“Ma questo è un garage!”. Giamprimo Zorzan presenta il libro dedicato alla (grande) storia del Club Il Giardino di Lugagnano

Non sono pochi i cittadini del Comune di Sona che conoscono il civico 82 di Via Cao del Prà a Lugagnano. Ma, per usare le parole di Giamprimo Zorzan, è indubbio che il nome del Club Il Giardino sia “conosciuto di più al di fuori dei confini italiani”.

Dopo vent’anni dal primo concerto tenutosi nel piccolo locale, “Ma questo è un garage!” è il libro in cui Giamprimo ha messo nero su bianco le esperienze, le emozioni, le persone e i ricordi che sono ruotati intorno a questa straordinaria realtà.

La nostra intervista è accompagnata da un buon calice di Custoza all’interno di quel “garage” trasformato in una piccola sala concerti. Le pareti trasudano di passione e musica (molto rock); centinaia di volti di musicisti di altissimo livello, incorniciati in fotografie e locandine appese in ogni angolo del locale, raccontano vent’anni di musica dal vivo. Peter Hammill e David Jackson dei Van Der Graaf Generator, Mick Abrahams e Clive Bunker dei Jethro Tull, i Fairport Convention e i Pendragon sono solo alcuni dei nomi di grandi artisti che si sono esibiti al Giardino.

Dalla penna zampilla inchiostro carico di emozioni e ricordi, un capitolo della vita di Giamprimo intenso e ricco di soddisfazioni. “Tutto iniziò a cavallo tra il ’99 e il Duemilaracconta al Baco Giamprimo –, quando organizzai una festa con più di cento persone nel garage di casa mia a Lugagnano, appositamente da me allestito con dei pannelli da fiera. L’evento fu replicato anche l’anno seguente, con il primo concerto dal vivo il 2 gennaio 2001”.

La copertina del libro scritto da Giamprimo Zorzan. Sopra, Giamprimo nel Club Il Giardino (Foto Mario Pachera).

Il nome dell’associazione è stato involontariamente suggerito dal cantautore veronese Massimo Bubola, che ha collaborato anche con Fabrizio De Andrè. “Prima ancora della fondazione ufficiale del clubcontinua Giamprimo –, durante una serata musicale Bubola si rivolse a me e ad altri collaboratori con queste parole: ‘vi rendete conto che siete i nuovi epicurei?’”. La scuola del filosofo greco Epicuro è abitualmente designata con il termine “Giardino”, dato che, appunto, in un giardino attiguo alla sua abitazione amava trattenersi con i suoi amici e discepoli attraverso musica, poesie e argomenti filosofici.

Il circolo club “Il Giardino” fu, dunque, ufficialmente costituito nell’ottobre del 2004. I grandi musicisti che vengono a suonare nel locale sono accolti in una cornice intima; spesso, infatti, si fermano a mangiare a casa di Zorzan, o nella tenuta Residori, dove un’amica del club cucina per loro prima dei concerti.

“Gli artisti nel Clubprosegue con il suo racconto Giamprimomaturano un rapporto diretto e intimo con le persone in sala, non vi è quel distacco che può crearsi in un bar o locale che propone la musica dal vivo. In questi anni, infatti, ho avvertito molta professionalità anche per come si ascolta la musica, dando luogo a una vera e propria esperienza culturale tra chi ascolta e chi suona e creando un ambiente familiare e domestico”.

Per Giamprimo Il Giardino ha rappresentato non solo la concretizzazione della sua passione per la musica, ma anche la realizzazione di un suo sogno dell’età giovanile: “Fin dall’età dei 13 anni sono un grande fan del gruppo Le Orme, e sognavo di farli suonare a casa mia. Così nel 2001, in occasione del primo concerto tenutosi qui al Giardino, ospitammo il primo componente del gruppo musicale, Tolo Marton, uno dei più grandi chitarristi italiani”.

Il secondo tassello del sogno di Zorzan fu aggiunto grazie all’aiuto dell’amico Luigi Residori, dato che nel 2003 riuscirono a coinvolgere e far esibire anche un altro componente delle Orme, Aldo Tagliapietra, con cui si creò un rapporto di stima e amicizia. “Nel 2008 dopo ben 25 annicontinua Giamprimo con una voce toccata dall’emozione e dalla soddisfazionesiamo riusciti a ricongiungere i due musicisti anche con il batterista Michi Dei Rossi. È stata una grandissima emozione per me dare l’opportunità al gruppo di esibirsi presso Il Giardino: ero riuscito a realizzare un mio sogno di gioventù, far suonare i miei idoli dell’epoca”.

In Italia e in tutto il mondo Il Giardino è divenuto nel corso degli anni un vero e proprio luogo di culto per il rock progressivo e un significativo punto di riferimento per il pubblico appassionato di quel genere musicale. Quando solo qualche anno fa le conseguenze di un’epidemia mondiale rappresentavano uno scenario lontanissimo o impensabile, presso Il Giardino si riuscivano ad organizzare in media due serate alla settimana, per un totale di 60-70 concerti all’anno. Le restrizioni dell’emergenza sanitaria hanno messo in pausa e rallentato la linfa musicale del Giardino, ma hanno dato l’occasione a Giamprimo di scrivere il libro: “Un giorno di novembre osservavo con enorme dispiacere e nostalgia il Club vuoto, senza pubblico né musica. E quello fu il momento in cui mi dissi: ‘Forse è il momento di scrivere qualcosa’. Così in circa due mesi terminai il libro”.

Il libro “Ma questo è un garage!” non è né una biografia né un racconto cronologico degli eventi che si sono tenuti presso il Club. È una raccolta di testimonianze e ricordi suddivisa in capitoli, in cui si raccontano personaggi, aneddoti e rapporti umani.

Tra questi non possiamo non citare il ricordo di Giamprimo legato al musicista jazz Kyle Eastwood, figlio di Clint Eastwood: “L’artista, nonostante la fama internazionale e una provenienza familiare riconosciuta ovunque, si è dimostrato una persona umilissima, dato che ha condiviso un pasto con noi e ha aiutato me e mia moglie a sparecchiare la tavola”.

Non occorre essere appassionati di rock progressivo né grandi cultori di musica per leggere questo libro, ma “occorre credere nella musica, considerarla un’arte bellissima e una forma di comunicazione culturale”.

Molti, infine, sono i pensieri scritti da artisti e soci, che hanno arricchito il libro con emozioni rivissute e toccanti. “Dopo vent’anni – conclude Giamprimo – il libro termina questo mio percorso di organizzazione e passione che ho intrapreso anche grazie all’aiuto di tantissime persone e collaboratori. Per la musica che abbiamo ascoltato e conosciuto, il Club Il Giardino termina quest’anno, salvo poi rinascere nel 2022 con una nuova associazione rivolta ai più giovani, anche di Lugagnano, favorendo un ricambio generazionale e musicale”.

Il libro viene presentato sabato 31 luglio e domenica 1 agosto dalle ore 18 a mezzanotte presso la sede del Club Il Giardino, al civico 82 di Via Cao del Prà a Lugagnano, in cui anche la musica sarà protagonista delle serate. “Undici artisti a serata vi allieteranno con le loro musiche; l’ingresso è libero, e verrà offerto un risotto a tutti“. Una percentuale delle vendite e il ricavato del bar in queste due serate verranno devoluti al SOS di Sona.