Obiettivo cinema: “Star Wars: Il risveglio della Forza”. E’ tornata la magia

Trama e Recensione

“Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…” E poi la gloriosa colonna sonora di John Williams. Un incipit già visto sei volte, con la stessa grafica, con la stessa musica. Con le stesse euforiche emozioni. Abrams ci riporta nell’universo creato da Lucas nel ‘77 con l’indimenticabile Guerre stellari (rinominato poi Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza). Anche noi possiamo dire di essere di nuovo a casa.

La storia si svolge qualche decennio dopo gli avvenimenti raccontati nel Ritorno dello Jedi (Episodio VI), e questo Episodio VII segue infatti le giganti orme dei predecessori, riproponendo e riavviando una saga dalle potenzialità enormi, ma che languiva in stasi da circa un decennio, reduce da una trilogia prequel tutt’altro che trionfale.

La locandina dell’appuntamento di questa sera a Palazzolo

Nella prima metà della pellicola (sì, “pellicola”, perché è stato girato su pellicola Kodak da 35 mm) è infatti impossibile resistere ad un poderoso fascino ipnotico nel vedere i giovani protagonisti muoversi in uno scenario a noi già noto, tra relitti di Star Destroyer e camminatori AT-AT, reliquie di un passato che loro non conoscono e che sembrano ignorare l’esistenza.

Nella nuova generazione di personaggi spicca la protagonista Rey, una ragazza tosta che vende rottami e cianfrusaglie, di cui una bravissima Daisy Ridley offre un’interpretazione impeccabile, profonda, più di quanto sia stato fatto per il giovane Anakin in tre film.

Poi c’è John Boyega che interpreta Finn, uno Stormtrooper pentito che ha deciso di non uccidere. Sul fronte oscuro si inserisce il personaggio di Kylo Ren, anche lui giovane, ma ancora inesperto, vulnerabile, a tratti patetico, e mai abbastanza cattivo. Tra le vecchie glorie ritroviamo l’inseparabile duo Han Solo – Chewbecca, la principessa (anzi, Generale) Leia e gli immortali C-3PO e R2-D2. Altra new entry alquanto azzeccata è il droide BB-8, frutto della fusione tra Lucasfilm e Pixar, e destinato probabilmente a diventare un’icona della nuova trilogia.

Il film è visivamente spettacolare e perfetto: differentemente dall’ultima trilogia lucasiana realizzata, l’utilizzo di CGI è considerevolmente moderato, gli effetti speciali più pratici; il 3D è coinvolgente, a tratti vertiginoso, non stanca mai; la scenografia e la fotografia sono esteticamente simili alla trilogia originale. La sceneggiatura, invece, è sobria, ma coerente: Il risveglio della Forza funziona, soprattutto nei momenti in cui si sceglie l’originalità.

Abrams, da vero fan di Star Wars, si gioca tutte le carte che possiede per realizzare il miglior sequel di una saga che ha emozionato e appassionato intere generazioni, riprendendo con qualche piccolo ritocco la struttura narrativa e le tematiche dell’Episodio IV. Una scelta nostalgica, ma che sprigiona comunque entusiasmo.

La Scheda

“Star Wars: Il risveglio della Forza”, regia di J. J. Abrams, 2015

La Valutazione

4 stelle di 5

Il trailer

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