Obiettivo Cinema: “Spectre”, di Sam Mendes. Torna James Bond, che diverte ma non sorprende

Trama e Recensione

“Los muertos vivos estan”. Città del Messico. Recitano così le parole del prologo del 24esimo film sulla spia britannica con licenza di uccidere.

Dietro alla maschera di un teschio Bond esegue l’ultima missione per conto di M, la defunta M di Skyfall: uccidere Marco Sciarra, membro dell’ignota organizzazione terroristica SPECTRE. Il risultato (visivamente spettacolare) della missione in Messico causa però un incidente diplomatico internazionale e complica i rapporti tra Bond e Gareth Mallory, il nuovo M a capo dell’MI6.

Locandina SpectreE la situazione diventa ancora più critica quando si fa avanti il nuovo capo dei servizi segreti congiunti, Max Debingh, il quale vuole sospendere l’ormai secondo lui obsoleto programma 00 e accorpare le nove intelligence mondiali a favore di un’unica sorveglianza globale. Tuttavia Bond, consapevole della vulnerabilità del sistema alle insidie tentacolari di SPECTRE, con l’aiuto dei fedeli e immancabili Q e Moneypenny compie un adrenalinico viaggio a Roma (dalla Bond Lady Bellucci), in Austria (da Lea Seydoux) e fino a Tangeri, dove si troverà faccia a faccia con la sua nemesi, il sadico dottor Franz Oberhauser (un sempre impeccabile Christoph Waltz).

Sam Mendes ritorna dietro alla macchina da presa dopo Skyfall, e cambia chiave di lettura: il film precedente ha scavato nel passato del protagonista, ha seguito una logica introspettiva ed emotiva; Spectre, invece, rilegge l’iconografia di un eroe al termine del percorso della propria esistenza e ne mostra il lato più umano, (ri)proponendo tutti quegli elementi del Bond classico: Vodka Martini, Dry o agitati, donne bellissime, Aston Martin e Rolls, la Walter PPK e uno scagnozzo che ricorda Jaws, senza essere però altrettanto epico.

La sceneggiatura, sebbene riesca a tessere un filo narrativo logico e coerente con tutti gli episodi precedenti della quadrilogia di Craig, non ha lo stesso spessore del capitolo precedente e non raggiunge un giusto equilibrio: sequenze spettacolari e adrenaliniche da una parte, prolisse e piatte dall’altra, a tratti prevedibili, a tratti sovvertite in humor.

Mendes non scuote lo spettatore con terremoti emotivi e narrativi come in Skyfall, non si dedica ad un’opera ambiziosa e complessa. Spectre è una rivisitazione classica, che diverte ma non sorprende, che sa essere iconico ma non imprigionato in un cliché.

La Scheda

“Spectre”, regia di Sam Mendes, 2015

La Valutazione

3 stelle di 5

Il trailer

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Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.