Obiettivo cinema: che flop “Cinquanta sfumature di grigio” di Sam Taylor-Johnson

Trama e Recensione

“Cinquanta sfumature di grigio”Locandina, uno dei più grandi best seller mondiali firmato E.L. James (pseudonimo di Erika Leonard), diventa film. Ma lo diventa nei modi peggiori.

Ci troviamo nei pressi di Seattle e Anastasia Steel (Dakota Johnson), studentessa di letteratura inglese, viene incaricata dall’amica ammalata di intervistare al posto suo il miliardario Christian Grey (Jamie Dornan) per il giornale dell’università.

Tra i due nasce un’inevitabile chimica, il classico amore a prima vista. Mr Grey non esita a mettere le cose in chiaro: nella relazione lui è il dominante, lei la dominata, e il rapporto deve fondarsi su precisi patti contenuti all’interno di un contratto. Anastasia deve accettare di subire atti di sadismo e mantenere un legame con Christian basato solamente sul concetto di possesso.

In un film ciò che conta non è la storia, ma come questa viene raccontata. E il primo problema del film è, appunto, la traduzione delle pagine del libro in immagini: il sesso visto nel film è freddo rispetto alle scottanti aspettative del pubblico (e, soprattutto, dei lettori); la fotografia ricercata ed elegante, ma esageratamente leziosa, non mostra niente; la macchina da presa si allontana dalle parti intime dei protagonisti all’ultimo momento.

Il rapporto sadomasochistico della coppia non è mai travolgente e passionale, e di ciò è complice un algido Jamie Dornan, le cui sfumature espressive si possono contare sulle dita di una mano. Il lato emotivo della coppia viene mostrato da una brava Dakota Johnson, la sola fra i due che riesce a dare credibilità ai sentimenti e non far cadere nel ridicolo le azioni e le frasi di culto di Grey, come: “I don’t make love: I fuck. Hard”.

Mentre i due protagonisti tentano di tenere in piedi la situazione, lo spettatore si accorge che oltre al rapporto fra Anastasia e Christian non c’è altro, né una sotto-trama alla narrazione né un background dei personaggi né un terzo non protagonista tale da rendere più dinamico l’intreccio. Nella seconda parte il film è trascinato dalla noia, con toni soft nei momenti più hard.

Le nudità dei personaggi hanno un fine meramente estetico, coerente con l’atmosfera del film espressa in una tonalità volutamente ricercata ma sbagliata. Il film tende a proporsi sempre come erotico, ma finisce sempre nel focalizzarsi sull’anima romantica dei protagonisti, e la narrazione procede accompagnata da un montaggio raffinato e da una playlist ben scelta (Beyoncé, ma anche la cover di I’m on fire di Springsteen) che, però, abbassa le scene più intense a una sorta di videoclips.

La chiusura ad anello del film tenta di preparare già il terreno per i successivi sequel, ma senza successo: non c’è curiosità.

La Scheda

“Cinquanta sfumature di grigio”, regia di Sam Taylor-Johnson, 2015

La Valutazione

1 stelle di 5

Trailer

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