Quanto guadagna mediamente chi vive nel nostro Comune? Quanti giovani nascono e quanti anziani muoiono? Quante persone ogni mattina escono dal paese per andare al lavoro e quante, invece, arrivano da fuori? Quanto territorio abbiamo consumato, quanti rifiuti produciamo, quante imprese lavorano, quanti soldi sono arrivati con il PNRR, quante opere pubbliche risultano finanziate, quante farmacie ci sono, quante scuole, quanti enti del terzo settore? Domande diverse, apparentemente lontane tra loro. Eppure, messe una accanto all’altra, raccontano una comunità forse più di quanto immaginiamo.
È da questa convinzione che nasce “Il territorio in numeri”, la nuova sezione del Baco da Seta che trasforma una quantità enorme di informazioni pubbliche in un vero e proprio atlante dei Comuni del territorio. Non una pagina di statistiche da consultare una volta e dimenticare, ma uno strumento giornalistico di conoscenza, approfondimento e studio, costruito per mettere ordine nei numeri e soprattutto per permettere di leggerli dentro i luoghi nei quali viviamo.
Il progetto parte da Verona, Villafranca di Verona, Sona, Bussolengo, Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio, Pescantina e Lazise. Ogni Comune ha una propria scheda, con una quantità di dati che difficilmente si riescono a trovare riuniti nello stesso posto e con una struttura pensata per passare rapidamente dalla fotografia generale all’approfondimento.
La prima schermata offre già alcuni indicatori immediati: residenti, età media, reddito medio, occupazione, risorse PNRR assegnate e raccolta differenziata. Ma è scendendo dentro la pagina che il territorio comincia davvero a prendere forma.
C’è anzitutto la demografia, con popolazione maschile e femminile, indice di vecchiaia e di dipendenza, numero dei nati e dei morti, saldo naturale e serie storiche che consentono di capire in quale direzione si sta muovendo una comunità. Non soltanto, quindi, quanti abitanti ha oggi un Comune, ma se sta invecchiando, se continua a perdere popolazione per effetto del saldo naturale e con quale velocità stanno cambiando gli equilibri tra generazioni.
Si entra poi ancora più dentro il territorio attraverso le sezioni di censimento, con il numero delle famiglie, delle abitazioni, degli stranieri e degli occupati e con una mappa che consente di leggere i dati anche su porzioni molto ristrette del Comune.
Poi ci sono famiglie e cittadinanze, il peso della popolazione straniera, il livello di istruzione, la percentuale di laureati e diplomati. E ancora il lavoro: tasso di attività, occupazione, disoccupazione, reddito medio, numero dei contribuenti e imposta netta media. Dati che, letti assieme, consentono di andare molto oltre la semplice impressione e di provare a capire la struttura sociale ed economica di un paese.
Un altro capitolo è dedicato alle imprese, con unità locali, numero degli addetti, dimensione media delle attività e variazioni nel tempo. Poi si apre la porta dei conti pubblici, con entrate e uscite di cassa del Comune, valori per abitante, saldo e patrimonio della pubblica amministrazione.
Particolarmente ricca è la parte sugli investimenti pubblici. Per ogni territorio si possono conoscere i progetti legati al PNRR, le risorse assegnate e il valore per abitante, ma anche entrare nell’elenco concreto degli interventi. Lo stesso vale per le opere censite dalla BDAP, la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche, e per le aggiudicazioni registrate da ANAC. Non soltanto cifre complessive, quindi: dove disponibili compaiono i singoli progetti, il settore al quale appartengono e il loro stato.
Il territorio viene misurato anche fisicamente. Superficie comunale, consumo di suolo, quota minima, massima e media, pendenza, percentuale di territorio più ripido. Accanto a questi indicatori trovano posto quelli ambientali, con raccolta differenziata e quantità di rifiuti prodotti per abitante. I dati provengono, tra le altre fonti, da ISPRA e CNR-IRPI.
L’EDITORIALE DEL BACOTutti abbiamo bisogno di una tazzaPoi c’è una delle fotografie forse più interessanti per comprendere quanto i confini amministrativi siano ormai attraversati ogni giorno dalla vita reale: la mobilità.
Per ogni Comune si possono leggere numero dei veicoli e delle automobili, auto ogni mille abitanti, mezzi più inquinanti, motocicli e autocarri. Ci sono i dati sugli incidenti stradali, con morti e feriti, e quelli sulle nuove immatricolazioni, comprese auto elettriche e ibride. Ma soprattutto viene ricostruito il pendolarismo per lavoro: quanti residenti escono ogni giorno, quanti lavoratori entrano, qual è il saldo e quanto il Comune riesce a trattenere al proprio interno la propria popolazione occupata. Sono indicate anche le principali destinazioni dei residenti e i Comuni dai quali provengono i lavoratori in ingresso, con mappe e schemi dei flussi.
È un dato che sulla carta sembra freddo, ma che racconta invece strade percorse ogni mattina, code, relazioni economiche, poli produttivi, attrattività e dipendenza dai territori vicini.
La sezione entra poi nella vita quotidiana contando plessi scolastici, farmacie, parafarmacie, strutture turistiche e posti letto, anche rapportandoli alla popolazione. Guarda alle infrastrutture digitali con la copertura FTTH, censisce punti di ricarica elettrica e relativa potenza, strade e numeri civici georiferiti, fino agli impianti di distribuzione dei carburanti.
E arriva infine dentro quella parte meno visibile ma fondamentale di ogni comunità: il terzo settore e la cultura, con il numero degli enti iscritti, quelli presenti nel 5 per mille, i beni culturali censiti e quelli visitabili.
La forza della nuova sezione sta anche nelle fonti. I numeri vengono aggregati da banche dati istituzionali come ISTAT, MEF, SIOPE, BDAP, ANAC, ISPRA, ACI, Ministero dell’Istruzione, Ministero della Salute, AGCOM, MIMIT, RUNTS e Ministero della Cultura, attraverso il sistema del Cruscotto Italia e dati.gov.it. Le schede riportano il riferimento temporale dei diversi indicatori e la data di aggiornamento dell’aggregato. Un passaggio importante, perché non tutti i dati vengono prodotti nello stesso momento: un valore demografico può essere riferito al 2026 mentre quello economico, ambientale o sulla mobilità può avere come ultimo riferimento disponibile un anno precedente. La piattaforma rende visibile questa differenza invece di nasconderla.
Ed è proprio qui che il progetto smette definitivamente di essere una semplice raccolta di statistiche. I numeri, da soli, dicono poco. Diventano giornalismo quando permettono di porre domande migliori. Perché un Comune ha più imprese di un altro? Perché qui il reddito medio cresce e altrove no? Quanto pesa davvero l’invecchiamento della popolazione? Un territorio che costruisce molto sta anche consumando più suolo? Dove finiscono i soldi degli investimenti pubblici? Un paese è soprattutto residenziale oppure riesce ad attirare lavoratori dall’esterno? Quanto è forte la sua rete associativa? Quanto turismo riesce ad accogliere?
E soprattutto, i Comuni possono essere confrontati tra loro. È probabilmente questa una delle possibilità più interessanti della nuova area: mettere fianco a fianco territori che spesso raccontiamo separatamente e scoprire somiglianze, distanze e anomalie che altrimenti rimarrebbero nascoste.
“Abbiamo voluto costruire uno strumento che servisse prima di tutto a capire. Nel giornalismo locale raccontiamo ogni giorno decisioni, problemi, opere pubbliche, economia, scuola, ambiente e trasformazioni sociali, ma senza una base di dati si rischia talvolta di fermarsi alle percezioni. Con Il territorio in numeri vogliamo mettere a disposizione di tutti la stessa cassetta degli attrezzi che serve anche a noi giornalisti: numeri verificabili, confrontabili e aggiornati, dai quali partire per fare domande, approfondire e raccontare meglio le nostre comunità”, spiega il direttore del Baco Mario Salvetti.
C’è poi un ultimo elemento che chiude il cerchio. Dentro ogni scheda trovano spazio anche gli articoli pubblicati dal Baco su quel Comune. Il numero incontra così la cronaca, il dato torna alla storia concreta che gli sta attorno: amministrazione, persone, eventi, problemi, opere, politica, associazioni, vita quotidiana.
Perché un territorio non è mai soltanto la somma delle sue statistiche. Ma conoscerle permette di guardarlo con occhi diversi.
Per il Baco questa nuova sezione vuole essere proprio questo: una grande lente puntata sui nostri Comuni, aperta a cittadini, amministratori, studenti, insegnanti, associazioni, imprese, professionisti e a chiunque abbia bisogno di capire meglio il luogo nel quale vive.
Un archivio che non resta fermo, perché le informazioni vengono alimentate dalle fonti istituzionali e aggiornate sulla base degli ultimi dati disponibili. E soprattutto una promessa giornalistica: continuare a partire dai fatti, ma avere sempre più strumenti per capire cosa quei fatti raccontano davvero.
Clicca sul banner qui sotto per accedere alla sezione “Il territorio in numeri”.
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