Ascolta questo articolo

Si è aperto pochi minuti dopo le diciannove il Consiglio Comunale che venerdì scorso 18 ottobre portava come principale punto all’ordine del giorno la possibile riapertura della discarica Cà di Capri. Tutti presenti con l’unica eccezione del Consigliere Anna Lago. In sala numeroso e attento il pubblico.

Dopo l’approvazione del Verbale della seduta precedente, primo punto all’ordine del giorno eral’approvazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile del territorio del nostro Comune, iniziativa che rientra nel Patto dei Sindaci. Per un motivo formale – non era presente nel fascicolo di delibera la determina di affidamento di uno degli incarichi professionali inerenti il Piano – l’approvazione è stata rinviata al prossimo Consiglio. Si è quindi passati al vero argomento del Consiglio: la Cà di Capri, annoso problema che risale ancora agli anni sessanta.

Ad aprire la discussione è stato il Sindaco Gianluigi Mazzi, che ha ricordato in breve la tribolata storia della discarica e ha fatto un accenno alle altre emergenze ambientali presenti sul territorio, come la Sun Oil. “Il prossimo 23 ottobre – ha spiegato il Sindaco – dovremo dare il nostro voto in Commissione VIA regionale. Saremo uno dei venti enti ed organismi a poter esprimere un voto, potremmo quindi far poco purtroppo. Ma la nostra intenzione è quella di battere i pugni sul tavolo per avere maggiori tutele possibili. Noi Sindaci, e lo sanno bene anche i Sindaci che mi hanno preceduto e sono seduti qui in Consiglio, siamo chiamati a decisioni importanti ma abbiamo poi nella realtà pochi poteri rispetto a Provincia e Regione, e questo ci impedisce di tutelare come vorremmo le nostre comunità. La discarica Cà di Capri è piena per due terzi, e l’effetto di filtrazione del percolato nel terreno proseguirà fino a quando non verrà completata e definitivamente coperta e chiusa. Quindi le possibilità sono due: o la chiudiamo e lasciamo una ferita aperta oppure permettiamo che venga completata, però con prescrizioni tali da non consentire pericoli per la salute pubblica. Come maggioranza abbiamo deciso di provare a tenere assieme le due opzioni”.

Dopo una vivace polemica innescata dal Consigliere Flavio Bonometti di Progetto Comune per motivi di corretta applicazione del regolamento consigliare, ad intervenire ancora per la maggioranza è stata ilConsigliere Barbara Bernardi“Il no alla discarica non è sufficiente, bisogna anche governare il problema. Ed in questo senso l’astensione in sede di voto in Commissione VIA poteva essere un’opzione, se questa astensione ci avesse dato forza contrattuale. Ma, come spiegheremo poi, alla fine la decisione è diventata quella di un no deciso, con forti prescrizioni accessorie”.

In questo passaggio del Consigliere Bernardi si è intuito quello che è stato il percorso di riflessione fatto nella settimana dalla maggioranza, che aveva iniziato il suo percorso per arrivare a questo Consiglio con l’idea di astenersi in Commissione VIA, in maniera da poter portare a casa maggiori concessioni, ma che poi, sicuramente anche a seguito della serata organizzata martedì scorso a Lugagnano dal Comitato dei Cittadini di Sona e di voci dubbiose all’interno dello stesso gruppo di maggioranza, oltre che in forza di quanto emerso durante gli incontri che si sono tenuti tra Sindaco e Capigruppo Consiliari, ha fatto evolvere la decisione fino a portarla ad un ‘no’ che dai banchi di maggioranza definiscono “costruttivo”.

Dopo il Consigliere Bernardi ad intervenire è stato Gualtiero Mazzi, ex Sindaco e Capogruppo della Lega Nord. “Mi fa piacere che nel corso dell’assemblea di martedì scorso sia stato dato il giusto riconoscimento alla Delibera di Consiglio del 2010, con la quale già ci esprimevamo in maniera condivisa per il no. Mi viene quindi quasi da pensare che questa nuova iniziativa di Rotamfer arrivi ora a pochi mesi dall’insediamento della nuova maggioranza non per caso, ma per il fatto che la Ditta ben conosceva l’orientamento fermo della mia maggioranza. Sono convinto che vada ribadito un no assolutamente deciso e senza possibili scappatoie”.

Dopo di lui ad intervenire è stato il Consigliere del PDL Vittorio Caliari, ed ex Vicesindaco, che ha esordito togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. “Sento ancora dire in giro, a seguito di articoli apparsi sul Baco da Seta e su L’Arena, che io nel 2010 avrei votato ‘si’ in commissione VIA. Io ho espresso parere positivo solo al fatto che non venisse conferito il car fluff in discarica, mentre ero e resto contrario alla discarica. Venendo invece alla discussione di oggi – ha proseguito Caliari – mi aveva stupito molto leggere nella proposta di delibera di questa volontà di astenersi, dopo che il Sindaco e l’Assessore Bianco nella precedente legislatura, nella quale sedevano nei banchi della minoranza, erano stati tra i più intransigenti verso il ‘no’ ed era stato anche grazie ad un loro gran lavoro che avevamo scritto quella ormai famosa delibera del 2010. Ora prendo atto di questo cambiamento di orientamento, che approvo completamente. Vi chiedo però di non fare più simili svarioni”.

A seguire si è avuto l’intervento del Consigliere Federico Zanella del Movimento Cinque Stelle“Siamo qui in Consiglio per fare la volontà dei cittadini, di tutta la cittadinanza. Ed è chiaro che la volontà dei nostri concittadini è quella di non volere assolutamente la riapertura. Forse avete dimenticato la storia di questa discarica che solamente negli ultimi 13 anni è costellata di sequestri, arresti ed altre amenità: nel 2000, i carabinieri scoprono rifiuti tossici. Sequestrata la discarica. I proprietari della Rotamfer vengono processati e condannati. 2003, la Rotamfer tenta di trasformare Ca’ di Capri in una discarica per rifiuti tossici, sventata da una battaglia legale. 2006, la Rotamfer chiede l’ampliamento per formare una collina alta 12 metri. 2007, sequestrati gli impianti Rotamfer di Castelnuovo e Arese. Arrestati i responsabili della ditta, alcuni consulenti e l’ex direttore Arpav di Verona per traffico illecito di rifiuti, smaltimento di rifiuti pericolosi, falsificazione di documenti. 2008, si scopre che i rifiuti bruciano. Astenersi o votare ‘si’ per noi sarebbe stata la medesima cosa. Vi esortiamo ad opporvi fermamente a questo nuovo scempio, a questa scelta scellerata; e ad opporvi come amministrazione comunale in tutte le sedi opportune e possibili per far sì che questa discarica venga messa in sicurezza e chiusa una volta per sempre. Se cercherete nuove strade per arrivare a questo risultato avrete il nostro aiuto ed il nostro appoggio, in caso contrario saremo sempre per il no in assoluto.”.

Dopo di lui è il turno del Consigliere Enrico Cordioli Capogruppo di Nuove Prospettive e PD. “Noi riteniamo che il nuovo progetto presentato da Rotamfer sia ancora peggiore di quello già bocciato dal Consiglio Comunale di Sona nel 2010. Dobbiamo restare uniti nel dire un ‘no’, non si può speculare sulla salute dei cittadini. Tra l’altro vorrei segnalare che in quella sede l’astenersi vale come un ‘si’ ed in più impedisce un eventuale futuro ricorso al TAR”.

Tocca quindi a Flavio Bonometti, di Progetto Comune, intervenire sul tema. “Io suggerisco di non fidarsi troppo di quanto dicono i tecnici in Regione. Ne ho avuto una pessima esperienza io visto che quelli con i quali trattavo da Sindaco proprio sull’argomento Cà di Capri sono ora a processo. La mia speranza è ovviamente che vengano tutti assolti. Quella discarica purtroppo è un problema non governabile, l’unica cosa che possiamo fare è opporvi un fermo ‘no’ di tutto il Consiglio”.

A chiudere gli inteventi della minoranza è stato Maurizio Moletta di Lista Tosi per Sona“Noi siamo contrari all’apertura, ma al contempo siamo consapevoli che quella discarica non può essere lasciata in quello stato. Va quindi riempita ma con materiali non pericolosi”.

Un’ampia discussione quindi, che ha poi portato nel cuore della notte ad un lavoro condiviso sul testo finale della Delibera, che recepisce anche gli emendamenti proposti dai Consiglieri di minoranza. Una dimostrazione confortante di come la politica locale sappia trovare punti di confronto e collaborazione reale sui grandi temi del territorio.

Delibera con la quale il Consiglio Comunale all’unanimità esprime “parere contrario all’istanza della ditta ‘Rotamfer S.r.l.’ presentata alla Regione Veneto il 28.05.2012 relativa alla revisione delle prescrizioni n. 1 e 13 del parere n. 315 emesso dalla Commissione Regionale V.I.A. nella seduta del 21.09.2010 con particolare riferimento alla prescrizione 1 con la quale la Regione Veneto prevede il riempimento dei lotti disponibili mediante rifiuti inerti, terre e rocce da scavo, pietrisco per massicciate ferroviarie, minerali, rifiuti da attività di costruzione e demolizione, minerali corrispondenti a codici CER di origine e provenienza diversi rispetto al ‘car-fluff’ di cui la ditta ha previsto l’utilizzo nel progetto di messa in sicurezza della discarica”.

“L’Amministrazione Comunale – si scrive nella Delibera – consapevole che in sede di espressione di parere in Commissione VIA potrebbe non risultare determinante, in ogni caso deve adoperarsi con il massimo sforzo al fine di garantire ai massimi livelli la salute e sicurezza dei cittadini e dovrà quindi porre in essere, possibilmente, tutte le azioni necessarie contemplate nelle seguenti osservazioni/richieste, in collaborazione con la stessa Commissione VIA”.

Tra le prescrizioni previste si chiede “di richiedere l’integrazione delle polizze fidejussorie stipulate dalla Rotamfer, a garanzia dell’impegno di provvedere alla messa in sicurezza dell’impianto, fino alla copertura necessaria; l’obbligo di istituire una “Commissione di esperti per il controllo” composta da n. 3 professionisti esperti nominati dal Consiglio Comunale (2 dalla maggioranza e 1 dalla minoranza) con costi a carico del gestore; l’obbligo per il gestore della discarica di notificare alla ‘Commissione di esperti per il controllo’, al Sindaco e alla Polizia Locale eventuali dati difformi e situazioni di criticità sull’ambiente entro 24 ore dal riscontro a seguito delle procedure di sorveglianza e controllo; l’obbligo per il gestore di consentire alla ‘Commissione di esperti per il controllo’ l’accesso, anche con verifiche ‘a sorpresa’, sia allo stabilimento R.M.I. di Castelnuovo del Garda, per consentire la visione del processo produttivo, sia al sito in località Ca’ di Capri; l’obbligo per il gestore della discarica di assicurare un tempestivo intervento in caso di imprevisti, predisponendo un piano di intervento in accordo con la Polizia Locale; l’obbligo di sottoscrivere apposita convenzione tra il gestore della discarica e il Comune di Sona che disciplini gli obblighi e i diritti delle parti al fine di una corretta e trasparente gestione della discarica; il Comune dovrà disporre di copia del Piano Industriale e Piano Finanziario del gestore e dovrà essere messo a conoscenza in tempo reale di qualsivoglia modifica dovesse formulare alla Commissione Regionale V.I.A., chiamata ad esprimere un parere in merito intervenire nell’assetto societario dell’azienda (comprese acquisizione per incorporazione e fusione od eventuale scissione); partecipazione dell’Amministrazione comunale alla definizione dello schema di polizza fidejussoria che riguardi sia l’attività operativa della discarica che quella post mortem della stessa e preveda anche il Comune come beneficiario, quale ente nel cui territorio insiste la discarica stessa; o in alternativa che sia comunque chiarita la modalità di tutela economica dell’Amministrazione Comunale in caso di inadempienze da parte del Gestore, quando queste determinino oneri per la medesima”.

Il Consiglio Comunale inoltre chiede “che la Commissione chiarisca, nel caso di inadempienza da parte del gestore (mancato completamento delle attività e/o inquinamento), quale sia l’Ente deputato all’adozione degli interventi di completamento e messa in sicurezza del sito. Nel caso la competenza sia in capo al Comune di Sona, serve precisare con quali modalità deve intervenire, se sono coperte dalla fidejussione e quali sono i tempi e i modi di escussione della stessa e del trasferimento degli importi dovuti dal Beneficiario della polizza all’Amministrazione Comunale (quando essa stessa non sia beneficiario)”. Si chiede inoltre di“chiarire le conseguenze operative e finanziarie in caso in cui la ditta non rinnovi le garanzie finanziarie durante la fase di gestione post operativa, fornendo anche in questo caso gli strumenti per la tutela dell’Amministrazione Comunale. Chiediamo inoltre che venga emessa fidejussione a favore del Comune di Sona, stipulata unilateralmente da Rotamfer con primari istituti di credito e/o assicurativi” e che vengano attivati “da subito di interventi di mitigazione/compensazione e provvedere al loro mantenimento sia durante l’attività operativa della discarica che nel periodo successivo fino alla restituzione dell’area”.

Deve anche essere definita la “destinazione finale dell’area attualmente occupata dalla discarica, una volta completata, prevedendo la realizzazione di un parco/giardino da intendersi come progetto di architettura del paesaggio e non semplice copertura a verde, in grado di offrire un ulteriore spazio verde a favore dei cittadini del Comune di Sona” e devono essere individuate “con il gestore della discarica adeguate forme di compensazione economica che prevedano la realizzazione di opere a valenza ambientale e pubblica da realizzare nel paese di Lugagnano”. Si prescrive anche l’obbligo “di massima trasparenza e fruibilità dei dati ed informazioni inerenti la gestione della discarica e pubblicazione dei dati in tempo reale su sito web opportunamente predisposto dal Comune di Sona con costi a carico del gestore” oltre all’obbligo “della valutazione della Ecotossicità (H14) – in considerazione del fatto che, in particolare, i CER 19 10 04 (fluff – frazione leggera e polveri, diversi da quelli di cui alla voce 19 10 03) e CER 19 12 12 (altri rifiuti compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11) possono presentarsi, al conferimento presso la discarica contaminati da idrocarburi o comunque da sostanze ecotossiche. Si chiede quindi la totale assenza di elementi di pericolosità attraverso accurate indagini analitiche anche per quanto riguarda la caratteristica H14 (ecotossicità) la cui esclusione deve essere chiara e certificata, nonché rappresentativa”.

“Qualora la Commissione VIA, disattendendo quanto espresso nel presente documento – si scrive sempre nella Delibera, ed è un punto di grande importanza – dovesse autorizzare il conferimento in discarica del rifiuto “Car Fluff”, il  gestore dovrà garantire che il rifiuto sia privo delle componenti pericolose presenti nei veicoli fuori uso prima della frantumazione in modo da eliminare, per quanto tecnicamente possibile, il rischio di presenza di PCB o altre sostanze pericolose per l’ambiente”.

A margine del Consiglio Comunale abbiamo chiesto un commento al Sindaco Gianluigi Mazzi eall’Assessore all’Ecologia Gianfranco Dalla Valentina. “Vogliamo evidenziare – segnala Dalla Valentina – il grosso lavoro che l’Amministrazione ha svolto in queste settimane, attraverso riunioni e confronti con esperti tecnici e anche che il risultato a cui siamo arrivati ieri sera è stato possibile solo attraverso un continuo confronto avvenuto anche durante il Consiglio stesso, che ha permesso di integrare in un unico documento emendamenti della maggioranza e della minoranza. Questo è l’esempio evidente che è possibile fare politica in un modo nuovo, che esce dagli schemi rigidi a cui ci hanno abituato in questi anni e che è in grado di aprirsi ad un confronto sereno con tutte le forze politiche quando in gioco c’è la salute e sicurezza dei cittadini”.

“Ora ci attende un confronto serio in sede di Commissione V.I.A. regionale – ribadisce il Sindaco Gianluigi Mazzi – anche perché siamo consapevoli che in quella sede il nostro parere non sarà probabilmente determinante. In ogni caso, se ciò accadesse, ci adopereremo per sederci al tavolo e porre la parola fine alla discarica, attraverso una coscienziosa e adeguata messa in sicurezza del sito, garantendo la salute e sicurezza dei cittadini adesso e per gli anni futuri. Porremo in essere convintamente tutte le azioni necessarie per arrivare a quell’obiettivo di conclusione della Discarica, cercando la collaborazione dei tecnici coinvolti e della Proprietà che, siamo certi, non possono permettersi di trascurare tutte quelle problematiche emerse e che potranno emergere, sempre a tutela della nostra gente e del nostro territorio. Assieme a loro dobbiamo trovare una soluzione definitiva per evitare di fare la fine di Ca’ Filissine a Pescantina e quindi i nostri sforzi saranno rivolti a rendere il sito supersicuro anche per le prossime generazioni oltre a permettere alla cittadinanza di controllare cosa accade. Questa è l’unica soluzione possibile”.

Abbiamo chiesto un commento anche al Capogruppo di Nuove Prospettive e PD Enrico Cordioli. “Grazie ad argomentazioni più che convincenti e grazie agli emendamenti presentati da tutti i capigruppo, il consiglio all’unanimità ha raggiunto la più logica e accettabile posizione di un fermo no alla rimessa in funzione di questa piaga. Se avessimo tentennato avremmo subito oltre il danno, anche la beffa. Avremmo avuto di nuovo un mostro inquinante in casa che ci sbeffeggia nonostante i nostri dissensi e la nostra contrarietà e non avremmo avuto neanche la possibilità di dire una sola parola contro, di provare di nuovo a liberarcene, di alzare un dito per fermare un ulteriore fonte di inquinamento purtroppo legalizzata. Saggia decisione quindi. Adesso tutto dovrà passare in Commissione VIA, dove decideranno le sorti della discarica. Siamo comunque soddisfatti della decisione presa all’unanimità dal consiglio, sia da un punto di vista etico-morale che politico”.