La televisione, italiana e non solo, è sempre più spesso attenta a programmi di divulgazione sovente affidata a personaggi di indubbio spessore quali Bruno Vespa, Alberto Angela, lo stesso Fabio Fazio, Francesca Fagnani, Vincenzo Schettini, solo per fare i primi nomi che mi vengono in mente, sino ai numerosissimi organizzatori di spazi di vario intrattenimento che rendono popolari i vari social network.
Ma le idee, ragazzi, le idee sono barche destinate a viaggiare nel mare, e non a stare attraccate alle boe per ammirare attonite il profondo mare della vita. E allora ogni tanto arrivano a sorpresa le proliferazioni artistiche di personaggi che hanno nel cuore e nelle viscere lo spettacolo, quello vero.
Quello che ti fa sorridere tutto il tempo, ti fa sentire libero da delimitazioni, ti fa cantare, ballare, saltare, muoverti con un pazzo. Ma non come quei “one man show” a cui siamo anche grati perché qualcosa lo impariamo sempre. Ma quando come su Rai1 metti insieme una triade composta da Gianni Morandi, Stefano De Martino e Lorenzo Jovanotti, ogni equazione quantica decide di andarsene per tornare in un’altra occasione.
Vestiti rigorosamente in camicia tutti e tre con identico pantalone e giacca nera, trasformano la sala giochi televisiva di “Affari tuoi” in un autentico Paese dei Balocchi. Si ride, si canta, si balla e lo si fa “con il pubblico” e “per il pubblico” in una serata di beneficenza con montepremi riservato alla Fondazione Giulia Cecchettin contro la violenza di genere e in difesa dei valori integratori dei diritti umani.
Non c’è copione, eccettuata una evidente giuria tempistica del programma. C’è una battuta divertente dietro l’altra, fatta senza distinzione di intervallo tra gli intrattenitori e gli spettatori, in una alternanza rispettosa e spontanea, una festa dove intoni “l’ombelico del mondo”, “c’era un ragazzo che come me..” o ammiri i balletti dell’elegante De Martino che può benissimo cominciare a collezionare le cartoline di Sanremo.
Il bello di questa coinvolgente e spettacolare trasmissione televisiva è la grande empatia di Jova, Gianni e De Martino che rendono ogni adulto più bambino, e ogni bambino sempre più adulto. Perché loro sono fonti di umanità e leggerezza d’anima vera, per cui portano il loro “io” con una estrema naturalezza, grazie a questo enorme specchio che rende la trasparenza una gioia di purezza cristallina.
La vita sta nelle cose semplici, non in quello che sono io, ma in quello che sei tu. La festa della vita non ha differenze di etnia, sesso, storia, condizione sociale. La vita è un grande spazio dove arriveremo cantando e ballando. Nessuno escluso. Troviamo almeno un momento nelle nostre giornate per ricordarci di questo. Vorrei scommettere che in quel momento saremmo fortissimamente somiglianti al Signore del Cielo, che nel frattempo tiene sempre il suo stereo acceso per essere pronto a ballare con noi.
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