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In Oriente lo usano da millenni, per le cucine occidentali è una novità assoluta. Se si usa in Giappone per sake, in Europa e negli Usa è infatti un ingrediente usato per aggiungere sapore e fermentare. Carne inclusa. Vi conviene segnarvi il suo nome perché questo sarà un food trend del 2017.

Si chiama koji, è un fungo, e a detta di David Zilber, sous chef al Noma di Copenhagen, ci cambierà la vita. O forse lo sta già facendo, visto che in quello che è stato uno dei ristoranti più famosi e rivoluzionari del mondo, lo tengono in uno dei tanti contenitori nel laboratorio di fermentazione.

Ebbene Slow Food Garda Veronese, in collaborazione con Slow Food Zurigo, offre l’opportunità di partecipare martedì 11 aprile presso la sede di Sona in via Molina 2, ad un workshop sul KOJI, tecnica di fermentazione giapponese ricca di benefici per la salute ed uno dei principali food trend del 2017.

Koji è il nome giapponese, ma in latino questo fungo filamentoso è detto Aspergillus oryzae. È possibile che non l’abbiate mai sentito nominare, ma quasi certamente il sapore non vi è così nuovo – e molto probabilmente lo avete “bevuto”. Il suo gusto è paragonabile a quello di salsa di soia, miso, sake: detto in giapponese, è umami, il quinto che si somma a dolce, salato, amaro e aspro. È il sapore del glutammato, per intenderci.

Se desideri approfondire questo stimolante tema, partecipa al workshop ed iscriviti scrivendo a gardaveronese@slowfoodveneto.it specificando l’orario prescelto (15.30 oppure 19.30).