Monti ferma il mega impianto?

Potrebbero arrivare novità importanti dal decreto liberalizzazioni, da qualche giorno approvato dal Governo Monti, per il mega impianto fotovoltaico di fronte alla Grande Mela, l’immensa struttura a pannelli solari che potrebbe sorgere su un’immensa area di 63 ettari, in località Festara all’interno della corte rurale “San Francesco”.

 

Il contestato progetto per la realizzazione dell’impianto si trova già al centro di una disputa legale. Nel corso del Consiglio Comunale del 28 novembre scorso il Sindaco Mazzi aveva informato che “la commissione regionale per la Valutazione dell’Impatto Ambientale VIA la scorsa settimana ha dato parere favorevole alla costruzione dell’impianto. Ma nello stessa settimana la Soprintendenza ha predisposto un nuovo provvedimento dettagliato e ha riproposto la sua opposizione al parco fotovoltaico, riapponendo il vincolo che lo scorso ottobre il TAR aveva tolto di mezzo”.

La Sopraintendenza dei beni architettonici e paesaggistici di Verona, Rovigo e Vicenza chiede di impedire l’intervento edilizio con l’obbligo del mantenimento della destinazione agricola dell’area, perché, tra l’altro, altererebbe il paesaggio e l’ambiente della zona, che ricade all’interno del Paque, Piano d’area Quadrante Europa. “Siamo quindi nel mezzo di una situazione complessa, che certo non si risolverà in tempi brevi”, aveva concluso il Sindaco in Consiglio Comunale.

 

Ora si scopre che il decreto liberalizzazioni del Governo Monti contiene una norma – l’art. 65 – che sancisce lo stop agli incentivi statali per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole.



Una norma tra l’altro ben accolta dalla Coldiretti che sottolinea come la rapida espansione di questi impianti pone seri interrogativi di carattere ambientale e paesaggistico, oltre che economico e produttivo, in un Paese come l’Italia dove negli ultimi 40 anni sono andati persi quasi 5 milioni di ettari di superficie coltivata

 

“Il Decreto – sottolinea a tale proposito il Presidente della Coldirettipone un giusto freno alle speculazioni sui terreni provocata dalla diffusione selvaggia del fotovoltaico che ha fatto impennare i prezzi della terra su valori insostenibili per gli imprenditori agricoli”.



L’unica perplessità è legata a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 65 citato e cioè che il decreto non si applicherebbe a quei progetti che abbiano già “conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del presente decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la medesima data, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto”.