Museo degli Alpini di Lugagnano: Dal Ministero della Cultura il riconoscimento di un contributo per le spese di allestimento

Un importante e prestigioso riconoscimento arriva al Museo Storico degli Alpini di Lugagnano. La Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura Italiano ha riconosciuto, alla realtà museale delle penne nere della frazione, un contributo al sostegno al mantenimento e allo sviluppo del sito e alle attività in esso svolte.

Il contributo rientra in un bando emanato con il Decreto Ministeriale n. 145/2023 con il quale la Direzione Generale ha pubblicato un avviso per il riparto del fondo per il funzionamento dei piccoli musei previsto dalla Legge di Bilancio del 2020.

“Appena uscito il Bando – afferma il capogruppo Fausto Mazzi – ci siamo subito attivati per accedervi. Abbiamo preparato tutta la documentazione prevista, firmata digitalmente e caricata sul portale del Ministero della Cultura. Nella parte descrittiva del museo abbiamo messo fortemente in luce il fatto che la nostra realtà non è un museo che parla solo della storia militare degli Alpini fine a sé stessa, ma bensì un sito in cui si da ampio spazio anche alla storia delle arti e dei mestieri delle nostre comunità. Gli Alpini che partivano per la guerra – precisa Fausto – erano muratori, falegnami, meccanici, carpentieri, insegnanti e molto altro. E chi aveva la fortuna di tornare sano e salvo avrebbe ripreso la sua occupazione dopo la guerra”.

Il 3 novembre 2023, il Ministero ha pubblicato la graduatoria del bando all’interno della quale, con grande soddisfazione, era presente anche il progetto del Museo della Baita. In buona compagnia per altro, per la Provincia di Verona, con l’Ossario di Custoza, Il Museo Africano e il Museo della Radio Guglielmo Marconi di Verona, il Museo Paleontologico di Roncà.

È un contributo di circa 2.700 Euro che ci aiuterà nelle spese di allestimento che dovremo sostenere quando l’ampliamento sarà finito – precisa Roberto Cristini –. È un buon risultato economico e un’ottima iniezione di energia per tutto il gruppo di lavoro”.

Nelle foto, alcuni scorci del museo.

Il gruppo di lavoro – precisa il capogruppo delle penne nere di Lugagnano – è costituito da nove persone che si stanno occupando di svariati argomenti. Ci incontriamo frequentemente, soprattutto in questa fase in cui stiamo impostando le fondamenta del futuro assetto del museo. Sulla planimetria interna stiamo ipotizzando la dislocazione dei reperti suddivisi per aree tematiche. Vogliamo essere pronti quando l’ampliamento sarà giunto alla conclusione. Abbiamo in dotazione circa 4.000 reperti, altrettanti documenti storici e 3.000 libri. Di materiale ce n’è tanto!”.  

Nel frattempo i lavori, come si può vedere da via Caduti del Lavoro, stanno proseguendo con un buon livello di avanzamento. Le penne nere confidano che possano essere finiti entro qualche mese. Poi si penserà a quando programmare l’inaugurazione ufficiale anche se, una ricorrenza molto importante nel 2025, fa pensare ad un posizionamento dell’evento proprio in primavera dell’anno prossimo: i cento anni dalla fondazione del gruppo Alpini Lugagnano.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino