“Nell’estate del Covid è apparsa una cometa!”. Incontriamo Mauro Bottura, fotografo del cielo

Sono molte le fotografie del mio paese, San Giorgio in Salici, che ho avuto occasione di vedere: da quelle rarissime di inizio novecento a quelle di qualche decennio fa, quasi tutte adattate a cartoline. Molto abbondanti sono invece le foto più recenti, scattate soprattutto in occasioni particolari con apparecchi popolari e facili da usare.

Ma le sorprese non finiscono mai.

Mauro Bottura all’opera con la sua macchina fotografica.

In questi giorni si parla di una cometa visibile per più notti. E’ facile da individuare: basta seguire le indicazioni degli astrofili e porsi in un luogo un po’ lontano dai centri abitati, e quindi da fonti luminose, meglio se un po’ in alto.

Si tratta della cometa C/2020 F3 Neowise, vera protagonista nel cielo nelle notti di questa anomala estate 2020, segnata dal coronavirus.

E’ stata scoperta in marzo; è visibile a occhio nudo ormai dai primi di giugno e si prevede che continui a esserlo almeno fino a metà agosto.

Un appassionato fotografo di astri, Mauro Bottura, in una di queste sere di luglio, appostato nel campo dei genitori ai Gaburri, ha realizzato una serie di immagini della cometa. La più particolare è quella che ritrae la scia luminosa nel cielo proprio sopra San Giorgio.

“La foto della cometa sopra il campanile di San Giorgio in Salici (foto sopra) non era stata pianificata così – spiega Mauro -. Quando ho visto che da Nord-Est arrivava una velatura di nuvole ho anticipato le foto con discreta ansia. Un’altra foto l’ho scattata la stessa notte del 18 Luglio, ma con teleobiettivo. Un’altra ancora è stata realizzata all’alba del 9 Luglio 2020, con la cometa bassa sull’orizzonte e le solite nuvole a disturbare (foto qui sotto)”.

Chiedo a Mauro da quanto tempo e come è nato questo hobby un po’ particolare.

“La passione per la semplice osservazione del cielo notturno mi accompagna da piccolo. Alzare lo sguardo al cielo e perdersi tra le stelle era ed è rimasto puro stupore. I primi tentativi astrofotografici sono iniziati a metà anni ‘80 con le fotocamere a pellicola, ora chiamate analogiche e quasi finite nel dimenticatoio. Purtroppo ho anche assistito al peggioramento progressivo delle condizioni del cielo notturno: lo smog, associato ad una esagerata illuminazione, sta limitando anche la visione delle stelle più luminose.”

Quante e quali sono le difficoltà che comporta fotografare un astro che è sempre in movimento?

“Oltre al già citato inquinamento luminoso, ora si aggiungono le migliaia di satelliti e centinaia di aerei che regolarmente rovinano le foto. Poi c’è il movimento apparente della volta celeste che, superata una certa durata del tempo di scatto, inizia a far notare le tipiche stelle strisciate. Con l’evoluzione della fotografia digitale tutti questi problemi e difficoltà si riescono comunque a gestire e minimizzare.”

Nel tuo archivio, che mi ha detto essere molto ricco di scatti, conservi qualche ricordo o esperienza particolare?

“Per quanto riguarda la fotografia astronomica, la più grossa delusione è stata il tentativo di fotografare la cometa Hale-Bopp del 1997. Immensa nel cielo a Nord, visibilissima a occhio nudo. Un ricordo davvero unico. Le foto però mi hanno tradito: una serie di errori, dettati da inesperienza e fretta, non mi hanno permesso di avere buoni risultati a livello fotografico. I ricordi positivi invece sono tantissimi: dalle prime foto alle eclissi lunari e solari fino alle ultime esperienze e tentativi con nebulose e galassie lontanissime.”

Presentiamo alcune foto dal suo archivio:

(In foto M42 nella costellazione di Orione visibile nel cielo invernale)
(Luna piena, foto elaborata per risaltare i colori dei diversi minerali in superficie con una tecnica di elaborazione immagini introdotta dalla NASA chiamata “mineral moon”).

Per concludere la conversazione, Mauro vuole citare alcuni amici che, a vario titolo, hanno contribuito a far nascere e crescere la passione per l’astronomia e l’astrofotografia, ma prima vuole ricordare con questo articolo l’amico d’infanzia Gianmichele Laorno recentemente scomparso.

“Ringrazio il carissimo amico Franco Calabretto, compagno di infinite e mai dimenticate chiacchiere galattiche; i carissimi amici Flavio Carlini e Moreno Girelli per le nottate, ormai mitiche, di osservazione stellare; Riccardo Rinaldi, Luciano Lai e Flavio Castellani: li cito, oltre che come amici, come eroi e fonte di ispirazione;  l’amico e collega Claudio Bonato per avermi parlato de Il Baco da Seta e anche il caro amico Maurizio Moletta per la compagnia nelle osservazioni e per avermi dato la possibilità di contattarvi”.

Anch’io aggiungo che ho incontrato e acquisito un amico in più, che propongo in questa appassionata intervista.

Con la sua indole curiosa punta gli occhi nello spazio infinito della volta celeste, rendendoci partecipi del suo stupore e della sua passione con splendide fotografie.