In duecentoventimila si sono dati appuntamento sabato 1 luglio al Modena Park per il megaconcerto di Vasco Rossi, l’evento musicale che ha fatto il record mondiale di paganti.

Anche dal nostro Comune sono stati in tanti ad unirsi all’immenso popolo di Vasco. E che sono tornati da questo vero evento del tutto stravolti, per una notte di musica che certo non dimenticheranno.

Alle ore 8 ha inizio la giornata che, musicalmente parlando, ha stravolto la mia vita – inizia così Marcello Manzato di Lugagnano, raccontando al Baco cos’è stato sabato primo luglio -. Per quell’ora era infatti prevista la partenza, in compagnia dell’amico Leonardo, in direzione Modena, obbiettivo Vasco Rossi e il suo “Modena park”.

Arriviamo che sono le 9 ma le 12 ore di attesa sotto il sole sono state ampiamente ripagate da un concerto che definire spettacolare è voler minimizzare. Sono le 21 quando le note di “Also Sprach Zarathustra” di Richard Strauss preannunciano l’inizio dell’evento dei record.

Il concerto del Kom si apre con “Colpa d’Alfredo” e non poteva essere altrimenti, visto che nel testo si cita il titolo di questo show (“…Mi puoi portare a casa questa sera? Abito fuori Modena, Modena park…” per l’appunto). Si procede spediti passando tra pezzi rock e ballate, canzoni da antologia e pezzi più “giovani”.

Emozioni fortissime quando, in compagnia del grande Gaetano Curreri (leader degli Stadio e storico collaboratore del Blasco), si sono accennate prima le indimenticabili “Jenny é pazza”, “Silvia” e “La nostra relazione” per arrivare a una splendida versione piano e voce (come da originale) di “Anima fragile” durante la quale ho visto parecchi occhi lucidi, così come lo erano i miei.

Molto intense le apparizioni in due diversi interludi musicali di due storici chitarristi del Kom, Maurizio Solieri e Andrea Braido, sempre bravissimi. La scaletta ha spaziato dagli anni ’80 fino ai giorni nostri con le più recenti “Un mondo migliore” e “Come nelle favole”.

Nel finale, come da tradizione, sono state suonate “Siamo solo noi” con la presentazione della band, “Vita spericolata”, “Canzone” con il sempre commovente ricordo a Massimo Riva e per finire l’immancabile “Albachiara”, seguita da un meraviglioso spettacolo pirotecnico.

Molto emozionante è stato il messaggio che ha voluto lanciare il Blasco a tutti noi presenti (ma non solo) ovvero che l’amore deve vincere sopra la paura, riferendosi a ciò che purtroppo sta succedendo nei nostri giorni.

Giungo anche io al termine – racconta Marcello – dicendo che seguo Vasco da quando ero un ragazzino, il primo live è stato al Bentegodi 16 anni fa, ma rimango tutt’ora sbigottito di fronte a quello che il komandante riesce a trasmettere con le sue canzoni e la sua energia. A 65 anni è riuscito a regalare a me e ad altre ducentoventimila persone una serata che non dimenticheremo mai. Grazie mille Vasco.

Nel servizio alcune delle foto di questo grande evento inviate al Baco dai nostri lettori, con Federica Isoli, Leonardo Olivieri, Marcello Manzato e Davide Franchi. Loro, con tanti altri da Sona, ricorderanno per sempre questa notte, tra Sona e Modena. Assieme a Vasco.