Nel volume storico del Baco anche la ricostruzione del Consiglio comunale del 1922 nel quale il sindaco di Sona si dimise per minacce

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Quando nel 1922, a causa dei profondi dissidi tra i Partiti nazionali e della conseguente grave situazione dell’ordine pubblico, nasceva a Roma il primo Governo Mussolini, che nel 1926 si trasformò in Dittatura, anche l’Amministrazione comunale di Sona visse momenti difficili.

Il volume “Lugagnano Palazzolo S. Giorgio Sona. Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia (1926-1951)” scritto dal gruppo di storici del Baco Renato Salvetti, Luigi Tacconi, Mario Nicoli e Valentino Venturini, che trovate in edicola e nei punti di distribuzione, dedica 352 pagine a questo complesso e drammatico periodo della storia del nostro Comune.

Il sindaco Giacinto Zampieri di Lugagnano (in carica dal 1920) il 29 dicembre del 1922, rassegnò le dimissioni per una complessa serie di ragioni, prima fra tutte il clima di scontro sociale per motivi legati alla mancanza di lavoro e come riflesso di analoghi scontri a livello nazionale fra i Partiti. In successive riunioni consigliari fu tentata la rielezione di una Giunta attorno ad un nuovo sindaco dopo che Zampieri, nonostante i ripetuti inviti a ritirare le dimissioni, aveva deciso di lasciare definitivamente l’attività amministrativa.

Non fu però raggiunto alcun risultato anche perchè si diffuse l’inquietante notizia che il Sindaco fosse stato minacciato personalmente.

Durante il dibattito in uno degli incontri consigliari, al Consigliere Gerard che chiedeva chiarimenti, il Sindaco rispose che non aveva subito alcuna violenza, ma era solamente stato sollecitato a dare le dimissioni, non dicendo da chi. In quel Consiglio comunale fu anche data notizia che l’Assessore di San Giorgio in Salici Antonio Cinquetti aveva inviato una lettera al Consiglio Comunale che così recitava: “Dispiacente non poter intervenire seduta Consiglio, causa grande ferita ricevuta da elementi fascisti il 18 corrente. Faccio voti che l’intero Consiglio abbia da rieleggere ad unanimità di sindaco, la distinta persona del Sig. Zampieri Giacinto”.

Appare chiaro che anche nel Comune di Sona il clima politico stava diventando molto conflittuale, in modo analogo a quello nazionale, ove forze politiche, con intenti eversivi, stavano portando il Paese verso la dittatura.

Il 15 luglio del 1923 si riunì un’ultima volta il Consiglio comunale e, prendendo atto che la situazione non aveva uno sbocco, con voto unanime si dimise, chiedendo al Prefetto di indire nuove elezioni e dichiarando che non vi erano ragioni di ordine pubblico per rinviarle.

Il terzo volume edito dal Baco sulla storia di Sona.

La Prefettura nominò il 18 luglio un Commissario Prefettizio nella persona di tale ragionier Mondini Gaetano, Segretario della sezione del Partito Fascista di Castelnuovo, che restò in carica fino alla nomina del Podestà. Con una nota personale il 15 aprile del 1924, il Commissario sconsigliò il Prefetto di indire nuove elezioni, indicando quale motivo non ragioni di ordine pubblico, bensì perchè nelle recenti elezioni politiche la maggioranza dei cittadini sonesi aveva votato per il Partito Popolare. Non si voterà più fino al 1946.

L’Amministrazione comunale durante il Regime fu retta dal Podestà Luigi Tonelato di San Giorgio in Salici dal 20 aprile 1926 fino al 17 aprile del 1942 (nella foto sopra Tonelato – dietro il segretario del Partito Fascista di Sona Parolini in primo piano – mentre inaugura le scuole di San Rocco) e da un secondo Podestà Guglielmo Innocenti di Lugagnano dall’8 luglio 1942 fino al 24 settembre 1943.

Anche due Commissari Prefettizi ressero il Comune, il primo un funzionario della Prefettura nell’intermezzo fra i due Podestà, il secondo Alfonso Rinaldi del Capoluogo, di nomina politica, durante l’occupazione dell’esercito tedesco del Nord Italia con la Repubblica di Salò.

Il 29 aprile 1945, dopo la caduta del regime, venne nominato Sindaco dal C.N.L. (Comitato di Liberazione Nazionale) Giuseppe Manzini di San Giorgio in Salici, che restò in carica fino alla prime elezioni libere il 24 marzo 1946. Il primo Consiglio comunale elesse Sindaco Giovanni Ledro, sempre di San Giorgio in Salici.

Nel lavoro di trascrizione delle informazioni storiche raccolte abbiamo cercato di riportare fedelmente quanto l’archivio storico comunale ci ha fornito sul periodo, senza aggiungere commenti o considerazioni, nella convinzione che il lettore, se vorrà, potrà farlo seguendo i percorsi informativi del volume, che è corredato da 400 riproduzioni di documenti originali quali manifesti, deliberazioni e lettere, oltre a decine di foto in buona parte inedite, fornite da cittadini sonesi.

Il volume può essere acquistato nei seguenti punti di distribuzione:

  • Edicola Castioni, via Cao Prà 30, a Lugagnano.
  • Edicola Mancalacqua, via Mancalacqua 31 a Lugagnano.
  • La Cornice di Salvetti Elena, via di Mezzo 8 a Lugagnano.
  • L’Edicola Troiani presso il Centro Commerciale La Grande Mela.
  • Studio Fotografico Mario Pachera, via Cao Prà 20, a Lugagnano.
  • Cartolibreria Villaboni, via IV Novembre 24 a Palazzolo.
  • Edicola L’Arcobaleno di Zaramella Nadia, via Celà 5 a San Giorgio in Salici.
  • Edicola El Giornal di Venturi Elisa, piazza Roma 3 a Sona.
  • Alimentari Cherubini, piazza Vittoria 1 a Sona.