Nel libro del Baco la ricostruzione di come funzionò a Sona il “Progetto quota 90” di Mussolini per rendere competitiva la Lira

Un tema centrale, che consente di capire come influì il Regime Fascista sulle vicende di un piccolo Comune con poco più di 5mila abitanti qual era Sona, è quello relativo alle vicende finanziarie ed economiche.

Anche di questo si tratta approfonditamente nel terzo volume storico “Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona: Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia (1926-1951)”, scritto dagli storici del Baco Renato Salvetti, Luigi Tacconi, Mario Nicoli e Valentino Venturini, in distribuzione da qualche giorno.

La Lira italiana, già molto indebolita dall’inflazione degli anni successivi alla costosa vicenda bellica del Primo Conflitto Mondiale, a partire dal 1925 iniziò a subire le conseguenze di una ripresa economica che stentava a partire a fronte di Paesi più virtuosi come l’Inghilterra, perdendo in continuazione valore sui mercati.

Mussolini decise di intervenire drasticamente, come solamente un Regime può fare, per rendere competitive sui mercati internazionali le produzioni italiane. Venne chiamato Progetto quota 90, un programma lanciato per riequilibrare il valore della Lira rispetto alla Sterlina inglese, moneta di riferimento del periodo. La Sterlina inglese valeva sui mercati finanziari 153 Lire italiane quando il Duce, in un famoso discorso tenuto a Pesaro del 1926, lanciò un articolato programma per portarla, appunto, a livello 90.

A Sona le decisioni conseguenti si trasformarono in ripetute riduzioni di stipendi e salari, che il volume storico del Baco dettagliatamente registra, relative ai dipendenti pubblici. I dipendenti del Comune si videro ridotti i livelli retributivi mediamente del 20% in quattro momenti successivi, tra il dicembre 1927 ed il maggio 1934, con gravi ripercussioni sulle loro economie familiari.

Il terzo volume edito dal Baco sulla storia di Sona.

Non fu l’unica decisione assunta dal Regime. Per ottenere disponibilità finanziarie, invitò i Podestà ad acquistare i nuovi Buoni del Tesoro trentennali al 3,5% del “Prestito Littorio” che, al termine del Secondo Conflitto Mondiale, risultarono letteralmente carta straccia.

Il Podestà di Sona, in uno slancio patriottico non comune, aderì a tale iniziativa, mettendo in vendita varie proprietà comunali fra cui, nel 1933, il fondo Rugola, un ampio territorio agricolo collinare nel capoluogo, ceduto a suo tempo gratuitamente al Comune dal benefattore Annibale Romani per il sostentamento dell’asilo, ed i diritti di decima.

A partire dal 1936 l’inflazione, messa momentaneamente sotto controllo, iniziò a salire vorticosamente (dal 7,55% del 1936 al 16,69% del 1940 al 67,76% del 1943 al 344,47 % del 1944), a causa delle sanzioni economiche comminate all’Italia dalla Società delle Nazioni per l’occupazione dell’Etiopia e dal riarmo resosi necessario per la previsione di un possibile conflitto mondiale. La grave situazione che si creò, costrinse il Governo Mussolini a disporre aumenti di stipendi e salari dei dipendenti pubblici, ben sette fra il 1936 ed il 1944.

Quando il Governo, che era sotto occupazione tedesca nella Repubblica di Salò, dispose l’ultimo aumento il Commissario Prefettizio di Sona segnalò che non disponeva dei necessari fondi per provvedere, chiedendo lumi su come procedere.

Nel lavoro di trascrizione delle informazioni storiche raccolte, abbiamo cercato di riportare fedelmente quanto l’archivio comunale ci ha fornito sul periodo, senza aggiungere commenti o considerazioni, nella convinzione che il lettore, se vorrà, potrà farlo seguendo i percorsi informativi segnalati sulle 352 pagine di testo, che sono corredate da 400 riproduzioni di documenti originali quali manifesti, deliberazioni e lettere, oltre a decine di foto in buona parte inedite, fornite da cittadini sonesi. Nella foto sopra il manifesto con il quale nel 1935 il Prefetto di Sona assume uno stradino.

Il volume può essere acquistato nei seguenti punti di distribuzione:

  • Edicola Castioni, via Cao Prà 30, a Lugagnano.
  • Edicola Mancalacqua, via Mancalacqua 31 a Lugagnano.
  • La Cornice di Salvetti Elena, via di Mezzo 8 a Lugagnano.
  • L’Edicola Troiani presso il Centro Commerciale La Grande Mela.
  • Studio Fotografico Mario Pachera, via Cao Prà 20, a Lugagnano.
  • Cartolibreria Villaboni, via IV Novembre 24 a Palazzolo.
  • Edicola L’Arcobaleno di Zaramella Nadia, via Celà 5 a San Giorgio in Salici.
  • Edicola El Giornal di Venturi Elisa, piazza Roma 3 a Sona.
  • Alimentari Cherubini, piazza Vittoria 1 a Sona.
Valentina Farina
Classe '95 e originaria di San Giorgio in Salici, è cresciuta con la passione per la scrittura e l'amore per lo sport, soprattutto la pallavolo. Nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e giornalismo all’Università di Verona, e dopo aver lavorato diversi anni come bibliotecaria, oggi prosegue, in campo professionale, sulla strada dell'informazione.