Nasce questa settimana un Centro Aiuto Vita a Lugagnano, servirà le quattro frazioni

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Nasce a Lugagnano proprio questa settimana un Centro Aiuto Vita. Si tratta di una novità importante, di grande impatto sociale. Per iniziare a parlarne abbiamo pensato di sentire uno di coloro che ha lavorato per concretizzare questo progetto: il Parroco di Lugagnano, don Antonio Sona.

 

Cos’è un Centro Aiuto Vita? Da quanto tempo esiste questo tipo di associazione nella nostra diocesi?

Il Centro Aiuto Vita è un’associazione di volontari che si preoccupano di dare appoggio a situazioni di particolare necessità all’interno della diocesi di Verona. L’associazione è nata nel 1979, dopo un referendum sull’aborto, grazie all’impulso del vescovo Giuseppe Amari; nel 1983 è diventato Centro Aiuto Vita Diocesano rappresentando la Chiesa veronese nell’ambito della difesa e del sostegno della vita umana, in particolare di quella nascente. Attualmente i centri sono una decina: Legnago, Villafranca, Desenzano, Bardolino, San Giovanni Lupatoto, Nogara, Caldiero, San Giovanni Ilarione, Monteforte d’Alpone e Valeggio.

 

Come e quando è nata l’idea di costituire un Centro Aiuto Vita a Lugagnano?

Durante la Quaresima 2011 abbiamo cominciato come parrocchia a raccogliere indumenti per il Centro Aiuto Vita diocesano, il quale ci ha fatto la proposta di creare nel nostro paese un nuovo centro. Sono state contattate 44 persone della nostra zona pastorale, le quali sono state invitate a partecipare a cinque incontri di formazione che trattavano principalmente dell’arte dell’ascolto, del caso particolare delle donne emigranti e di alcune testimonianze. Durante questi incontri, con l’aiuto di assistenti sociali e di professoresse specializzate, la diocesi ci ha incitato a dar vita ad un nuovo centro per la vita. Finora hanno aderito a questo progetto 17 volontari (prevalentemente mamme e nonne, ma anche giovani) provenienti da tutte e quattro le parrocchie di Lugagnano, Sona, San Giorgio e Palazzolo. Per il momento siamo solo un gruppo di volontari per la vita della zona pastorale, ma con il tempo, dopo essere riusciti ad acquisire una certa autonomia e ad aver imparato a gestirci, diventeremo un vero e proprio Centro Aiuto Vita.

 

Perché è stato pensato proprio a Lugagnano?

Ѐ stato pensato di creare un centro a Lugagnano perché è un ottimo crocevia geografico, in quanto è molto vicino alla città, sarà il centro più accessibile a Verona.

 

Di cosa si occupa il Centro Aiuto Vita? A chi è rivolto?

Il Centro Aiuto Vita è rivolto alle donne in gravidanza, ai bambini sotto i 3 anni (poiché dei bambini sopra i 3 anni se ne occupa la Caritas), alle famiglie in cui può mancare la figura del padre che hanno bisogno di sostegno economico e sociale. Il Centro Aiuto Vita che nasce nel nostro paese coinvolge non solo Lugagnano, ma tutti i paesi della zona pastorale. I vari centri collocati nelle varie zone operano secondo diverse metodologie; questa nostra associazione si propone sia di dare ascolto e consolazione alle persone bisognose, sia di andare loro incontro in senso materiale, quindi aiutare anche con alimenti, vestiario e ciò che è inerente all’infanzia; per questo, dovremo anche trovare un modo di reperire i fondi per sostenere i bisogni economici. Tuttavia, poiché il centro deve ancora venire realmente ad esistenza e abbiamo solo un progetto, le nostre idee diventeranno un qualcosa di concreto più avanti.

 

Che progetti si intendono realizzare?

Vorremmo riuscire a realizzare la nostra idea di adibire l’aula crocifisso della parrocchia di Lugagnano a sala ricevimento per coloro che hanno bisogno di aiuto. Questa possibilità verrà offerta un paio di mezze giornate alla settimana; durante i ricevimenti, i volontari che ascolteranno le persone segnaleranno i vari tipi di necessità, potendo così avere un quadro chiaro della situazione e operare in maniera migliore. Inoltre, siamo alla ricerca di un magazzino in cui poter sistemare vestiti, cibo e altri beni materiali necessari.

 

Ancora prima di partire il Centro Aiuto Vita di Lugagnano sta già seguendo undici casi, come indicato ieri da don Roberto Tortella, coparroco di Lugagnano, durante la messa del sabato. A testimonianza di come si tratti di un’iniziativa che risponde a reali, e spesso drammatiche, esigenze del territorio.