“Né più di un albero non meno di una stella”, al Giardino di Lugagnano il Banco in una straordinaria interpretazione del “Terramadre Ensemble”

“…di terra” è un album della storica formazione del Banco del Mutuo Soccorso, pubblicato nel lontano 1977. Si tratta di un disco completamente strumentale, perfetta unione di Progressive e Musica Classica, caratterizzato da atmosfere cupe e solenni e ricco di diverse influenze musicali.

Per suonarlo il Banco decise di servirsi anche dell’orchestra sinfonica dell’Unione Musicisti di Roma, diretta dal mitico tastierista del gruppo Vittorio Nocenzi. Da notare che è proprio con questo album che il Banco del Mutuo Soccorso cambia il nome in Banco.

Di Giacomo scrisse per quell’album una poesia potente, della quale i versi costituiscono i titoli dei pezzi che vanno a comporre l’opera. “Nel cielo e nelle altre cose mute, Terramadre, non senza dolore io vivo. Né più di un albero non meno di una stella nei suoni e nei silenzi di terra”.

Un album profondo e, a suo modo, unico nel panorama musicale italiano, che la notte di Ognissanti è stato eseguito a Lugagnano, sul palco del Club Il Giardino, dal Terramare Ensemble.

L’idea artistica della formazione è quella di riportare dal vivo alcune opere rock e pop cadute nel dimenticatoio ma di grande valore artistico. Ne fanno parte Alessandro Cristeli (tastiere), Erik Spedicato (batteria e percussioni), Nicola Monti (contrabbasso e basso elettrico), Eva Pellizzeri (Viola) Silvia Bisin (Violino), Felipe Leon (Violoncello), Andrea Stefanoni (Flauto traverso), Alessio Brontesi (trombone), Oscar Pagliarini (Sax) e Matteo Costanzi (Tromba).

L’occasione della serata al Giardino era quella di finanziare SOS di Sona per l’acquisto di un nuovo monitor multiparametrico utilizzato per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti soccorsi dalle ambulanze dell’Associazione. Il Baco da Seta era media partner del concerto.

A presentare il concerto il padrone di casa, l’istrionico Gianprimo Zorzan, che nell’introdurre il Terramadre Ensemble li definisce, letteralmente, dei pazzi. “Perché solo dei pazzi possono pensare di riproporre un’opera così complessa, che nel 1978 fu eseguita dal Banco in Arena in un mitico concerto assieme all’orchestra sinfonica di Verona”.

Alcuni momenti del concerto. Le foto sono di Renzo De Grandi.

Alla presenza di più di cento persone, i Terramadre Ensemble hanno riproposto a Lugagnano l’album integrale, accompagnati anche da immagini fortemente evocative che venivano proiettate sullo sfondo. Un’esecuzione splendida, tra brani di vera musica classica come “Nel cielo e nelle altre cose mute”, pezzi nei quali il progressive si fa sentire di più come “Né più di un albero non meno di una stella” e brani dove i due generi si fondono, come “Io vivo”. Con forti passaggi di jazz come nella splendida “Terramadre”.

Dopo aver eseguito l’album, i Terramadre Ensamble hanno proposto alcune splendide versioni strumentali di canzoni iconiche del Baco, come “Moby Dick”, “Non mi rompete” e “Il ragno”.

Lo spirito che sta a fondamento questo particolare percorso musicale è stato ben spiegato dall’anima della formazione, il batterista Erik Spedicato, straordinario musicista a cui il Baco ha dedicato un’intensa intervista sul numero in edicola in questi giorni.

Spedicato ha tratteggiato i motivi del riproporre quest’opera, che partono da eventi biografici – gli zii musicisti che l’hanno introdotto, piccolissimo, proprio al genere progressive – e arrivano all’idea di mettere assieme una formazione di eccezionali musicisti per portare sul palco un’opera con la quale in pochissimi hanno osato confrontarsi.

Il risultato si è sentito e apprezzato il 31 ottobre al Giardino. E gli applausi a scena aperta che durante e al termine dell’esecuzione hanno letteralmente travolto i Terramadre Ensemble certificano che quella sfida è stata ampiamente vinta. Se vi capitasse, un concerto da non perdere perchè, come scriveva Honoré de Balzac, “Passione è tutta l’umanità. Senza di essa, la religione, la storia, la letteratura e l’arte sarebbero inutili”.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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