Messa in latino a Sona

Ascolta questo articolo

Consentire la celebrazione di una messa con il rito tradizionale latino durante la sagra di Sona. Questa è la richiesta presentata alla Curia dal sindaco, e neo assessore provinciale, Gualtiero Mazzi, che ha inviato una lettera direttamente al vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti (oltre al parroco, don Bruno Zuccari, e alla Pontificia commissione «Ecclesia Dei» di Roma) per chiedere la possibilità di celebrare nella chiesa parrocchiale almeno una messa con il rito tridentino nel corso della sagra di settembre.

 

La domanda era stata inviata già nel novembre del 2007 da un gruppo di una quarantina di fedeli, tra cui lo stesso Mazzi, che aveva richiesto al vescovo e ai parroci di Sona, Lugagnano, Palazzolo e San Giorgio in Salici di concedere la celebrazione della messa con il rito latino (che al momento si esegue solo a Verona).

 

La richiesta era partita dopo l’emanazione da parte di Papa Benedetto XVI del motu proprio «Summorum Pontificum» che dà la possibilità di celebrare la messa in latino. Nel frattempo, visto che dalla Curia non arrivava alcuna risposta, nel luglio dello scorso anno Palmarino Zoccatelli, uno dei rappresentanti del gruppo di fedeli che avevano inviato la richiesta, chiese, ottenendolo, un incontro con il vicario generale, monsignor Giuseppe Pellegrini.

 

«Quest’ultimo», spiega il sindaco nell’ultima lettera inviata al vescovo, «rassicurò Zoccatelli che si stava valutando la situazione anche a fronte di altre richieste pervenute e che si era in attesa da parte della Santa Sede di direttive specifiche su come interpretare la lettera apostolica “Summorum Pontificum”. Da allora però non è giunta alcuna risposta ufficiale da parte della Curia».

 

«Quello che chiediamo», sottolinea Mazzi, «è che venga presa in considerazione la questione. Non pretendiamo che ci sia una messa in latino ogni settimana o, comunque, che diventi un appuntamento fisso, ma almeno che sull’argomento venga data una risposta, anche estemporanea.

 

«La sagra paesana», continua Mazzi, «potrebbe essere l’occasione giusta per dare un segnale in tal senso (a celebrare l’eventuale messa potrebbe essere o lo stesso parroco o don Wilmar Pavesi, già incaricato dalla Curia o un altro sacerdote idoneo o disponibile, secondo orari e modalità da stabilire). Sono sicuro che la Curia risponderà in tempo per la sagra. Quel gruppo di fedeli attende una risposta».

 

Sulla stessa lunghezza d’onda Zoccatelli che aggiunge: «L’obiettivo della richiesta è anche quello di mantenere vivo il rito tradizionale». Secondo Zoccatelli a questo aspetto si aggiunge un problema di tipo logistico. «Chi vuole seguire la messa secondo il rito tridentino deve per forza andare la domenica a Verona, nella chiesa di Santa Toscana, alla funzione delle 11. In questo modo chi abita in provincia deve fare decine di chilometri per partecipare alla messa. In altre parti d’Italia, come in Liguria, la celebrazione della messa con il rito tradizionale è concessa in molte parrocchie e con minori restrizioni. Non vedo perché non si possa fare altrettanto qui. Che sia Sona o un altro paese non importa. Basta che anche in provincia, almeno nelle vicarie, ci sia la possibilità di seguire la messa in latino. Speriamo che la Curia ascolti il nostro nuovo appello e ci dia una risposta».

 

Al momento nessuna risposta ufficiale è arrivata, né dalla Curia né dalla parrocchia di Sona. «Finora qui non è arrivato nulla», si limita a dire il parroco, don Bruno. «Sulla questione non commento. Quando riceverò la lettera risponderò direttamente al sindaco».