Obiettivo cinema: “Inside out”, di Pete Docter. Assolutamente da vedere al cinema in questi giorni

Trama e Recensione

La casa delle idee Pixar non smette di stupirci, di farci divertire, di farci commuovere. Inside out ci catapulta nella mente di Riley, un quartier generale governato da cinque Emozioni: Gioia, Paura, Disgusto, Rabbia e Tristezza.

Fin dalla nascita ogni Emozione ha un proprio compito: Gioia assicura la felicità di Riley, Paura si preoccupa di tenerla al sicuro, Disgusto evita che venga avvelenata sia fisicamente sia socialmente, Rabbia garantisce la giustizia e Tristezza fa in modo che Riley ottenga l’attenzione di altri nei momenti di bisogno.

2015-06-22-afnews.info-insideoutloca-italian-2convAll’età di undici anni Riley cambia vita: il trasferimento della famiglia dal Minnesota a San Francisco, la nuova scuola e l’allontanamento dagli amici e dall’amato hockey mettono a dura prova tutte le Emozioni. In questo nuovo scenario delicato e imprevedibile Gioia, indiscussa leader del gruppo, cerca di tenere Tristezza lontana dal pannello di controllo; ma un incidente le scaraventa nella memoria a lungo termine, lontano dal Quartier generale, e il comando viene preso da Disgusto, Rabbia e Paura, con evidenti conseguenze nella vita quotidiana di Riley. Gioia e Tristezza intraprendono così un viaggio a ritroso, conoscendo l’irresistibile Bing Bong, il buffo amico immaginario dell’infanzia di Riley, e passando per i pensieri astratti, Immagilandia, Cineproduzione Sogni, il subconscio e altri luoghi della mente, per tornare nella sala di controllo e far riacquisire la felicità a Riley.

Il regista Pete Docter colloca Inside out tra i massimi capolavori d’animazione mai realizzati, e in perfetto “stile Pixar”: oltre ad avere una trama brillante, geniale e intensa, il film racconta i sentimenti più elementari con espedienti sempre innovativi sia attraverso la recitazione dei personaggi digitali, sia mediante l’uso delle immagini e dei suoni.

Il viaggio che Gioia e Tristezza compiono all’interno della mente di Riley è metafora della fine di un’età e dell’inizio di un’altra, di un passaggio drastico e inevitabile che permette – anzi, obbliga – ad accettare che non si potrà tornare indietro e rivivere i ricordi dell’infanzia. Il viaggio reale di Riley è il passaggio dal noto all’ignoto, dalle semplicità dell’infanzia alle complessità dell’adolescenza. E il tutto è raccontato con un’originalità narrativa sagace e profonda, con una scelta grafica che intenerisce, semplifica e diverte, ma che non perde mai la vera essenza delle cose.

L’approccio freudiano alla narrazione del film mette in luce la vera natura del viaggio, inteso come espressione non di emozioni, ma di un ragionamento emotivo in base al quale i ricordi determinano il carattere di una persona. Per crescere è quindi necessario accettarsi e accettare tutte le proprie Emozioni, perché tutte sono complementari e indispensabili, e devono saper collaborare.

Inside out regala allo spettatore più piccolo momenti di stupore, di curiosità, di risate; allo spettatore più grande momenti di introspezione, di sintesi, di ricordi.

La Scheda

“Inside out”, regia di Pete Docter, 2015

La Valutazione

5 stelle di 5

Il trailer

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