Nel 1933 il Sindaco di Sona sanzionò alcune famiglie perchè non mandavano i figli a scuola. Anche il tema dell’istruzione nel terzo volume storico del Baco

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Il tema della scuola e dell’istruzione pubblica fu un argomento che interessò molto il Regime Fascista, che prese il potere in Italia nel 1922.

Il problema dell’analfabetismo a Sona era ancora ben presente, se una nota del Comune al Provveditore Scolastico del 12 dicembre 1927 segnalò che “gli analfabeti erano il 18% della popolazione ed ove sono in maggior numero è la frazione di Palazzolo”. 

Anche di questo si tratta approfonditamente nel terzo volume storico “Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona: Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia (1926-1951)”, scritto dagli storici del Baco Renato Salvetti, Luigi Tacconi, Mario Nicoli e Valentino Venturini, in distribuzione da qualche giorno. (Nella foto sopra, seconda elementare a San Giorgio in Salici nel 1938).

Nonostante la legge 242 del 18 giugno 1902 vietasse l’ammissione al lavoro di bambini con meno di 12 anni, alcuni venivano utilizzati come garzoni presso famiglie a scapito della scolarità. Il 28 maggio 1933 le maestre del Capoluogo inviarono al Podestà una missiva che segnalava che due bambini frequentanti la terza elementare “per ovviare in parte alle critiche condizioni della famiglia erano stati messi a servizio presso famiglie terze. Per questa ragione i due bambini, che facevano i garzoni, erano costretti a trascurare l’attività scolastica. Si richiedeva un intervento per convincere i datori di lavoro dei due bambini a lasciare loro, oltre che a frequentare le lezioni, anche il tempo per il compimento dei doveri scolastici”.

Il Podestà avviò un controllo, appurando che in effetti alcuni bambini non frequentavano la scuola con regolarità: dodici erano del Capoluogo, quattro di San Giorgio in Salici e cinque di Palazzolo.

Decise quindi di sanzionare i genitori con una contravvenzione di 2 Lire, come prevedeva la legge. L’intervento ottenne l’effetto di convincere i genitori a far frequentare ai propri figli le lezioni scolastiche, alcuni dopo aver versato l’importo della contravvenzione, altri ottenendo di non pagare inviando i figli a scuola con tempestività.

Il Regime, peraltro, utilizzava la scuola per indottrinare i ragazzi a favore dell’ideologia fascista. I libri forniti dalle scuole erano infatti predisposti per creare consenso al Regime.

Il testo del libro della terza classe elementare, pubblicato dalla Libreria della Stato, ne è un esempio. Iniziava descrivendo le qualità morali e di capacità di guida del Re Imperatore e del Duce del Fascismo e Capo del Governo, e proseguiva illustrando le caratteristiche del saluto Romano quale “gesto di nobiltà”. Spiegava poi il significato ed il valore del sabato fascista ricordando che era “la festa dell’alleanza tra le armi ed il lavoro, celebrata da tutto il popola italiano ogni vigilia del giorno consacrato al Signore”.

Il testo riportava molti brani, anche in poesia, di Gabriele D’Annunzio e di poeti e scrittori contigui al Regime che esaltavano i valori del sacrifico e dell’eroismo, e parti di canti della Rivoluzione fascista e di guerra. Inneggiava alle “battaglie dei Legionari” per la conquista dell’Abissinia, e descriveva il significato della Marcia su Roma.

Illuminante anche la circolare che il Prefetto di Verona in data 29 maggio 1933 inviò ai Podestà ed ai Commissari Prefettizi con oggetto le Biblioteche Popolari. La nota segnalò che il Ministero dell’Educazione Nazionale aveva informato di “aver avuto sentore che nelle Biblioteche Popolari si danno in lettura libri che trattano argomenti sociali o di contenuto romantico, a sfondo politico-sociale, ma sostanzialmente antifascista”. Si sollecitava un attento controllo sugli acquisti dei libri “allo scopo di evitare che siano date in lettura opere che, anche sotto l’ingenua veste di racconti romantici, siano tali da inoculare negli animi principi e sentimenti contrari alla dottrina ed alle direttive del Regime”.

Molte le iniziative per raggiungere l’obbiettivo di conquistare le nuove generazioni all’ideologia Fascista.

La Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) che inglobò l’Organizzazione dei Fasci Giovanili di Combattimento (giovani dal 18 ai 21 anni) e l’Opera Nazionale Balilla (per giovani di ambo i sessi dai 6 ai 17 anni) fu istituita con lo scopo di “accrescere la preparazione spirituale, sportiva e militare dei ragazzi italiani fondata sui principi dell’ideologia del Regime”.

Nel 1941 fu pubblicato un volumetto di propaganda di 44 pagine, “Il Vademecum del Fascista”, che ricordava i doni “inestimabili” concessi da Dio al nostro popolo: “l’essere: Cristiani, Italiani, Fascisti” ed annunciava importanti ed insistenti i richiami alla necessità di lottare per il Regime fino al sacrificio della vita.

Con la caduta del Regime il problema scolastico fu messo sotto controllo dal Governo Militare Alleato, che cercò di modificare la situazione con la confisca dei libri di testo di stampo ideologico. Venne proibito il possesso di qualsiasi libro o materiale stampato, scritto o emanato da o per il Partito Fascista. Tutti i libri di testo per le scuole elementari che rientravano nella suddetta proibizione dovevano essere inviati dalle librerie ai Sindaci entro due settimane. Per alcuni testi era sufficiente privarli di alcune pagine indicate in un apposito elenco. Il Sindaco dovevano conservare i materiali ricevuti in attesa di disposizioni.

Il Prefetto era tenuto ad inviare al Commissario Provinciale l’elenco dei negozi avvisati e segnalare quali provvedimenti erano stati presi per controllare che l’ordine fosse eseguito.

Notizie più dettagliate sull’argomento sono fornite nel terzo capitolo del libro edito dal Baco, del quale vi abbiamo fornito alcuni spunti. Il volume si compone di 352 pagine, corredato da 400 riproduzioni di documenti originali quali manifesti, deliberazioni e lettere, oltre a decine di foto in buona parte inedite, fornite da cittadini sonesi.

Il volume può essere acquistato nei seguenti punti di distribuzione:

  • Edicola Castioni, via Cao Prà 30, a Lugagnano.
  • Edicola Mancalacqua, via Mancalacqua 31 a Lugagnano.
  • La Cornice di Salvetti Elena, via di Mezzo 8 a Lugagnano.
  • L’Edicola Troiani presso il Centro Commerciale La Grande Mela.
  • Studio Fotografico Mario Pachera, via Cao Prà 20, a Lugagnano.
  • Cartolibreria Villaboni, via IV Novembre 24 a Palazzolo.
  • Edicola L’Arcobaleno di Zaramella Nadia, via Celà 5 a San Giorgio in Salici.
  • Edicola El Giornal di Venturi Elisa, piazza Roma 3 a Sona.
  • Alimentari Cherubini, piazza Vittoria 1 a Sona.