Nel team della John Wiley & Sons: Bianco sbarca in America

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Giovanni Michele Bianco (nella foto), condirettore de Il Baco da Seta, con “Il Regno di Si Piuh”, scritto assieme alla moglie Simonetta, entra nel team dei 400 informatici della John Wiley & Sons, la celeberrima celeberrima casa editrice americana specializzata in testi di riferimento, che opera dal 1807 quando Charles Wiley aprì un una tipografia in Manhattan che pubblicava testi di legge e nei primi anni pubblicò lavori di letteratura, per poi passare ai testi scientifici e tecnici. Oggi la John Wiley & Sons possiede più di 3500 impiegati in tutto il mondo.

 

Il suo lavoro è valso a Bianco una menzione nella prestigiosa enciclopedia informatica e la possibilità di approfondire, nello stesso testo enciclopedico, un interessante tema: “La mediazione informatica nell’infanzia”. “Senza dubbio si è trattato di una sfida molto interessante e, certamente, un gradito riconoscimento a livello internazionale del lavoro svolto”, ha dichiarato Bianco anche a L’Arena che ha dato notizia di questo prestigioso riconoscimento. “È questa una importante approvazione che avvalora un innovativo approccio alla conoscenza informatica”.


Ecco, che una storia che nasce con l’obiettivo di rendere semplice la conoscenza di concetti che diversamente sarebbero ben più difficili, come le nozioni che stanno dietro al funzionamento del computer, apre un nuovo scenario didattico dove sperimentare nuovi metodi d’insegnamento e percorsi didattici. Così, prima di tutto “Il Regno di Si Piuh” è fantasia, creatività ed immaginazione. Non si pensi, però, a una sorta di manuale didascalico né per quanto riguarda il come operare al computer. Piuttosto è una sintesi di due culture, ovvero quella tecnica e quella umanistica. A ben guardare si tratta di una coesistenza facile, quasi naturale, che è in grado di rendere accessibili i termini informatici in uso non solo ai più piccoli, ma anche agli adulti.

 

L’opera, che è stata realizzata con i contributi del Comitato per le pari opportunità dell’università di Verona e della Fondazione Giorgio Zanotto vuole essere un “tentativo di mettere in luce un serio problema del modo di educare e di fare scuola. I bambini hanno bisogno di propri modelli e specifici linguaggi a cui si aggiungono particolari metodi di presentazione dei documenti”, spiega Bianco. “Tuttavia, questi libri rappresentano solo un passo nella ricerca di un nuovo modo di educare ai concetti informatici”.

 

La favola informatica, completata recentemente con la pubblicazione di due volumi universitari più teorici, si articola in capitoli più simili ad una sorta di appunti di viaggio dove il filo conduttore è l’incontro con i vari personaggi e, quindi, con i componenti figurati del computer. “Un diario di viaggio dove il divertimento aiuta ad approfondire anche i principi informatici più complessi”, conclude Bianco.

 

Tutto ha inizio con un’idea davvero originale: entrare nei concetti informatici attraverso una fiaba. Un vero e proprio regno dove i componenti del computer sono i personaggi fantasiosi che interagiscono e vivono la storia. Già il titolo, il “Regno di Si Piuh”, include in sé questa nuova proposta didattica e non potrebbe essere altrimenti in un principato retto da un re che porta il nome del componente principale del computer: la Cpu appunto, il cuore del sistema. Si sa, ai bambini piacciono le favole, i racconti e le leggende. Il resto, invece, finisce per annoiare