Morte di Belloni a Lugagnano: il Pubblico Ministero archivia la pratica

Il fatto di sangue aveva sconvolto l’intera comunità di Lugagnano il mattino del 23 maggio 2013: ferito alla testa da un proiettile calibro 22, il 49nne Belloni – molto nota a Lugagnano – era morto dopo tre giorni di terapia intensiva all’ospedale. La tragedia era avvenuta in pieno centro di Lugagnano a casa di un amico, che era anche il proprietario dell’arma responsabile della morte, e questa circostanza aveva costretto gli inquirenti ad aprire un fascicolo a suo carico.

 

Ora, dopo più di un anno, la vicenda si è risolta nei giorni scorsi con un “nulla di fatto”.

 

Il Pubblico Ministero Giuseppe Pighi infatti ha depositato l’istanza di archiviazione del procedimento a carico dell’amico di Belloni. Nessuna responsabilità a suo carico per quel tragico accadimento, accaduto tra l’altro mentre lui non era nemmeno nella stanza.

 

Le indagini sono state molto approfondite e hanno considerato e sviscerato l’intero contesto della vicenda. A partire dai rapporti tra i due amici dai quali è emerso che non c’era alcun dissapore tra loro. 

 

Ora la parola finale per la chiusura e l’archiviazione del procedimento spetta al Giudice per le Indagini Preliminari.