Marco Bagnara da San Giorgio: “Il teatro è un colpo di fulmine che ti porta via”

Chi lo dice che il colpo di fulmine non esiste? Quando Cupido scocca la sua frecce, il destino è ineluttabile. Arriva l’amore. Questa è la prima cosa che Marco Bagnara mi fa capire del suo incontro con il Teatro. Marco è una classe 1967, abita a San Giorgio in Salici, è sposato con Gloriana e ha due figli, Federico e Valentina. Nella vita vera (ma qual è poi la vita vera?) vende materiali edili.

 

Allora Marco, raccontaci dell’incontro fatale.

Nel 2004, una sera ho dovuto, ma proprio dovuto andare dopo mille insistenze a vedere un gruppo (quello che poi sarebbe diventato il mio gruppo) La Polvere Magica. Mi siedo, ovviamente pieno di preconcetti del tipo“ tanto mi annoierò,“ comincia lo spettacolo: “L’uselin de la comare”. Alla fine del primo tempo avevo in mente solo una cosa: voglio farlo anch’io!!

 

E tua moglie Gloriana come l’ha presa?

Ha sorriso e ha detto: l’ho sempre saputo. (ah le mogli! Nota di chi scrive).

 

Cosa era successo durante quel fatidico primo atto? Cosa ti aveva colpito?

Tutto: l’atmosfera, le luci, le scene, il clima, io mi vedevo già là sul palco a recitare anche se non l’avevo mai pensato prima. Allora ho seguito il mio istinto e mi sono messo a disposizione del gruppo, prima dietro le quinte come tuttofare poi la prima vera occasione: una sostituzione.

 

Racconta…

Debutto in Borgo Roma nel ruolo del vigile urbano Felice Catafalco. Una prima volta carica di emozione, piena di ripensamenti data la paura ma poi, anche grazie all’aiuto del gruppo, sono entrato e dopo la prima battuta ho capito che il teatro davvero faceva per me.

 

E che battuta era?

Era: “A me pari’ imbriaga.” Invece l’ubriacatura e’ toccata a me.

 

Dalla Polvere Magica di Palazzolo alla Barcaccia di Puliero, quindi doppio impegno e doppie soddisfazioni.

Quando Puliero mi ha chiamato per una sostituzione ero basito. Ma mi sono fatto coraggio e sono partito alla volta dello spettacolo: La Putta Onorata nel ruolo di Nane Baruca. Ci tengo a dire tra l’altro che siamo in sei nel nostro Comune che lavorano con Roberto oltre me. Andrea Turchetti, Michele Matrella, Michela Zanetti, Paolo Bellotti, Sara Compri e Sara Turata. Così per dire che il nostro apporto è forte.

 

Che differenze ci sono tra lavorare con La Polvere Magica e La Barcaccia?

Intanto mi piace parlare delle cose che questi due gruppi hanno in comune e cioè la passione e la voglia di fare cose belle che facciano divertire la gente, poi è chiaro che le persone alla guida lavorano in maniera diversa. Alla Polvere Magica, tutti facciamo tutto e Sandro Borchia, il nostro regista, guida gli attori anche attraverso percorsi di improvvisazione personale. Roberto Puliero, anche forte di anni di esperienza da professionista ha una visione di insieme fin dall’inizio più programmatica e ti fa entrare nel personaggio secondo le sue dinamiche. In tutti e due i gruppi vince sempre il lavoro di squadra.

 

Tanto impegno dunque, mi viene il sospetto che si paghi qualche prezzo.

Purtroppo il tempo per gli affetti è ridotto, tra le recite e le prove sono diventato un disastro. Ne sa qualcosa Gloriana….

 

Come pensi di farti perdonare?

Brava, non ci ho mai pensato. Adesso mi impegno…

 

Torniamo al teatro; qual è il complimento che più ti piace ricevere?

Senza dubbio: Marco, ci siamo divertiti un sacco.

 

C’è qualcosa che il teatro, oltre al divertimento, ha portato nella tua vita?

Beh certo, considerato che sono un tipo egocentrico, ha coccolato il mio ego.

 

Dai Marco, usciamo dall’io, dall’ego, e raccontiamo cosa fa La Polvere Magica oltre a divertire le persone, nel sociale.

Questa è una cosa che mi piace moltissimo e che mi ha dato tantissime emozioni. Ogni anno una parte del ricavato viene devoluto ad una attività benefica. Ancora mi commuovo se penso che dei bambini kenyoti studiano grazie al materiale (banchi, sedie, lavagne) che abbiamo comprato noi. Abbiamo visto i filmati dei bambini felici che cantavano per ringraziarci. Un’emozione unica.

 

E’ il momento dell’appello, cosa vuoi dire?

Voglio dire che il teatro deve essere popolare, non elitario, quindi dico a tutti di venire a metterci il naso, sia da spettatori che da attori, non abbiate timore e venite, c’è sempre bisogno di gente nuova.

 

Ti dico una cosa prima di salutarci. Ricordati che hai promesso a Gloriana che avresti pensato a come farti perdonare le assenze… Marco promette e se ne va, le prove sono alle porte, ci sono i palcoscenici, le battute, gli entusiasmi. E’ ora di andare a teatro, lui da attore e noi da spettatori pensando che tutti i ruoli sono intercambiabili e ognuno di noi può sognare di calcare le scene, il colpo di fulmine può arrivare da un momento all’altro. Attenzione.

 

La Redazione
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