Negrar, ruspe sulla collina per fare spazio alle vigne: tre persone denunciate

Una collina che cambia forma, la vegetazione rimossa e al suo posto una serie di terrazzamenti ricavati lungo un terreno scosceso. È questa la scena che si sono trovati davanti i Carabinieri Forestali del N.I.P.A.A.F. di Verona durante una delle attività di controllo condotte nelle ultime settimane sul territorio della provincia.

Siamo nel comune di Negrar, nel cuore di una delle zone vitivinicole più conosciute del Veronese. Ed è proprio la vite il punto attorno al quale ruota l’intera vicenda.

Secondo quanto ricostruito durante gli accertamenti, infatti, lo sbancamento avrebbe dovuto permettere di aumentare di quasi un ettaro la superficie coltivabile, destinandola alla produzione di Valpolicella Classico. Un intervento consistente, quindi, non una semplice sistemazione del terreno, effettuato peraltro in un contesto particolarmente delicato dal punto di vista ambientale.

L’area interessata si trova infatti in prossimità della Zona Speciale di Conservazione “Val Galina e Progno Borago”, tutelata dalla Direttiva Habitat 92/43/CE, ed è inserita in un territorio nel quale possono sovrapporsi vincoli ambientali, idrogeologici e paesaggistici. Proprio per questo opere di movimento terra, trasformazione dei versanti e modifica della vegetazione sono soggette a regole precise e, nei casi previsti, al rilascio preventivo delle necessarie autorizzazioni.

Da qui sono partiti gli approfondimenti dei Forestali, condotti insieme all’Ufficio Tecnico del Comune di Negrar e alla Polizia Locale.

Al termine delle verifiche sono state deferite tre persone, alle quali vengono contestati, a vario titolo, i reati indicati dagli investigatori come delitti colposi contro l’ambiente, opere eseguite in assenza di autorizzazione e violazioni penali previste dal Testo Unico dell’edilizia.

Accanto al profilo penale sono scattate anche contestazioni amministrative. Proprio per la posizione delle superfici e per il particolare sistema di tutele che grava sulla zona, i Carabinieri Forestali hanno elevato sanzioni per complessivi 3.435,33 euro.

Il caso di Negrar fotografa un equilibrio sempre più delicato in territori dove agricoltura, paesaggio e valore economico della terra si incontrano continuamente. In Valpolicella la coltivazione della vite disegna da secoli colline e pendii, ma proprio la pressione produttiva rende più sensibili gli interventi capaci di modificare in maniera significativa versanti, vegetazione e assetto del suolo.

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Ed è su questo fronte che l’Arma annuncia una presenza ancora più fitta nei prossimi mesi. I controlli interesseranno le aree rurali e boschive della provincia di Verona, con particolare attenzione alla Valpolicella, alla Val d’Illasi e al Parco Naturale Regionale della Lessinia, e proseguiranno anche per tutto il periodo autunnale.

Il filo conduttore resta la tutela di un territorio nel quale la spinta ad aumentare le superfici produttive deve inevitabilmente fare i conti con limiti ambientali, paesaggistici e idrogeologici. Perché una nuova porzione di vigneto può rappresentare produzione e reddito, ma quando per ricavarla è necessario ridisegnare una collina entrano in gioco anche la stabilità dei versanti, la biodiversità e un patrimonio naturale che appartiene all’intera comunità.

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