Medaglia d’argento ai campionati italiani cross per Francesca di Palazzolo (e un anno Covid di grande impegno)

Francesca Tommasi di Palazzolo, classe 1998, che avevamo già intervistato un paio di anni fa, è una studentessa di medicina all’università di Verona e una campionessa di cross, che quest’anno è passata dalla categoria under 23 alla categoria senior e che oggi ci racconta dei suoi ultimi traguardi, una medaglia d’argento ai campionati italiani, e di come sta vivendo il suo sport durante l’emergenza Covid.

Francesca, raccontaci di come e quando si sono svolti i campionati italiani di cross e dell’importante risultato che hai raggiunto.
I campionati italiani di cross, una corsa campestre di 8 km, si sono tenuti il 14 marzo a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Quest’anno mi sono trovata in una situazione un po’ particolare perché stavo ancora uscendo da un infortunio molto lungo, un problema al calcagno che non mi ha permesso di correre seriamente per circa otto mesi. Ho ripreso a correre solamente un mese prima dei cross, per cui era veramente da poco che mi allenavo. Durante l’infortunio mi ero comunque tenuta allenata con attività alternative, come la bicicletta o la palestra, ma il vero e proprio allenamento che seguo normalmente prima di una gara non avevo avuto modo di farlo a causa del piede. Sono comunque riuscita a mettermi in forma e, anche se non ero al massimo, sono arrivata seconda. Durante tutta la gara sono sempre stata in testa, ma purtroppo ho perso la volata agli ultimi 100 metri e ho concluso la gara raggiungendo il secondo posto. Devo dire che sono stata comunque molto contenta perché, nonostante il recente infortunio e la breve preparazione, mi sono guadagnata la medaglia d’argento, sfiorando per tre secondi il primo posto. Mi mancava moltissimo gareggiare!

Quando è stata la tua ultima gara prima dei cross di marzo?
La mia ultima gara l’avevo fatta nel giugno del 2020 in Svizzera, era una corsa su pista, ovvero i 5.000 metri, che sono la mia specialità. In quell’occasione avevo raggiunto un traguardo importante, perché ho concluso la gara in 15 minuti, 37 secondi e 13 decimi, battendo il record della gara su pista risalente al 1.989 e diventando la miglior prestazione italiana under 23.

Dopo i cross italiani di marzo hai partecipato ad altre gare?
Dopo i campionati di cross ho partecipato ad una gara di corsa campestre che si è tenuta in provincia di Milano. Non è un campionato, ma una gara a sé stante, che si chiama Campaccio, alla quale hanno partecipato atlete da diversi paesi, soprattutto africane come kenyane ed etiopi. Sono stata molto soddisfatta di com’è andata perché sono arrivata prima tra le italiane e sesta assoluta, per cui ho ottenuto un buon risultato.

Torniamo un po’ indietro: come hai affrontato l’anno scorso? Sei riuscita ad allenarti comunque?
Ti dirò che il lockdown dell’anno scorso è stato il periodo in cui mi sono allenata meglio in tutta la mia vita. Il motivo principale è stato perché non ho subito infortuni per qualche mese, cosa che per me è un po’ anomala, in quanto normalmente mi infortuno piuttosto spesso. Il secondo elemento che mi ha permesso di allenarmi bene è stata la fortuna di abitare in campagna. Infatti, l’anno scorso, all’inizio del lockdown, ho chiesto l’autorizzazione al sindaco per poter continuare con i miei allenamenti, per cui anche mentre eravamo in piena zona rossa sono riuscita lo stesso a correre tranquillamente. Inoltre, mi sono attrezzata anche con tapis roulant e alcuni attrezzi da palestra, quindi riuscivo ad allenarmi comodamente anche da casa. L’unica cosa che mi demotivava molto era il fatto che le gare venivano continuamente rimandate o annullate, per cui non avevo un obiettivo da raggiungere, non sapevo mai quando sarebbe stata la prossima gara e per un’atleta non è facile allenarsi a vuoto, senza prospettive. Nonostante ciò, devo dire che sono riuscita ad allenarmi serenamente e in tranquillità.

Come si svolgono gli allenamenti e le gare da quando stiamo affrontando l’emergenza Covid?
Il mio è uno sport individuale, per cui mi alleno spesso da sola con il mio allenatore, quindi la mia routine di allenamento non è cambiata di molto. Mentre per quanto riguarda le gare, chiaramente, ci sono stati dei cambiamenti: prima di tutto, non c’è il pubblico vicino al percorso gara e ci sono distributori di igienizzanti ovunque. Inoltre, noi atlete siamo obbligate ad indossare la mascherina alla partenza, quando siamo particolarmente ammassate, e dobbiamo tenerla fino ai primi duecento metri di gara, quando iniziamo a spalmarci un po’ e allora possiamo abbassarcela al mento o legarcela al braccio. Poi, appena si arriva al traguardo, siamo tenute ad indossarla nuovamente. Un altro aspetto che è variato è il fatto di non potersi dare la mano, di non potersi abbracciare alla fine della corsa. Abbiamo dovuto sostituire un gesto che prima era totalmente normale, spontaneo e caldo, con un freddo tocco gomito contro gomito. Infine, non possiamo usufruire degli spogliatoi, pertanto non ci è possibile farci la doccia dopo la gara.

Quali sono i tuoi appuntamenti e obiettivi futuri?
Per ora non ho dei veri e propri appuntamenti futuri, perché purtroppo sono ancora alle prese con il problema al piede. Ma posso dire che l’obiettivo più prossimo sono i campionati italiani su pista che si svolgeranno a fine giugno. E naturalmente intendo continuare a dare gli esami all’università.

A proposito di università, come stai coordinando lo studio e gli allenamenti? Trovi del tempo per rilassarti?
Per me studio e corsa si compensano, sono uno il complemento dell’altro. Studiare mi permette di distrarmi dalla fatica fisica, correre mi consente di staccare la spina dall’università. È il giusto equilibrio che mi sprona a dare il massimo in entrambi gli aspetti: vincere le gare e mantenere la media del 29,4 alla facoltà di medicina. Tra i vari impegni di studio e corsa, riesco a trovare del tempo libero, che mi piace trascorrere dilettandomi in cucina. Mi diverto a scoprire nuove ricette e adoro preparare soprattutto i dolci.