Nel Po pescato un siluro di 2,60 metri. Il commento di un pescatore di Lugagnano

E’ diventato un vero caso la cattura del pesce siluro di 127 chili e lungo 2 metri e 67 centimetri (nella foto), che è stato pescato con la lenza dai gemelli Dino e Dario Ferrari il 19 febbraio scorso nel Po, vicino alla foce della Secchia in provincia di Mantova.

Originario del Danubio e dei laghi dell’Europa centrale, è stato trapiantato dall’uomo nel fiume dove ha trovato il suo habitat ideale, spodestando lo storione, e mettendo a rischio, con la sua voracità, la fauna ittica autoctona e, quindi, minacciando l’intero ecosistema. Nel mantovano, è stato introdotto negli anni Sessanta. Inizialmente, era un’attrazione dei vari laghetti di pesca sportiva perchè costava poco e dava soddisfazioni, viste le dimensioni; poi qualcuno l’ha anche utilizzato, data la sua somiglianza con il più pregiato pescegatto, come esemplare ittico da allevamento. Quando, però, è stato scoperto che i gusti degli italiani in fatto di pesce erano molto distanti dalla sua carne molto grassa, gli esemplari degli allevamenti sono stati liberati.

Attorno al siluro è nata una fiorente attività di pesca sportiva, con molti appassionati che in barca, o stando sulle rive soprattutto del Po (ma da qualche tempo anche dei laghi di Mantova formati dal Mincio), tendono la loro lenza a caccia del mostro. Come i gemelli Ferrari che dopo aver catturato il siluro gigante lo hanno liberato. Molti esemplari di siluri si trovano anche nel vicino Mincio e pure nel lago di Garda.

Sulla cattura di questo esemplare straordinario abbiamo chiesto un commento ad un noto appassionato di pesca di Lugagnano, Enrico Olivo.

“Quando ho visto la foto del siluro, la mia impressione è stata un mix di molto stupore con un po’ di preoccupazione. Mi spiego: pescare un ‘mostro’ simile in acque dolci non è da tutti giorni. Penso che sia una delle prede, per noi pescatori di pesci big d’acqua dolce, più ambita, specialmente per avere un trofeo (foto con il pescato) che ti accompagna per tutta la vita. Però penso anche – spiega Olivo – che un pesce simile si nutre prevalentemente di altri pesci e non solo, anche di uccelli acquatici, per un fabbisogno pari al 10-15% del suo peso e questo è un problema”.

“Di siluri – prosegue Enrico Olivo – ne ho visti alcuni, prevalentemente sul Po, anche di più grossi di questo. Nel Mincio ne ho visti alcuni superare abbondantemente i 90 kg. Sul lago di Garda non ne ho mai visti anche perché è molto più difficile pescarli, visto la grandezza, ma ho amici pescatori che ne hanno pescati diversi. Sul fatto che sia stato liberato mi trovo completamente contrario. Io mi classifico come pescatore di big carpe utilizzando il sistema di pesca Carpfishing dove una volta pescata la carpa viene fatta la foto ricordo e rilasciata con estrema cura. Rispetto anche il pescatore di siluri, le foto ricordo saranno notevoli, ma se penso ai danni che può provocare… un siluro simile ti mangia una carpa da 10/15 kg in un boccone!”

“Ho sentito che i pescatori che hanno pescato quel siluro sono stati multati per averlo liberato: su questo tema io sono molto solidale con questi pescatori. Purtroppo le regole della Provincia di Verona, come a Mantova, stabiliscono che chi pesca siluri deve smaltirli a proprie spese e non liberarli… Immaginiamo di smaltire un pesce di un quintale e mezzo: dove lo portiamo!?! Facciamo una festa di paese dove viene offerto pesce da mangiare? Che poi, considerandolo dal punto di vista alimentare, si fatica a parlare di ‘pesce’: io – conclude Olivo – il siluro l’ho mangiato un paio di volte e a dir la verità mi sembrava più di mangiare carne di pollo!”.

 

La Redazione
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