NordBitumi, niente sequestro

Ascolta questo articolo

Manca la prova certa che quei cattivi odori, avvertiti dai residenti di Sona e dintorni, provengano dalla società NordBitumi. Gli impianti dell’azienda di prodotti per la bitumazioni, quindi, non vanno sequestrati.

 

Il tribunale del riesame (presidente Bertezzolo, giudici a latere Gorra e Di Camillo) ha accolto in pieno quanto già sostenuto dal giudice Laura Donati nell’ordinanza del 4 novembre scorso. Con quel provvedimento, il gip aveva respinto la richiesta della procura di convalidare il sequestro dei punti di emissione in atmosfera dei fumi della NordBitumi. E ieri è arrivato il «sigillo» del tribunale del riesame che ha respinto l’appello della procura con la quale si chiedeva, invece, di confermare il sequestro d’urgenza, operato il 30 ottobre da un incaricato dell’Arpav, l’Agenzia regionale per l’ambiente. I giudici, in pratica, hanno sottolineato che non sono state svolte nuove indagini, rispetto a quando il giudice Donati ha negato la convalida del sequestro. Occorreva, sostiene ancora il tribunale, procedere a svolgere indagini tecniche in merito alla tipologia dei fumi. E non solo: bisognava verificare se quelle «esalazioni», emessi dall’impianto della NordBitumi, avevano superato la soglia di tollerabilità, stabilita dalla legge.

 

A parere dei giudici, manca anche la prova che quei cattivi odori provengano dalla nord Bitumi o siano provocate da inefficienze di quell’impianto. Si tratta di una carenza investigativa che, a parere del riesame, non è stata ancora risolta. Per il tribunale del riesame, infine, non costituiscono prove determinanti ai fini del sequestro degli impianti le ripetute lamentele dei circa diecimila residenti, interessati in questi ultimi mesi dai cattivi odori. La procura aveva già fatto sapere, di essere in dirittura d’arrivo nell’inchiesta che vede come unico indagato fino ad oggi il presidente del cda Massimo Pongiluppi, 55 anni, accusato di molestie olfattive.

 

(Da “L’Arena”  del 13/12/2008 )