Obiettivo Cinema: “Inferno”, di Ron Howard. Un film mediocre in una bellissima Firenze

Trama e Recensione

Visioni sfocate, battito cardiaco martellante. Il professore di simbologia Robert Langdon si risveglia confuso e con una ferita alla testa presso un ospedale nel centro di Firenze. I suoi ricordi proiettano nella sua mente immagini grottesche dell’Inferno dantesco: i simoniaci, conficcati a testa in giù in fori della roccia con i piedi lambiti da fiamme; gli indovini con la testa completamente girata; i falsari, sfigurati da malattie ripugnanti (scabbia e lebbra).

Da quando irrompe in ospedale una donna armata vestita da carabiniere, Langdon fugge per le vie del centro del capoluogo toscano con l’aiuto della dottoressa Sienna Brooks. Poco dopo Langdon scopre di essere coinvolto nel piano dello scienziato Zobrist: diffondere un virus letale in grado di ridurre drasticamente la popolazione mondiale.

L’umanità è la malattia. L’Inferno è la cura.

inferno-locandinaDieci anni dopo Il Codice Da Vinci e sette dopo Angeli e demoni Ron Howard traduce cinematograficamente l’ultima opera letteraria di Dan Brown, Inferno. Come nel 99% dei casi, il film non raggiunge mai il livello del libro, ma non si può non affermare che la trasposizione sia più efficace rispetto ai due capitoli precedenti: certo, non mancano sostanziali differenze, ma sullo schermo viene proposta una lettura di immagini dantesche grottesca e allo stesso tempo interessante.

Rispetto agli altri due film, in Inferno non ritroviamo enigmi, indizi o digressioni storiche: il regista Ron Howard preferisce avvicinarsi al genere action piuttosto che al giallo/thriller, si concentra maggiormente sull’aspetto visionario e spettacolare, senza troppe pause riflessive e di ragionamento.

Il ritmo della narrazione è serratissimo fino a oltre la seconda metà della pellicola, ma poi tende a strascicare verso una conclusione troppo affrettata; non sempre, infatti, si coglie quell’equilibrio narrativo presente, invece, nel libro.

Non si possono però bocciare le interpretazioni degli attori: Tom Hanks è ben calato nei panni del professore, ha fatto proprio il personaggio; Felicity Jones (Sienna) convince, e Omar Sy (il badante nero di Quasi amici) appare a proprio agio nel suo primo ruolo serio.

Inferno, pur citando argomenti attuali come la popolazione del pianeta, ma senza approfondirli, è un film assolutamente godibile per lo spettatore, senza ambire, tuttavia, a contenuti alti, limitandosi solo a dare spettacolo: a differenza del libro non sono presenti forti riferimenti letterari alla Divina Commedia, né tantomeno (così tanti) dettagli e informazioni su luoghi ed opere d’arte a Firenze.

Ecco, Firenze. Città bellissima e invidiabile in tutto il mondo, con il suo Giardino di Boboli, il Corridoio Vasariano, gli Uffizi e Palazzo Vecchio. Senza Firenze, Inferno non avrebbe lo stesso valore.

La Scheda

“Inferno”, regia di Ron Howard, 2016

La Valutazione

2 stelle di 5

Il trailer

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