Obiettivo cinema: “Suicide Squad”, di David Ayer. Anche un film pieno di difetti può essere godibile

Trama e Recensione

Pensate se Superman decidesse di planare giù, scoperchiare la Casa Bianca e portarsi via il Presidente dallo studio ovale. Chi lo fermerebbe?

L’agente governativo Amanda Waller ha la risposta: costituire una task force di uomini e metaumani (ovvero, persone con potere sovrannaturali) pronta ad obbedire agli ordini. La squadra non può che essere composta da temibili e pericolosi criminali, gli unici soggetti perfettamente manipolabili, facilmente ricattabili. Il peggio del peggio.

Abbiamo il mercenario cecchino Deadshot, la pazza e sensuale Harley Quinn, il ladro egoista Captain Boomerang, il piromane El Diablo, il coccodrillo umano Killer Croc e l’indiano (dimenticabile) Slipknot. Daranno una mano alla squadra il frustrato colonnello Rick Flag e Katana con la sua spada mistica.

Ambientato poco dopo gli avvenimenti raccontati in Batman v Superman, la squadra “suicida” entrerà in azione quando un’antica divinità avrà messo sotto scacco Midway City.

Suicide SquadPur ricalcando l’impronta del brillante 1997: Fuga da New York, sin dalle prime scene, si capisce immediatamente che Suicide Squad non è un film ambizioso né pretenzioso; nella prima mezz’ora vengono presentati i personaggi: viene raccontata la storia di ogni supercattivo attraverso l’uso di flashback e l’inserimento di una dirompente colonna sonora; immancabili, inoltre, i riferimenti all’universo DC Comics: rivediamo in azione il Batman/Bruce Wayne di Ben Affleck in quattro scene (una è quella post credits), non mancano ambientazioni presso l’Arkham Asylum e riferimenti alla Justice League.

Ad eccezione del Deadshot di Will Smith e della Harley Quinn di Margot Robbie (la pupa di Leonardo Di Caprio nel film The wolf of Wall Street) ai quali sono dedicati ampi spazi narrativi, gli altri membri della banda suicida non convincono del tutto, in quanto non riescono a bucare lo schermo e la sceneggiatura non crea un corretto e sobrio equilibrio narrativo. Il caso più eclatante è Cara Delevingne, che interpreta la dottoressa June Moone posseduta da un’entità maligna chiamata Incantatrice: è insignificante in entrambe le interpretazioni.

Suicide Squad locandinaCaso a parte per il Joker di Jared Leto. Nonostante i media e il marketing abbiano creato molta attesa sul nuovo Joker, il montaggio finale potrebbe deludere le aspettative di molti spettatori: scollegato da tutti i protagonisti eccetto Harley Quinn (e qui, ahinoi, la sceneggiatura gestisce malissimo la loro storia d’amore), Leto non raggiunge lo stesso spessore che Jack Nicholson e Heath Ledger avevano toccato prima di lui.

David Ayer, co-sceneggiatore di Fast and Furious e regista del recente film bellico Fury, confeziona un lungometraggio attaccabilissimo e con enormi buchi di sceneggiatura, in cui i cattivi non sono mai abbastanza cattivi e non si avverte mai il (vero) momento clou. La situazione più ricorrente per lo spettatore è di ritrovarsi di fronte ad un’innumerevole serie di trailers, e non di fronte ad un continuum di immagini in grado di offrire omogeneità al prodotto finale.

Bocciate la forma e la sostanza. Eppure Suicide Squad è un film godibilissimo. L’essenza della pellicola è rinchiusa nel personaggio della brava Margot Robbie: la dark lady Harley Quinn tocca i vertici della follia e del sentimentalismo grottesco con ironia e puerilità, con una irriverente lucidità e una sensualità mai moderata, comunicata mediante la provocazione di sguardi, lingua e cosce. Harley, e così il film, non si prendono mai sul serio, ma non smettono mai di essere intriganti e attraenti.

La Scheda

“Suicide Squad”, regia di David Ayer, 2016

La Valutazione

2,5 stelle di 5

Il trailer

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Gianmaria Busatta

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR), è laureato in Economia e commercio ed in Banca e Finanza presso l'Università degli studi di Verona, lavora presso la società di revisione Deloitte & Touche. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e diversi seminari sulla cinematografia presso la Biblioteca Civica di Verona.