Spesso pensiamo alla mamma come a una figura scontata: colei che c’è, che risolve i problemi. Ma crescendo ci si accorge che dietro quel ruolo c’è una donna che ha scelto, ogni giorno, di essere il nostro porto sicuro.
Per me, mia mamma è sempre stata “la mamma che tutti vorrebbero”: “la mamma giovanile” disponibile, aperta e soprattutto sincera. Ma definirla solo così è quasi riduttivo. Lei è stata la mia psicologa, la mia insegnante di vita e la mia migliore amica. Mi ha insegnato a stare al mondo con una dote rara: la verità.
Fin da quando ero piccola non mi ha mai mentito, nemmeno quando la realtà era scomoda. Come quando soffrivo il confronto con le mie amiche e mi sentivo “sbagliata” perché non avevo la loro stessa taglia; lei mi ha spiegato con la sua solita schiettezza che siamo tutti diversi, che la mia altezza e la mia struttura sono la mia forza, non un difetto. Mi ha insegnato che il mio valore non si misura in un numero su un’etichetta.
Il nostro legame è fatto di una complicità rara, a volte scherziamo così tanto che sembra una ragazza della mia età. Eppure, proprio perché è la persona a cui tengo di più, odio litigare con lei. Quelle rarissime volte in cui succede, sto male finché non chiariamo e faccio di tutto per far sì che tutto torni come prima. Spesso, quando voglio scusarmi dopo una discussione, le lascio un biglietto, perché ancora oggi,faccio fatica a esprimere i miei veri sentimenti, anche nei suoi confronti.
C’è un ricordo che porto con me dalle elementari, quando non riuscivo a staccarmi da lei, arrivavo a metà cortile e tornavo indietro piangendo. Per aiutarmi a superare quella paura, lei mi diede un suo anello e una nostra foto in bianco e nero, ritagliata a forma di cuore. Li tenevo nell’astuccio per sentirla vicina tra i banchi. Ancora oggi, dopo anni, in quell’astuccio che porto a scuola c’è una nostra foto: è la prova che non sono mai sola.
Lei è la luce che si accende nei momenti bui e che non accetta di spegnersi: per qualsiasi problema, lei è lì subito a rassicurarmi. Non smette di starmi accanto finché non mi vede ridere, finché non sente che sono tornata a stare bene.
Con lei ho imparato che l’amore vero non crolla mai, anche quando tutto il resto intorno sembra farlo. Mi ha spinta a credere in me stessa anche quando io non ci riuscivo, restando fiera di me in ogni momento. Senza di lei non sarei la persona che sono oggi; ogni mio traguardo porta con sé un pezzo di ciò che lei mi ha trasmesso.
A chi legge queste righe, vorrei fare un augurio: spero che possiate avere la fortuna di sentirvi come mi sento io. Spero che vediate in vostra mamma non un’autorità di cui aver paura, ma la complice a cui poter dire tutto. Oggi, non limitatevi a un augurio formale. Guardatela negli occhi e ditele grazie: per le verità che vi ha detto e per non avervi mai lasciato la mano, da quel cortile di scuola fino a tutti i pensieri che le scrivo ancora oggi. Perché l’amore vero non crolla mai.
Ti voglio bene mamma, più di quanto le parole possano mai dire.
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