Misure e lavori di un tempo

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Per il terzo anno il Gruppo anziani di Sona organizza una mostra retrospettiva in occasione della Festa del ringraziamento della parrocchia di S. Salvatore. Dopo gli oggetti e gli arredi della casa e “La dote della nonna” quest’anno saranno esposti nei locali parrocchiali, le bilance, le misure di volume dei prodotti agricoli, gli attrezzi e le illustrazioni di alcuni lavori contadini come l’allevamento del baco da seta e l’aratura.

 

La bilancia è uno strumento basato sul principio della leva, con i tre punti del fulcro della resistenza e della potenza, che è stato applicato in vario modo a dei congegni usati per stabilire delle quantità certe nel commercio dei vari prodotti. Era già nota agli antichi Egizi che ci hanno tramandato il modello di una bilancia con un “giogo” avente il fulcro di sospensione al centro, i bracci uguali e i piatti sospesi alle estremità e che è stato usato nel tempo fino ad oggi. Nelle bilance a bracci uguali con piatti sospesi in alto o dal basso, su un piatto si mettono i “pesi” e sull’altro il prodotto da pesare fino a raggiungere l’equilibrio. Nelle bilance a bracci diseguali i vari pesi sono sostituiti da uno solo detto “romano” o“marco” che è scorrevole sul braccio lungo che è un’asta graduata. Ma le bilance possono assumere forme e nomi diversi a seconda dell’uso e dei prodotti da pesare. Nella mostra vengono esposte bilance ad uno o due piatti per usi diversi, stadere, bascule o “bassacune”.

 

Certi prodotti agricoli, venivano un tempo ma anche oggi venduti a volume e nella mostra sono presenti il “minale” usato per i cereali e le varie “misure” per il latte, il vino e l’olio.

 

L’operazione di pesare o misurare la merce è assai delicata e i compratori possono essere ingannati sul peso o la misura, ( infatti c’è il detto”otto etti a tutti, nove etti a qualcuno, un chilo a nessuno”), ma la legge ha stabilito per i commercianti una verifica periodica da parte dell’Ufficio Metrico Provinciale con il controllo e la bollatura degli strumenti.

 

Un settore della mostra è dedicata all’allevamento del baco da seta, diffusissimo nel nostro comune nell’ottocento fino al secondo dopoguerra e all’avvento delle fibre artificiali, con l’illustrazione fotografica delle varie fasi e con l’esposizione di utensili quali i “taoloni” di cannuccia, la taglierina per le foglie di gelso, la “spelarina” per togliere la “spelaia” dai bozzoli, che erano detti “galète” in dialetto.

 

Un altro settore illustra con testi e fotografie l’aratura del terreno, operazione necessaria che precede la semina, quando l’aratro era trainato dagli animali, con l’esposizione di un giogo e di un vecchio aratro di marca Oliver.

 

La mostra sarà visitata anche dagli scolari delle scuole elementari e sarà aperta i sabati e le domeniche fino  al 2 dicembre, mentre per i giorni feriali su appuntamento telefonando al 0456081318. Come già l’anno scorso alcuni nonni andranno nelle classi terze della scuola elementare di Sona per rispondere alle domande degli alunni sulla vita dei contadini del passato, integrando così dal vivo quanto insegnato dalle maestre.