Notte in tenda con gli Alpini: quattro giorni per imparare sul campo i veri valori della comunità

L’evento “Notte in tenda con gli Alpini 2026” è un incontro a cadenza annuale che quest’anno celebrerà il settimo anniversario dalla sua prima organizzazione. È un momento aggregativo che riscuote il favore ed il grande apprezzamento di mamme e papà alla ricerca di attività ricreative per i propri figli durante la pausa scolastica delle vacanze estive.

Parliamo dell’iniziativa messa in campo dai gruppi alpini della comunità di Sona che farà incontrare le ragazze e i ragazzi che entrano nell’adolescenza e le rispettive famiglie con le penne nere. Un vero e proprio ponte tra generazioni, alla scoperta di valori che accumunano.

Il gruppo di lavoro, ormai consolidato, ha negli alpini Matteo Pizzini del gruppo di San Giorgio in Salici e in Gianni Chiavenato del gruppo di Palazzolo le due anime promotrici e le menti organizzative.  A condividere il progetto e dare loro supporto anche gli altri due gruppi di Sona e Lugagnano.  Dopo il grande successo dell’evento del giugno 2024, tenutosi presso il Rifugio Merlini a Ferrara di Monte Baldo e quello dell’anno scorso ad Erbezzo ecco quindi sul trampolino di lancio la nuova edizione 2026.

Si svolgerà nel territorio di Sona e più precisamente nell’area attorno alla Baita Alpini di Palazzolo dal 9 al 12 luglio. Sarà riservato a ragazze e ragazzi nati negli anni dal 2012 al 2015. L’accoglienza dei partecipanti sarà da venerdì 10, mentre il giorno 9 sarà la giornata dedicata specificatamente agli aspiranti istruttori della classe 2011. Saranno due le giornate dedicate alle iscrizioni: il 18 maggio dalle 18.30 alle 19.30 presso la baita alpini di Palazzolo, il 25 maggio, sempre nella stessa fascia oraria, presso la baita di San Giorgio.

“Il progetto è appoggiato da tutti i gruppi Alpini del Comune di Sona – ci raccontano Matteo e Gianni – ed è un aspetto molto importante. Il numero di volontari che daranno una mano si mantiene costante attorno alle 30/35 persone. Rappresentano un perfetto mix tra il passato della tradizione dei gruppi a traino alpini ed il presente, ma soprattutto il futuro. Hanno una età che varia dai 40 ai 60 anni – precisano – quindi significa che all’interno vi sono anche genitori dei bambini partecipanti ma non solo, si semina per generare valori positivi per i ragazzi, ma si punta anche alla partecipazione continuativa, affinché questa voglia di aggregazione non si limiti ad un solo evento all’anno. L’obiettivo dichiarato per l’edizione di quest’anno è mantenere gli stessi numeri di adesioni dello scorso anno. Sarebbe un grande successo!”.

Il programma prenderà il via giovedì 9 luglio, con una giornata interamente dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori (classe 2011). Non semplici spettatori, ma organizzatori dell’evento contribuendo in maniera sostanziale alla preparazione e all’allestimento del campo base. Il cuore della manifestazione batterà forte a partire da venerdì 10 luglio, quando, dopo l’accoglienza del resto dei partecipanti, il gruppo partirà in pullman alla volta del Sacrario del Monte Grappa per una visita ad uno dei luoghi della memoria della Prima Guerra Mondiale più significativi. Al ritorno dal sacrario è prevista anche una sfilata sul Ponte degli Alpini di Bassano.

Il weekend entrerà nel vivo con un programma intenso: sabato 11 luglio sarà interamente dedicato ad esercitazioni sanitarie e di protezione civile coadiuvati dal SOS Sona e domenica 12 luglio sarà dedicata all’incontro con le famiglie e i ragazzi saranno impegnati nella preparazione dell’aperitivo di benvenuto. A seguire si terrà la cerimonia di consegna dei diplomi, verranno fatti i doverosi ringraziamenti pubblici a tutti coloro che hanno contribuito all’evento e si procederà successivamente con lo smontaggio del campo.

Tutte le giornate saranno cadenzate da ritmi tipici della quotidianità della vita di comunità, con l’aggiunta di alcuni aspetti legati alla tradizione della vita militare quali l’immancabile alzabandiera con l’inno di Mameli il mattino, il mangiare assieme e il recarsi a dormire ad una certa ora prestabilita.

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Il Caleidoscopio

“Notte in tenda con gli Alpini 2026” è una iniziativa che si colloca all’interno del movimento Campi Scuola Nazionali voluto fortemente dall’Associazione Nazionale Alpini. La gran parte delle sezioni alpine provinciali  si sono strutturate, o si stanno strutturando come nel caso di Verona, per dare vita e mantenere nel tempo questa bellissima iniziativa di promozione dei valori sociali di solidarietà e coesione.

La sezione di Verona darà vita, quest’anno, a tre edizioni di Campi Scuola che si terranno presso il rifugio Merlini a Ferrara di Monte Baldo. Le date saranno: dal 28 Giugno al 5 luglio, dal 13 al 19 luglio, dal 25 luglio al 1 agosto.  Per maggiori informazioni si può contattare la sezione via mail all’indirizzo camposcuola@anaverona.it.

L’iniziativa partita dal territorio di Sona ha radici lontane ed è stata, per certi versi, precursore del movimento che si sta ora consolidando a livello provinciale. Auspicabile, già a partire dal prossimo anno, una fusione operativa e di intenti tra i due progetti, essendo gli stessi ispirati dai medesimi principi fondanti.

Il Baco da Seta è media partner dell’iniziativa “Notte in tenda con gli Alpini 2026” e ne documenterà le varie fasi. È possibile effettuare l’iscrizione sin da ora contattando via Whatsapp i numeri 3482631308 (Gianni) e 3333721108 (Matteo) e chiedere informazioni più dettagliate.

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Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Ho fatto parte per più più di 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Nel Gruppo Alpini di Lugagnano, di cui sono Capogruppo dal Dicembre 2025, trovo i valori della solidarietà che mi fanno amare il mio cappello con la penna. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio un valore fondamentale del sentirsi comunità