No alla violenza sulle donne, anche a Sona

Sì, conta anche la violenza verbale, conta che ci sono donne che manipolano i figli e li mettono conto il padre. Sì, contano le donne isteriche, ma i dati parlano chiaro. Ne fanno fuori un sacco. E non perché le odiano. Perché le amano. Questo dicono.

Le ammazzano perché non ubbidiscono, li fanno innervosire, li tirano al limite, rubano i loro soldi, vengono traditi. Le trucidano dopo anni di stalking perché le amano troppo e non vengono capiti. Le sgozzano perché non ce la fanno più a essere rifiutati. Le sfregiano con l’acido perché non ubbidiscono. Perché le amano troppo. Le amano tanto. Magari le odiassero. Invece le amano.

Auspico un’educazione sentimentale seria in famiglia e nelle scuole dove alle femmine si racconti quanto sia importante essere donne e ai maschi quanto sia vitale essere uomini.

Ogni giorno possiamo fare un’azione educative verso i bambini che inculchi loro il seme del rispetto, che faccia accettare loro di essere rifiutati e che li porti verso l’amare se stessi per primi.

Ogni giorno tocca ad ognuno di noi pensare che l’amore che ammazza, che picchia, che sfregia, va condannato. Segnalato. Denunciato.

E che non è mai troppo presto per parlare di femminicidio. Sì, conta anche la violenza verbale. Ma le botte sono un’altra cosa. Se ci amano così tanto da toglierci la vita, allora sappiate che ci stanno odiando.

Oggi e sempre: no alla violenza sulle donne.