Medi@Vox: Un nuovo anno di lavoro (e nuove sfide da affrontare) per la redazione del Liceo Medi

Una parola riassume e definisce il giornalismo: La parola è incontro. Come ben spiega Giovanni Santambrogio, il lavoro del giornalista è sempre un incontro: con la realtà che irrompe in redazione, con i fatti che accadono, con le persone coinvolte negli avvenimenti, con uomini e donne che diventano personaggi per un giorno o per una vita, con le idee dei singoli o dei gruppi, con i potenti o con i miserabili, con la violenza della guerra o con l’eroismo dei piccoli gesti, con il dolore innocente e con la brutalità, con le ideologie e con la fede, con la ricerca della scienza e con le domande della cultura, con la passione dell’amore e con la gioia di un campionato vinto.

Ogni notizia presuppone un incontro per capire, per acquisire particolari, per avere di che scrivere e raccontare. Si può anche dire che non c’è notizia senza incontro: è il giornalista che seleziona cosa prendere e cosa gettare della commedia e della tragedia umana.

Partendo proprio da questo concetto fondamentale, ha preso il via il laboratorio di giornalismo che per il corrente anno scolastico ho il vero privilegio di condurre presso lo storico Liceo Medi di Villafranca, assieme alle professoresse Claudia D’Arcamo e Carmen Santi.

Un laboratorio che si snoderà lungo l’intero anno scolastico, fino a maggio, e che vede già formata e pronta a lavorare una redazione di dodici ragazze e ragazzi del triennio, che chi vorrà leggerci imparerà a conoscere su queste pagine virtuali attraverso interviste, editoriali e servizi che, di volta in volta, ciascuno di loro firmerà con il proprio nome, il proprio impegno e la propria originale – e quindi preziosa – visione del mondo.

La nostra sarà necessariamente e volutamente una redazione iperlocale, in quanto si occuperà quasi esclusivamente dei temi dell’ecosistema scolastico del Liceo Medi. Ma il giornalismo iperlocale non deve essere avvertito come una forma minore di giornalismo, anzi. Come certificato ad esempio da uno studio del Pew Internet & American Life Project, negli Stati Uniti il giornalismo iperlocale sta diventando la fonte primaria di notizie legate alla propria dimensione, territoriale o culturale, legate al quartiere o alla città di residenza. L’informazione iperlocale è più vicina alle persone e, in genere, riflette realmente gli interessi e i punti di vista di una comunità. Ed esiste una comunità più interessante di una popolazione scolastica?

Nel corso del primo incontro del 20 ottobre scorso le ragazze ed i ragazzi di Medi@Vox – questo lo storico nome della redazione del Medi – hanno già saputo spiazzarmi, ponendo questioni che sono andate oltre le mie domande e indicandomi possibili percorsi a cui non avevo pensato. A questo serve credere nei giovani, di questo abbiamo bisogno. Leggeteci, ne varrà la pena.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.