce ad eguagliare l’onda del successo del primo. Ted 2 ha perso per strada la novità brillante e dissacrante dell’opera prima e gli espedienti sentimentali e metaforici; si dirige su un terreno meramente surreale, fatto (solo) di battute e gag.

Il ruolo degli antieroi di MacFarlane è far ridere sulla loro povera umanità, identificandosi come outsider in un mondo di persone normali. Essere volutamente tali non li fa, tuttavia, (s)cadere nell’umorismo più scatologico di bassa lega; occorre sempre una dose di intelligenza e brio che tocca la cultura pop, le celebrità e gli avvenimenti più delicati e scomodi, senza mai cadere nel cattivo gusto (si qualifica brillante una sequenza che cita Charlie Hebdo, l’11 Settembre e Bill Cosby).

Come nei Griffin e nei lavori precedenti di MacFarlane, in questo film la volgarità è onnipresente, la scorrettezza politica dominante, la critica sociale pregnante.

Rispetto al primo episodio i personaggi non compiono un’evoluzione, lo spessore caratteriale e psicologico rimane immutato e limitato al primo episodio: Mark Wahlberg, ragazzo nerd, infantile e un po’ scemo che nella vita ha combinato poco o nulla ma che piace tanto alle ragazze, riconferma il ruolo esemplare del braccio destro e amico di vita dell’orsacchiotto; Amanda Seyfried, importante new entry narrativa, è conforme all’umorismo dei due amici e plasma un personaggio prevedibile, ma ben contestualizzato; dulcis in fundo: Morgan Freeman, che gioca un ruolo marginale, ma sempre con lo spirito e lo spessore che siamo abituati a vedere in ogni sua interpretazione.

La sceneggiatura trascina (e stiracchia) la poca sostanza del film attraverso sketch e montaggio, diluendo nella narrazione innumerevoli riferimenti, citazioni e camei. Il risultato è una commedia grottesca, nonsense, incorreggibile, fine a se stessa. Già vista.

La Scheda

“Ted 2”, regia di Seth MacFarlane, 2015

La Valutazione

2 stelle di 5

Il Trailer

.