Obiettivo cinema: “La Bella e la Bestia”, di Bill Condon. Il film d’animazione rimane irraggiungibile

Trama e Recensione

Dopo 26 anni dal capolavoro d’animazione targato Disney, il regista Bill Condon dirige il remake live-action, riproponendo gli stessi luoghi incantati: il villaggio francese di Belle, il castello (apparentemente) grottesco della Bestia, in cui ritroviamo gli amatissimi e indimenticabili personaggi già visti nel cartone animato: il candelabro Lumière, l’orologio Tockins, la teiera Mrs. Bric e la tazzina Chicco.

Riproporre sul grande schermo una favola intramontabile, già raccontata in un film d’animazione eccellente, il primo in assoluto che riuscì ad ottenere una nomination agli Oscar come Miglior film, è una sfida a dir poco eroica. Ed il risultato è pregevole, non eccellente, ma assolutamente godibile.

Relativamente all’aspetto narrativo il nuovo La Bella e la Bestia non reinventa quasi nulla, anzi, rimane fedelissimo alla storia, riproponendo talvolta le medesime inquadrature: c’è qualche ritocco qua e là, come l’aggiunta di un paio di personaggi e alcuni attori di colore, ma si tratta solamente di modifiche non nette né incisive. Gli unici aspetti innovativi maggiormente pregnanti sono un prologo più approfondito, uno spazio narrativo relativo alla madre di Belle (nel cartone animato, infatti, è una domanda senza risposta) e, alla fine, la trasformazione dei servitori del castello da oggetti in umani.

Bellissimo anche l’approccio tecnico al film: fotografia, costumi, trucco ed effetti speciali sono curati e colorati, sempre funzionali alla trama e mai fini a se stessi. Uno spettacolo per gli occhi. Anche la colonna sonora è composta e (ri)eseguita da Alan Menken, già autore delle musiche del film d’animazione, con testi italiani adattati da Lorena Brancucci. Presenti anche canzoni nuove nei passaggi narrativi aggiuntivi.

Gli attori si dimostrano all’altezza delle aspettative: la bellissima e tenace Emma Watson è Belle, sicura di sé ed a suo agio nei panni della protagonista; Kevin Kline è Maurice, il padre di Belle, che conferisce al proprio personaggio più serietà che eccentricità, meno goffaggine rispetto al Maurice del cartoon; Luke Evans interpreta il gradasso Gaston e quasi tocca la perfezione; compagno inseparabile di Gaston è il goffo Le Tont interpretato da Josh Gad, forse il migliore di tutto il cast, in quanto è riuscito a rendere il suo personaggio più “animato”.

Un consistente punto debole della pellicola è la ricerca di un eccessivo realismo degli oggetti fatati del castello, una scelta che si configura come anti-disneyana, in quanto viene meno l’antropomorfizzazione dei personaggi. Addio espressioni buffe, addio fattezze originali. Qui il cartoon è e rimane irraggiungibile.

Pregi e difetti intrinsechi al film a parte, La Bella e la Bestia ha un forte problema di fondo: non riesce a collocarsi in un target preciso di riferimento, in quanto vuole avvicinare alla favola sia le nuove e giovanissime generazioni che non conosco il cartoon originale, sia i più nostalgici, sia gli appassionati di musical. Attorno al lungometraggio si crea infatti una nebulosa non definita, sicché i messaggi vengono trasmessi meno direttamente rispetto al cartoon; complice di questo anche la durata (eccessiva) del film: 129 minuti contro i 91 dell’originale.

In quest’era di remake, reboot, spin-off, prequel e sequel, si tende a perdere l’essenza dell’opera prima (e originale). Ecco perché il film d’animazione è di gran lunga migliore.

PS: intorno al personaggio di Le Tont si sono scatenate vorticose polemiche dato che si tratta del primo personaggio apertamente gay della Disney: sono espliciti alcuni atteggiamenti ed espressioni, ma assolutamente nulla di eclatante.

La Scheda

“La Bella e la Bestia”, regia di Bill Condon, 2017

La Valutazione

3 stelle di 5

Il trailer