Nicola e Vanya, dal SOS di Sona ad un sogno che si realizza in Burundi

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Nicola, socio di lunga data del SOS di Sona e Vanya, medico in servizio sulle stesse ambulanze, si sono conosciuti proprio grazie a questo loro servizio comune. Innamorati, spostati, due bellissime figlie. Poi il loro percorso di vita li ha portati a intraprendere, nel 2012, una strada per certi versi straordinaria di volontariato in Africa. Si sono infatti trasferiti nel piccolo stato del Burundi (grande quanto la Lombardia e con più di 9 milioni di abitanti), nella città di Ngozi a nord del paese ed hanno iniziato ad operare per la Fondazione Pro Africa che ha come scopo è la realizzazione del diritto primario di ogni uomo alla salute e alle cure mediante lo sviluppo degli Studi Medici in Africa.

 

Su questa finalità la Fondazione sostiene un progetto di cooperazione didattica tra l’Università di Verona e l’Università appunto di Ngozi nel campo delle scienze biomediche. Nell’ambito dello stesso progetto contribuisce alla riqualificazione dell’Ospedale Pubblico locale in una struttura idonea a servire come sede per l’attività didattico-formativa a livello universitario per la Laurea in Medicina, Scienze Infermieristiche e per corsi post-Laurea. L’idea ispiratrice del progetto è quella di dare l’opportunità ai Paesi in via di sviluppo di essere artefici della propria crescita sviluppando sul posto iniziative formative a livello universitario in campo scientifico e tecnologico per formare professionalità in grado di migliorare le condizioni spesso drammatiche dei paesi poveri in ambito sanitario e sociale.

 

Negli scorsi giorni alla sede del SOS è arrivata una mail, che riportiamo qui sotto. Chi scrive è Elda Braggio che, assieme a Vanya e Nicola, condivide l’impegno e la passione per questo stupendo progetto.

 

Gentilissimi Tutti/e… E’ con molto piacere che Vi alleghiamo le foto dell’inaugurazione del Blocco operatorio e della Terapia intensiva ristrutturati dell’ospedale di Ngozi (vedi foto sopra). Il progetto prevedeva inizialmente la semplice costruzione di una parete e la ristrutturazione degli spazi annessi tra il blocco e la terapia intensiva; questo al fine di eliminare l’ingresso comune a sale operatorie e Terapia intensiva ed avere ingressi separati, limitando così  l’ingresso alle sale operatorie ai soli pazienti da operare, con l’obiettivo  di ottimizzare le condizioni di sterilita delle sale operatorie e limitare di conseguenza le infezioni postoperatorie iatrogene in particolare nei pazienti ortopedici in cui venivano usati mezzi di sintesi. Di fatto poi i lavori si sono estesi e questo ha comportato l’aumento dei letti della Terapia Intensiva, che sono passato da 6 agli attuali 10. Il costo dei lavori è stato di circa 11.000 Euro, pari a 22.000.000 FBU (moneta locale) circa. L’amministrazione dell’Ospedale ha partecipato alle spese con 3.000 euro mentre i rimanenti 8.000 Euro sono stati messi a disposizione dalle Associazioni “SOS” di Sona , “Il dono” di Lugagnano e la FIDAS di S. Giorgio in Salici  tutti amici di Vanya Traversi  e Nicola Maccacaro  e da “Amahoro Sociale”  di Elda Baggio e Anita Conforti. Ancora grazie a chi ha consentito la realizzazione della ristrutturazione”.

 

Una notizia straordinaria che premia l’infaticabile lavoro di questi volontari, e la grande generosità delle associazioni di Sona.