Moria del Kiwi: “la soluzione del problema ancora lontana”. Concesso nel frattempo lo stato di calamità naturale

Molto attesi erano gli esiti del convegno “Moria del Kiwi-campo sperimentale”, organizzato dal Consorzio Kiwi del Garda e che si è tenuto presso il Palapesca, il mercato delle pesche di Sona e Sommacampagna.

Molto attesi perché grande è la preoccupazione dei produttori locali per un problema che veramente non sembra trovare soluzioni.

Presenti al convegno, al quale erano inviati gli operatori del settore agricolo locali, i tecnici dell’Istituto Agrea e del Consorzio di Tutela del Kiwi di Verona. Presenti anche gli Assessori all’agricoltura dei Comuni di Sona e Sommacampagna Catalano e Allegri.

Scopo dell’incontro era quello di illustrare i primi risultati dell’attività di ricerca sperimentale dedicata alla moria del kiwi: interessante sottolineare che il punto nodale della ricerca ha riguardato specificamente la frazione di Palazzolo.

I tecnici dell’Agrea hanno trattato soprattutto delle tecniche di sperimentazione per debellare il fenomeno di disseccamento dell’actinidia, anche se per avere risultati i tempi sembrano dilatarsi. Nel corso del Convegno sono state anche fornite informazioni sulla modalità di presentazione delle domande per la richiesta per lo stato di calamità naturale.

Dalla discussione è emersa la necessità di procedere in parallelo anche con un’indagine metagenomica per individuare altre possibili cause della moria. La metagenomica è un approccio scientifico basato sull’utilizzo di tecniche genomiche moderne per lo studio di comunità microbiche direttamente nel loro ambiente naturale, evitando così il problema del prelevamento e coltivazione in laboratorio.