“Nell’asilo di San Giorgio mancano trasparenza ed informazione”

Riceviamo da San Giorgio la lettera della signora Morari Chiaretta che interviene sul tema ormai bollente della scuola materna della frazione. Restiamo a disposizione per pubblicare commenti o pareri di chiunque volesse dire la propria su questo argomento.

 

Caro Baco,

 

alle ore 20,30 di martedì due ottobre presso il teatro parrocchiale di San Giorgio in Salici si è tenuto un incontro con il vescovo S.E. Giuseppe Zenti e tutta la popolazione (presente anche Don Antonio Sona, vicario della nostra zona pastorale) per cercare di far chiarezza sulla vicenda del passaggio da IPAB ad Associazione genitori della scuola dell’infanzia Don Eliseo Panardo, vicenda che ha creato molto disagio e malumore.

 

In tale sede non sono riuscita ad esporre i miei pensieri ed è per questo che ho pensato di affidarli alla penna ed ad un foglio, prendendomi la totale responsabilità di ciò che scrivo.

 

Prima di entrare nel vivo della questione è doveroso da parte mia ringraziare e sostenere don James che, oltre a diverse arrabbiature deve aver perso anche qualche notte di sonno per il modo in cui è stato trattato. Un ringraziamento particolare anche al consiglio pastorale ed economico. Volevo inoltre precisare che ho incominciato ad interessarmi a questa storia quando questa primavera (fine aprile-primi di maggio 2013) assieme ad altri genitori sono stata “allertata ripetutamente” che “qualcosa non andava” alla scuola dell’infanzia.

 

Ora, per cercare di capire questa complicata vicenda che ha tanto scosso la comunità di San Giorgio in Salici, bisogna fare un po’ di cronistoria. La Scuola dell’Infanzia ha avuto origine nel 1896 per opera e con i denari dell’allora parroco don Eliseo Panardo che nel 1927 le donava il fabbricato con l’annesso terreno. È stata eretta in Ente morale con regio decreto 2 settembre 1934. La scuola è associata alla FISM di Verona e paritaria. Lo statuto della scuola modificato nel 2002 (decreto n. 39 del 28 marzo 2002) prevede cinque membri del Consiglio di amministrazione (CDA):

1- il parroco pro-tempore della Parrocchia di San Giorgio in Salici -presidente di diritto-

2- n.1 (uno) nominato dal parroco pro-tempore

3- n.1 (uno) nominato da S.E. il Vescovo di Verona

4- n.1 (uno) nominato dal Sindaco del Comune di Sona tra i genitori utenti del servizio di scuola materna e residente nella frazione di San Giorgio in Salici

5- n.1 (uno) nominato dall’assemblea dei genitori/soci

 

Nel 2011 subentra al precedente, un nuovo Consiglio di amministrazione formato da:

1- Spillari Romano, (delegato dall’allora parroco don Giuseppe Marconi) -presidente-

2- Grigoli Daniela (rappresentante dei genitori)

3- De Agostini Oscar (rappresentante del comune di Sona)

4- Cinquetti Pio (delegato dalla curia)

5- Pimazzoni Vanna (coordinatrice FISM)

 

Il signor Cinquetti e la signora Pimazzoni seguivano l’aspetto didattico-pedagogico ma improvvisamente e simultaneamente lasciano l’incarico nel giugno del 2012. Il consiglio di amministrazione rimane così con tre membri: Spillari, Grigoli, De Agostini.

 

A settembre 2012 avviene l’avvicendamento di don Giuseppe con Don James che entra a San Giorgio a fine mese e che, in buona fede, rinnoverà successivamente la delega a Spillari (delega che, abbiamo saputo dopo, non vale perché don James non è cittadino italiano).

 

Il 13 settembre 2012 i membri rimasti del CDA deliberano la depubblicizzazione dell’ente (da Istituto Pubblica Assistenza e Beneficenza – IPAB- a personalità giuridica di diritto privato). Una volta chiesta la depubblicizzazione la strada era quasi obbligata: o fondazione od associazione genitori. La scelta del CDA cade sull’associazione genitori che, come abbiamo appurato, è la formula usata anche da molte delle scuole dell’infanzia vicine a noi (Sommacampagna, Castelnuovo, Sandrà…) e che coinvolge (o dovrebbe) in modo attivo i genitori dei bambini frequentanti.

 

E qui ritorniamo a primavera, quando come ho detto prima “allertate” che qualcosa non va alla Scuola dell’infanzia andiamo da don James ad esporgli le nostre preoccupazioni. Don James dopo aver parlato con le nostre fonti e appurato che stavamo dicendo la verità chiede notizie, come è nel suo pieno diritto a Spillari. Verrebbe da dire: Chiedere è lecito e rispondere è cortesia! A quanto pare non sempre è così perché non solo don James non ha risposte, ma oltretutto si sente dire che è come San Tommaso. Da qui parte un batti e ribatti anche con la curia che ha dell’incredibile ma che non sto a raccontare per non tediarvi.

 

Ritorniamo ai fatti. Per procedere con la depubblicizzazione e con l’associazione genitori bisogna presentare tutta una serie di documenti fra i quali il più importante, secondo me, è lo statuto perché con i suoi articoli regola buona parte dell’organizzazione scolastica da tutti i punti di vista.

 

Ora viene spontanea una domanda:  come è possibile che in una scuola dell’infanzia (ricopio testualmente dallo statuto IPAB) “…che si è sviluppata e dovrà svilupparsi come espressione della comunità: promotori, genitori, collaboratori e popolazione che si sono assunti l’impegno di soddisfare un’esigenza sociale quale l’educazione” e (riporto dal futuro statuto ASSOCIAZIONE GENITORI) “la scuola è espressione della Comunità Parrocchiale e territoriale, soddisfa una significativa richiesta sociale ed educativa che coinvolge promotori, educatori, genitori, collaboratori e sostenitori in una responsabile e sinergica azione comunitaria”, come è possibile, ripeto, che tre persone, tante erano quelle che formavano il CDA in quel periodo (Spillari, Grigoli, De Agostini) si arroghino il diritto di elaborare uno statuto così importante senza confrontarsi con nessuno, neanche con chi ne aveva pieno diritto come don James e i genitori, grandi esclusi, lasciatemelo dire, in tutta questa storia?

 

Non sarebbe stato costruttivo e molto più trasparente organizzare un’assemblea con tutte le parti in causa (genitori, parroco, insegnanti, consiglio pastorale) per elaborare insieme uno statuto condiviso favorendo un clima più sereno?

 

Ma proseguiamo…  Arriva luglio… molto fortunosamente veniamo a sapere che l’atto notarile è previsto per il giorno 26 venerdì alle ore 18 e che nello statuto non è previsto nessun rappresentante del Consiglio pastorale o delegato da esso nel futuro Comitato di gestione  come invece prevede la bozza guida dello statuto FISM (ne prevede due). Ciò significa che la parrocchia non è rappresentata.

 

Oltre tutto il presidente e il direttore uscenti (Spillari-Grigoli) potevano rimanere fino a data da destinarsi per garantire il passaggio IPAB – associazione genitori (non essendo indicata nessuna data di uscita). Naturalmente questo statuto non va bene a nessuno: né a don James, né al consiglio pastorale, né ai genitori che ne sono a conoscenza. L’atto viene fortunatamente bloccato e rimandato.

 

E ritorniamo a settembre-ottobre dove anche con l’intervento della curia e della nuova amministrazione si è raggiunto l’accordo, come ha spiegato anche il vescovo, di un rappresentante del consiglio pastorale all’interno del futuro comitato di gestione  e il 31-08-2014 come data di fine passaggio IPAB-associazione genitori (con le conseguenti “dimissioni” dell’attuale presidente (Spillari) e dell’attuale Direttrice (Grigoli). Personalmente accetto questo accordo, ma ritengo che non sia equo.

 

Volutamente, per non annoiarvi troppo, non ho affrontato il tema dello stabile e del terreno e del perché il signor Cinquetti e la signora Pimazzoni hanno lasciato l’incarico.

 

Concludo queste righe con l’amaro in bocca perché ripercorrendo tutta questa vicenda comprendo come si sia persa un’occasione importante per un confronto costruttivo e proficuo tra le varie parti, confronto che poteva preludere (speriamo che questo sia ancora possibile) ad una collaborazione futura tra la scuola dell’infanzia e tutta la comunità parrocchiale per il bene dei bambini e delle loro famiglie.

 

Morari Chiaretta

 

 

La Redazione
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