Obiettivo cinema: “Quo vado?”, di Gennaro Nunziante. L’Italia secondo Checco Zalone

Trama e Recensione

Solo Checco Zalone può raccontare luoghi comuni e realtà italiane con tanta ironia, tanto sarcasmo e tanta efficacia. Dopo i tre successi precedenti, Cado dalle nubi, Che bella giornata e Sole a Catinelle, Gennaro Nunziante dirige di nuovo Luca Medici – in arte Checco – in un lungometraggio che questa volta prende di mira la pubblica amministrazione e il posto di lavoro fisso.

Il film inizia in medias res, con un Checco vittima di sfortune e peripezie nel cuore dell’Africa. Si imbatte in una tribù, la più temibile e pericolosa; ma lo sciamano del villaggio gli dà la possibilità di raccontare la sua vita per scrutare nel suo animo e capire se è degno di continuare a vivere o essere purificato dal fuoco.

Da qui si apre un lungo flashback sulla vita di Checco che continuerà fino alla conclusione, la sequenza più affrettata e fragile del film. Checco è un ragazzo che si ritiene pienamente soddisfatto: ha una famiglia che lo mantiene e gli evita una costosa indipendenza, una ragazza che non sposa per non caricarsi delle responsabilità della vita coniugale; ma ciò che possiede di più ambizioso è un posto fisso nell’ufficio provinciale caccia e pesca.

Tutto va benissimo fino a quando il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province nel 2015. Convocato dalla perfida (e renziana) Dottoressa Sironi, Checco è inesorabilmente posto davanti a due strade: lasciare il posto fisso o mantenerlo, a condizione però di essere messo in mobilità e trasferito lontano da casa. Dato che per Checco il posto fisso è sacro – complice l’onorevole pugliese ex dc Binetti, un Lino Banfi impeccabile – accetta ogni sorta di trasferimento, anche al Polo Nord, trasformando il calvario del mobbing in occasioni per vivere nuove esperienze e avventure, ma senza rinunciare a badare al proprio tornaconto.

Il punto di forza di Quo vado? non sta nella satira, racchiusa nella geniale canzone La prima Repubblica, ma in gag nuove e azzeccate e nella pungente ironia sui luoghi comuni popolari e sulle caricature dei vizi nostrani. Si ride molto durante il film, poiché, come solo Checco sa fare, viene stuzzicato con arte e brio il politicamente corretto e ogni forma di perbenismo: il film infatti non possiede la grammatica cinematografica del film comico, ma solo la retorica di Checco e la sua capacità attorale.

Ciò che permette a Zalone di spiccare sugli indistinguibili film appartenenti alla bolgia della commedia italiana degli ultimi anni è la presa di posizione contro un nemico o contro qualcosa con grande audacia. La sceneggiatura, pur essendo al limite della semplicità, incarna verità sacrosante proprie dell’italiano medio e traduce con la demenzialità e la vivacità di un comico fotografie del nostro Paese. Ben vengano film come Quo vado? Ogni tanto fa bene ridere, e con qualche spunto di riflessione.

La Scheda

“Quo Vado?”, regia di Gennaro Nunziante, 2015

La Valutazione

3 stelle di 5

Il trailer


.

Gianmaria Busatta

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR), è laureato in Economia e commercio ed in Banca e Finanza presso l'Università degli studi di Verona, lavora presso la società di revisione Deloitte & Touche. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e diversi seminari sulla cinematografia presso la Biblioteca Civica di Verona.

Related posts