Mancata ordinanza sui botti di Capodanno a Sona: una riflessione sul ruolo dello Stato

La recente polemica nata a Sona per la decisione del Sindaco Mazzi, in linea con gli scorsi anni, di non emettere un’ordinanza di divieto di scoppiare botti durante la notte di Capodanno, consente una riflessione sul ruolo che riveste lo Stato nella nostra vita pubblica.

Il Sindaco Mazzi, nella sostanza, giustifica la sua scelta sostenendo che, non avendo agenti di Polizia Locale sulla strada tra il 31 dicembre e il primo gennaio, una sua eventuale ordinanza risulterebbe priva di effettività in quanto non ci sarebbe nessuno incaricato e deputato a farla applicare. E quindi diventerebbe del tutto inutile.

Tralasciamo per un istante, ci ritorneremo, il fatto che appare abbastanza incredibile che un Comune come Sona non abbia agenti in servizio proprio nella notte più trafficata e complicata dell’anno, ma restiamo sul nocciolo della motivazione: non essendo in grado di sanzionare eventuali abusi, si preferisce non disciplinare la materia e limitarsi ad un generico richiamo al buonsenso dei cittadini.

Ad un primo acchito, il ragionamento sembra effettivamente filare ed essere munito di solida ragionevolezza. La paura del Sindaco, immaginiamo, sia quella di dare vita ad una versione sonese delle proverbiali “gride manzoniane”, disposizioni che secondo il grande autore lombardo venivano emesse con titoli altisonanti e con un linguaggio alto da azzeccagarbugli e con le quali venivano promesse pene severe per coloro che non le avessero rispettate. Ma che poi, nella realtà, venivano ampiamente disattese.

Ma questo ragionamento è insidioso, e pure rischioso, perché sembra configurare una rinuncia dello Stato, in questo caso rappresentato dal Sindaco, al suo ruolo di dare regole e farle rispettare. Uno Stato, insegna il diritto pubblico, è un’entità politica sovrana, costituita da un territorio, da una popolazione che lo occupa e da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi. Tutto ruota attorno al concetto di identità sovrana: se non riesce a far rispettare le norme alla popolazione sul territorio, se non c’è effettività di potere, lo Stato non esiste più.

Chiaro, a Sona non parliamo di situazioni di assenza grave dello Stato come nel caso dei territori in mano alla mafia. Da noi il tema in discussione è assolutamente circoscritto e limitatissimo: emettere o non emettere un’ordinanza che disciplini l’uso dei fuochi artificiali. Ma è il principio che risulta importante.

A parere di chi scrive, il Sindaco ha fatto bene a non emettere quell’ordinanza. Ma ne ha sbagliato le motivazioni.

L’ordinanza non andava scritta in quanto è sufficiente applicare la norma, ancora in vigore, del Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1926 (che, per inciso, oltre ai fuochi artificiali regola anche il lancio delle pericolose lampade cinesi che danni hanno creato sul nostro territorio). Norma che, di fatto, rende inutili e ridondanti tutte le ordinanze dei Sindaci sulla materia.

Dire però che non si vuole farla, nonostante la si ritenga teoricamente un provvedimento corretto, perché il Comune non è poi in grado di renderla efficace significa abdicare alle funzioni che la mano pubblica deve invece esercitare. E questo è sempre un errore, anche se si tratta di provvedimenti secondari e di basso impatto come quello di cui stiamo trattando.

Lo Stato deve fare lo Stato. E se il Sindaco, a seguito di decenni di impoverimento delle realtà locali, si trova a non avere le risorse per garantire l’applicazione dei provvedimenti che ritiene necessari – in questo caso pagare gli straordinari alla Polizia Locale – è giusto che rivolga serie e severe istanze agli enti di rango superiore perché al Comune vengano garantiti i mezzi di cui non può fare a meno per esercitare le sue funzioni e per garantire la sicurezza dei cittadini.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti.

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