“Non condivido troppe cose de Il Nostro Comune!”

Abbiamo ricevuto una lettera firmata relativa ad un articolo presente nel periodico comunale Il Nostro Comune consegnato alle famiglie di Sona poco prima delle feste natalizie.

 

Gentile redazione del Baco da Seta, 

 

qualche settimana fa è arrivata a casa la copia del periodico d’informazione dell’amministrazione <<Il Nostro Comune>>. Ci sarebbe da riflettere sulla necessità e le finalità di questo bollettino sul Comune di Sona, ma non è per questo che vi scrivo. La ragione è l’articolo a pagina 9 del suddetto periodico.

 

Vi compare un articolo, <<5 aprile 1799, la battaglia di Bosco di Sona>>, a firma di Nicolò Cavedini, Presidente del Comitato Pasque Veronesi. In esso si annunciano rievocazioni della battaglia di Bosco di Sona e altre iniziative da parte del Comitato in collaborazione con l’amministrazione. Ma che cosa è questo Comitato Pasque Veronesi?

 

Per chi non lo sapesse si tratta di un gruppo sorto all’interno della galassia dell’integralismo cattolico veronese, ambiente collegato con i gruppi dell’ estrema destra, neofascisti, neonazisti, venetisti e alla Lega Nord, che fa da collante e sponda a tutta l’allegra compagine reazionaria.

 

La sua attività “storiografica” è realtà revisionismo della peggior specie, quello che pretende di adeguare la storia alle proprie idee, distorcendo la realtà dei fatti (che la storiografia seria e scientifica analizza senza preconcetti e forzature). Non è strano che nei medesimi ambienti in cui si muove questo Comitato si aggirino personaggi come don Floriano Abramovich, noto per le sue esternazioni negazioniste riguardo alla Shoà.

 

Altri articoli che compaiono sul periodico del Comune come <<La Croce rappresenta tutti>> e <<L’antica messa in Latino a San Giorgio in Salici>> la dicono lunga su quanta sintonia ci sia fra la giunta a guida leghista e questi gruppi .

 

È vergognoso che si usi questo periodico per fare propaganda (al di fuori delle, per carità legittime, pagine dedicate ai gruppi consiliari), ma è fonte di preoccupazione il fatto che sempre di più l’amministrazione porti nel nostro comune, peraltro finanziandole con i soldi pubblici, realtà politiche (non culturali!) che si pongono fuori da ogni orizzonte democratico.

 

Ed è poi quantomeno curioso che si proponga <<un tricolore in ogni casa>> per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e nello stesso giornale a una pagina di distanza il tricolore venga definito <<un vessillo del giacobinismo, della massoneria e dei collaborazionisti di Napoleone>> .

 

Anche a Sona ci si adopera per far restare Verona <<La città in fondo a destra>> (titolo di un libro degli Istituti per la storia della Resistenza di Belluno , Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, che consiglio a tutti di leggere), immersa in una melma asfissiante di xenofobia, razzismo, pensiero antidemocratico, perbenismo e chi più ne ha più ne metta.

 

Ne è ulteriore segnale l’articolo comparso sul sito del Baco da Seta a proposito della neonato “Circolo Terre Moreniche”.  Tale circolo, che copre anche il comune di Sona, fa riferimento a Fiamma Futura, uno dei tanti gruppi neofascisti che operano in Veneto. Spero peraltro che dare spazio da parte del Baco a questo gruppo sia stato solo il frutto di un malinteso senso di imparzialità.

 

Con stima.

 

Mattia Magagna

mattia.magagna@libero.it