Obiettivo Cinema: “Gummo”, di Harmony Korine. Un film indipendente e disturbante

cn-14-19 Gummo , US December 30, 2005 Photo by New Line/newline.wireimage.com To license this image (6300207), contact NewLine: U.S. +1-212-686-8900 / U.K. +44-207-868-8940 / Australia +61-2-8262-9222 / Japan: +81-3-5464-7020 +1 212-686-8901 (fax) info@wireimage.com (e-mail) NewLine.wireimage.com (web site)

Gummo è privo di una vera e propria trama. Racconta sullo schermo situazioni cronologicamente frammentate presso la cittadina Xenia, nello stato dell’Ohio, in passato duramente colpita da un tornado, che ha distrutto edifici ed ucciso diverse persone. L’ambiente descritto è surreale e prescinde dal contesto temporale dell’epoca, gli anni Novanta.

Il film si concentra sulle vicende di due ragazzi, Tummler, il più grande, e Solomon, non ancora un adolescente. Per guadagnare qualche soldo, i due vanno a caccia di gatti randagi che uccidono e vendono ad un ristorante cinese.

Il film di Korine ha due (piccoli) pregi, perché approfondisce il concetto di cinema come linguaggio e forma. La regia, infatti, mette insieme sia la grammatica cinematografica tradizionale (che, diciamolo, non è eccezionale, ma fin troppo semplice, mai ricercata) sia il linguaggio dei filmati in videotape (riprese fatte con una telecamera in modo amatoriale, come se si trattasse di video registrati su nastro o mini-documentari).

L’altro aspetto interessante è l’efficacia del film nel trasmettere lo schifo e il surreale vissuto dai protagonisti; il regista, infatti, va alla ricerca dello scandalo a tutti i costi.

Il resto del film è caratterizzato da una mancanza quasi totale di una trama, nemmeno compensata da una sceneggiatura almeno brillante; molti dialoghi non hanno senso e molte scene e sequenze sono onanistiche, fine a se stesse.

Mancano, infine, sia un messaggio sia una tematica: il film, non va oltre all’estetica e non pretende di trasmettere nulla allo spettatore, né emozioni (i più sensibili, forse, proveranno ribrezzo) né una logica. Gummo può pertanto essere considerato un film “dadaista”, a causa del suo rifiuto della ragione e delle emozioni a favore di surrealismo ed irrazionalità, smontando il concetto stesso di settima “arte”, sposando canoni che devono per forza essere anticonvenzionali.

Il film è consigliato a chi vuole approfondire il genere weird indipendente ed analizzare anche le molteplici forme che il linguaggio che il cinema può assumere. Sconsigliato a tutti gli altri.

La Scheda

“Gummo”, regia di Harmony Korine, 1997

La Valutazione

2 stelle di 5

Il trailer

https://www.youtube.com/watch?v=-bm_VeY4Snc