Messa in latino a Sona?

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Lunghi periodi di silenzio, un messalino bilingue, sacerdote rivolto «ad Deum», comunione in ginocchio alla balaustra: sono solo alcune delle caratteristiche della Messa Tridentina che fa riferimento al Messale con cui San Pio V, nel 1570, codificò la liturgia dopo il Concilio di Trento.

 

Il Messale venne rivisto nel 1962 da Giovanni XXIII, e fu Paolo VI, nel 1970, ad adattarla alle necessità dell’epoca. La Messa tridentina, infatti, venne celebrata dal 1570 al 1969. Non venne mai abrogata, ma venne concessa la deroga, poi diventata consuetudine, a celebrarla anche nelle lingue locali. Il bisogno dei tradizionalisti di tornare all’antico rito venne raccolto già da Papa Giovanni Paolo II, nel 1984 e nel 1988. Benedetto XVI ci è tornato su prevedendo che «nelle parrocchie, in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962».

 

Così, se a Vicenza, da sempre, la chiesa di San Vincenzo ospita la celebrazione della messa domenicale in latino, a Verona ciò accade a Santa Toscana e ci sono richiste per Novaglie, Sona, Palazzolo di Sona, San Giorgio in Salici e Lugagnano.