Obiettivo cinema: “La grande bellezza”, di Paolo Sorrentino. Da oggi al 29 giugno di nuovo al cinema

Trama e Recensione

La Grande Bellezza, presentato nel 2013 al Festival di Cannes, è uno dei pochi film italiani così pluripremiato: Premio Oscar e Golden Globe come miglior film straniero, 4 European Film Awards, 9 David di Donatello, 5 Nastri D’argento e il BAFTA come miglior film in lingua straniera. La pellicola di Paolo Sorrentino è stata amata e odiata, decantata e sottovalutata, e ora torna al cinema con oltre 30 minuti di scene inedite.

Si tratta di un film che, nel bene e nel male, rappresenta un pilastro della cinematografia italiana, poiché sa essere critico e audace, attuale e provocatorio, intenso e allo stesso tempo (magnificamente) contraddittorio.

Viaggiare è molto utile, fa lavorare l’immaginazione, il resto è solo delusioni e pene. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato.

da Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline

La citazione di Céline è la battuta di esordio del film e costituisce la chiave di lettura dell’opera sorrentiniana. In una Roma di felliniana memoria il 65enne Jep Gambardella, affermatosi come scrittore di un solo libro giovanile, “L’apparato umano”, intraprende una carriera da giornalista e frequenta la compagnia dell’alta società romana, attori, nobili, intellettuali, presso meravigliosi salotti, terrazze e palazzi.

Jep è il mondano per eccellenza: l’unico piacere e il senso della sua attuale esistenza deriva dalla vita terrena, dalla materialità, dalle esperienze della sua vita nottambula, dalla ricerca di qualcosa di nuovo ed esaltante. E dietro a tutto questo c’è Roma, con la sua architettura e la sua arte, col suo silenzio e la sua bellezza.

La sinossi è povera, c’è poca sostanza: la sceneggiatura non si concentra sulla narrazione di eventi, ma si focalizza su profonde citazioni e trascinanti monologhi (persino i dialoghi stessi sembrano composti da monologhi).

La grande bellezza - LocandinaLa sostanza del film deve essere cercata nella forma cinematografica: la maestosa fotografia e l’eccellente regia di Sorrentino rendono il film un meraviglioso affresco d’immagini, in cui è Roma l’assoluta protagonista, l’essenza della bellezza. Il bello dev’essere ricercato nell’antichità della capitale, nelle sue forme e nella sua grazia, in netto contrasto con il frastuono, le chiacchiere vuote e la superficialità della vita odierna.

La mancanza di una trama vera e propria non è ingiustificata: il film, in fin dei conti, racconta di filosofi che non pensano, di scrittori che non scrivono, di cardinali che s’intendono di culinaria, di spogliarelliste cinquantenni, e tutti sono vittime di una decadenza morale grottesca, di una babilonia forsennata di frivolezze, di un’umanità vuota e inconsistente.

Bravissimi gli attori, in particolare Toni Servillo, straordinario, nei panni di Jep; di spicco anche Sabrina Ferilli che interpreta Ramona, una ballerina “matura” ultraquarantenne; e Carlo Verdone, bravo nell’interpretare Romano, un autore teatrale di provincia che non ha mai esordito.

La superba colonna sonora e il meticoloso montaggio accentuano maggiormente l’enorme divario tra il bello e il decadente, alternando musica sacra e profana e accostando immagini e sequenze del tutto antitetiche.

Sorrentino non impartisce alcuna lezione di vita, non vuole indicarci ciò che è bello e ciò che non lo è. In ogni cosa vi è del bello: spetta a noi viverlo a fondo, astrarlo dalla fatuità, evitare che diventi nostalgia.

La Scheda

“La grande bellezza”, regia di Paolo Sorrentino, 2013

La Valutazione

5 stelle di 5

Il trailer