Massimo Pericolo al MAG di Sona. Una mamma: “Abbiamo perso l’occasione per dare un messaggio forte”. Il Vicesindaco: “No, siamo in prima linea contro le devianze”

E’ iniziato a Sona, con grande partecipazione di pubblico soprattutto giovane, l’edizione 2019 del MAG, organizzato da Röcken & Emporio Malkovich e che si tiene Villa Trevisani Romani, da martedì 20 a sabato 24 agosto. “MAG – Musica Arte Giovani” è una piattaforma ormai collaudata che promuove i linguaggi espressivi dell’arte contemporanea legati a musica e arte, attraverso un evento della durata di cinque giorni.

Come da tradizione, ricchissimo il programma musicale. Ed è stata proprio l’annunciata presenza nella serata di venerdì di “Massimo pericolo” a creare ad inizio agosto una certa polemica, a seguito della richiesta al Sindaco da parte di Progetto Nazionale che venisse tolto il patrocinio all’evento a causa dei contenuti delle sue canzoni, che spesso parlano dell’uso e dello spaccio di droga. Richiesta che successivamente era stata condivisa anche dalla Lega di Sona e da “Verona domani per Sona”.

Una polemica che aveva portato il Sindaco di Sona a mantenere il patrocinio, alla luce dell’importanza dell’evento, ma a prendere le distanze dai messaggi presenti nelle canzoni del cantante.

Da questa vicenda è scaturito un forte dibattito sul territorio, con anche una raccolta firme da parte di alcuni genitori per chiedere che il Comune facesse un passo indietro sulla questione patrocinio mentre, al contrario, soprattutto sui social in molti hanno trovato risibile l’idea che il testo una canzone possa condizionare le menti dei più giovani.

Al Baco è arrivata in questi giorni una lettera di una mamma di Sona, Ilenia Bertolazzi, che ritiene importante far conoscere il suo punto di vista su questa vicenda. Un punto di vista estremamente contrario alle scelte del Comune. La signora Bortolazzi, tra l’altro, in occasione delle ultime amministrative del 2018 era candidata proprio nelle liste del Sindaco Mazzi, pur poi non risultando eletta.

“Buongiorno – esordisce Ilenia Bertolazzi -, sono mamma di due ragazzi pressoché adolescenti. Ho letto sul Baco da Seta e su alcune testate della polemica sorta per la partecipazione di Massimo Pericolo al Mag festival di Sona e francamente mi auspicavo che la nostra Amministrazione assumesse una posizione netta e coerente in merito alla questione. Purtroppo così non è stato ed ho trovato la decisione di concedere comunque il patrocinio una scelta meramente politica, per non dare soddisfazione a chi la questione l’aveva sollevata”.

“Per come la vedo io – e come me diversi altri cittadini – non è sufficiente una semplice condanna a parole per prendere le distanze, e poi chiudere un occhio (o, meglio, le orecchie!) lasciando di fatto che il patrocinio concesso rappresenti un benestare. Per i nostri giovani servono esempi, buoni esempi. Solo qualche mese fa si è lanciato l’allarme degrado giovanile sul territorio di Sona: vorrei capire come mai, tutt’a un tratto, l’attenzione verso le giovani generazioni passa in secondo piano rispetto all’opportunismo”.

“Non conoscevo questo ‘artista’ (se così si può definire), tuttavia mi sono presa la briga di cercare in rete informazioni ed alcuni testi dei suoi brani. Qualcuno (a fatica!) l’ho pure ascoltato e trovo pazzesco che facciamo salire su un palco, un nostro palco patrocinato dal Comune di Sona, questo personaggio equivoco che è stato in galera per spaccio ed ora inneggia all’uso di droga e di alcolici, al non rispetto delle regole, al disprezzo per le Forze dell’Ordine, al disimpegno nello studio, addirittura al suicidio”.

“Chiaro – prosegue Ilenia Bertolazzi nella lettera al Baco -, saranno le famiglie a far riflettere i ragazzi su contenuti del genere, ma un’Amministrazione ha la responsabilità ed il dovere di pensare a tutti i giovani, anche a quelli che magari una famiglia attenta e presente alle spalle non ce l’hanno. Le parole da sole non bastano a far crescere una coscienza, devono essere supportate dai fatti e da scelte coerenti, perché rappresentano l’oggettività della realtà: nonostante la varietà di ridicole spiegazioni addotte dall’Amministrazione, trovo la decisione del sindaco Gianluigi Mazzi un pasticcio. L’attualità ci insegna quanto mai sia importante essere fermi su certi temi”.

“Purtroppo, in questo frangente – conclude Ilenia Bertolazzi -, a Sona si è persa l’occasione di dare un chiaro messaggio ai nostri giovani e a tutta la cittadinanza: che sulla droga e su tematiche importanti non conta il colore politico, bensì solo ed esclusivamente il buonsenso”.

Per un commento sull’intera questione abbiamo sentito anche il Vicesindaco di Sona Gianmichele Bianco, che ricoprendo la delega alla cultura è responsabile del cartellone artistico e culturale dell’estate sonese.

“Le preoccupazioni dei genitori non si devono mai sottovalutare – esordisce Bianco -. E sempre, servono il tempo e la volontà di ascoltare e di ascoltarsi, soprattutto in ambito pedagogico e culturale. Solo questo fa crescere tutti. Si chiama appunto Cultura. Si chiama appunto Educazione”.

“Trovo il film ‘Alla ricerca di Nemo’ un capolavoro sotto ogni aspetto. Anche, e soprattutto quello educativo. C’è un passaggio che vorrei sottolineare come punto forte: il papà di Nemo, Marlin, ha un dialogo con l’amica svampita e smemorata Dori che lo aiuta nelle ricerche: ‘Gli avevo promesso che non gli sarebbe successo mai niente’ dice il padre. ‘Un po’ bislacca come promessa’ risponde saggia l’amica. ‘Non puoi fare in modo che non gli capiti mai niente, dovrebbe non fare mai niente!’. Le nostre ragazze e i nostri ragazzi sono costantemente, al di là dell’azione genitoriale, scolastica, associativa, mediatica e comunale, in contatto con il mondo. Sono in contatto con i pari, sono perennemente in contatto con internet. Affrontano il mondo in modi, luoghi e tempi che non possiamo tenere sotto controllo. Ma possiamo dare loro gli strumenti per farlo? Sì, come genitori. Sì, come scuola. Sì, come associazioni e, infine, sì come Comune. Nello specifico del Comune, come?”.

“Non mi e Ci piace la politica che induce la paura, la politica che la cavalca. Questo non ci permetterà mai di uscire di casa. Mi e Ci piace invece, la politica che affronta consapevolmente i segni dei tempi, e dà risposte per superarli. Non per eliminarli o per controllarli. La mia generazione – prosegue il Vicesindaco – è cresciuta con i Pink Floyd, con i Genesis, con i Queen, con i grandi cantautori italiani e stranieri. Non mi verrebbe in mente di ascoltare Massimo Pericolo o Sfera Ebbasta. Ma le miei figlie lo fanno. I miei nipoti lo fanno. I loro amici lo fanno. E io non ho dato loro il permesso. Il permesso un giovane, giustamente, se lo prende. Ne ha bisogno”.

“Sia come famiglia sia come Istituzione dobbiamo insegnare ai ragazzi a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. I ragazzi ascoltano il rap perché altri nel loro perimetro relazionale lo fanno o perché Internet veicola questi cantanti. Ma lo hanno sempre ascoltato. La novità è che lo ascoltano anche in Italiano. Esistevano anche prima di Pericolo ma erano in inglese, lingua a molti ancora sconosciuta e quindi meno evidente. Il Rap, è una musica di protesta, a tratti provocatrice e sboccata che raccontava agli inizi la difficile situazione delle minoranze di colore degli Stati Uniti. Anche oggi questo rimane: il disagio. I giovani rapper italiani raccontano un certo tipo di difficoltà giovanile vissuta soprattutto nella provincia e nelle periferie. Massimo Pericolo deve il suo successo a questa capacità di arrivare subito con il suo messaggio pesante e di dolore urlato, che sicuramente può infastidire ma quello su cui dobbiamo caso mai interrogarci è il perché di tanto successo con le giovani generazioni e lì, agire”.

“L’Amministrazione – spiega Bianco – non ha dovuto fare voli acrobatici nel dare il patrocinio al MAG e contemporaneamente dissociandosi dall’artista Pericolo. Siamo forti e chiari sul dare un Patrocinio ad una rassegna da un decennio punto di riferimento giovanile provinciale e oltre. Ma siamo stati forti e chiari nel dissociarsi dai temi del cantante Massimo Pericolo e nel dire che la sua limitata apparizione sulle tante ore del festival non può condizionare la profondità culturale dell’intera rassegna”.

“L’ascolto, dicevo all’inizio. Lo si fa a scuola con mille iniziative di formazione, lo si fa fuori da scuola incontrando le famiglie con i ragazzi in difficoltà, lo si fa cercando di leggere i nuovi linguaggi stando vicino ai ragazzi non facendosi trovare impreparati. Non abbiamo scelto la censura ma la condivisione. Saremo al MAG per incontrare i ragazzi, organizzeremo approfondimenti dopo il concerto per incontrare più da vicino chi questi linguaggi li sta proponendo. Non abbiamo paura incontrando i ragazzi nelle scuole dove gli abbiamo parlato di bullismo, di discriminazione, li abbiamo trovati curiosi e partecipativi. Torneremo nelle scuole dove anche sul tema dell’uso dei social network mireremo a insegnare loro ad usarli meglio, non a proibirli. Siamo certi che anche questa occasione sarà nuovamente un momento di incontro con loro, non privativo, non giudicante. Villa Romani è piena di giovani di ogni tipo e noi li vogliamo incontrare. Artisti e ragazzi normali. Ciascuno potrà dire la sua e noi li ascolteremo, non li lasceremo soli”.

“Troppe volte si pensa che a Sona non succeda nulla. Si pensa cosi in parte perché è più facile, invece mai come in questo momento siamo una fucina di idee, di cambiamenti, di percorsi. Forse anche perché in questo secondo mandato – conclude il Vicesindaco di Sona – ci siamo più aperti verso i giovani, forse perché stiamo focalizzando alcuni temi. Troppe volte si pensa che a Sona non succeda nulla. Ma forse non si va mai a nulla. Come vorrebbe Marlin”.

Nella foto lo striscione apparso a Sona.

Ritornando alla cronaca, va segnalato che la sera di lunedì scorso a Sona, in via Pozza delle Lastre, è apparso uno striscione anonimo contro Massimo Pericolo e contro il Comune, che è stato rimosso già la mattina successiva dalla Polizia Locale.

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