Obiettivo Cinema: “Borrowed time”, di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj. La potenza del cortometraggio

Trama e Recensione

Paesaggio mozzafiato, chitarra in sottofondo, uno sceriffo. Borrowed Time, letteralmente “tempo preso in prestito”, è la storia di un uomo che torna sul luogo di un incidente in cui è stato coinvolto da giovane. E lì, sul ciglio del dirupo, pensa al proprio passato, ad un errore che non è ancora riuscito a perdonarsi. Riflette sulla sua esistenza, sul suicidio e sul futuro.

Pochissime battute e molto pathos in questo cortometraggio d’animazione di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj, attualmente animatori della Pixar: intenso, profondo e crudo, rivolto ad un pubblico adulto.

Borrowed time è la prova che il cinema riesce a superare se stesso; che anche l’animazione può raccontare qualsiasi storia e affrontare qualsiasi tematica. Sei minuti di grande cinema.

La Scheda

“Borrowed time”, regia di Andrew Coats e Lou Hamou-Lhadj, 2016

La Valutazione

5 stelle di 5

Il trailer

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Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.